PSICOLOGIA
DELLA SOPRAVVIVENZA
Cosa significa sopravvivere ?
Significa
superare uno o più eventi a noi ostili, organizzarsi nella nuova realtà e
continuare la vita adeguandosi alle mutate condizioni esistenziali. Qualcuno si
trova in difficoltà quando apre il frigo e scopre che manca la Nutella,
qualcuno riesce a malapena a terminare la settimana lavorativa, qualcuno è
convinto di morire di solo raffreddore se non circondato da cure amorose e
medicinali in abbondanza, e per una piccola ferita chiama il 112,113,116
(certamente si dimentica il 118), un temporale provoca panico e disperazione, e
se manca la corrente elettrica... è la fine del mondo. Qualcun altro, invece,
supera incendi, inondazioni, terremoti, guerre, malattie tremende, o sta' alla
deriva nel mare o perso nella giungla o nel deserto per giorni e mesi e poi,
quando lo ricorda, lo fa con orgoglio e, spesso, con nostalgia perché si è
reso conto che affrontando le difficoltà ha vissuto un esperienza
importante ed è uscito da vincitore.
Si può dire che bisogna avere attitudine a sopravvivere.
Sopravvivere è un altro modo per dire continuare a vivere, e l'uomo ha a sua
disposizione risorse incredibili per farlo bene. La mente è la
migliore arma dell'uomo. Un personaggio, sicuramente un po’originale, ha detto
che:
(libera traduzione.... a spanne)
"L'essere umano è in grado di: cambiare il pannolino ad un bambino,
pianificare un invasione, uccidere un maiale, governare una nave, progettare un
edificio, scrivere una poesia, fare di conto, costruire un muro, sistemare un
osso, confortare un moribondo, eseguire ordini, dare ordini, cooperare, agire da
solo, risolvere equazioni, analizzare nuovi problemi, spargere il letame,
programmare un computer, cucinare cibi saporiti, combattere con estrema
efficacia, morire de prode. Le specializzazioni sono per insetti."
-- Robert A. Heinlein--
Quindi informarsi, imparare, sapere, conoscere, magari poco ma di tutto e non
limitarsi; questi sono gli ingredienti chiave per affrontare la vita.
L'atteggiamento, il vestito psicologico, è un altro aspetto fondamentale, gli
Americani lo chiamano " Offensive mindset " intendendo con questo
termine uno stato mentale attivo, aggressivo, che non si arrende alle difficoltà.
La disciplina mentale per sopravvivere è la stessa che ci serve nelle arti
marziali o nei sport rischiosi e che non guasta neanche nella vita quotidiana ed
è una combinazione di fiducia in sé, di aggressività e di determinazione a
superare le avversità anche quando le probabilità di farcela non sono a nostro
favore. Molte cose si potrebbero dire in merito, ma penso che ognuno deve
interpretare e "metabolizzare" l'argomento in maniera personale.
Nessuno, neanche il più grande esperto in materia, ci può confezionare la
disciplina mentale giusta, può solamente aiutarci a scoprire le vie ed affinare
le tecniche.
Quelli che realmente si divertono a confrontarsi con le avversità, anche solo
per verificare la loro preparazione, e anche se vengono per questo comunemente
riconosciuti come paranoici, alienati o perlomeno strani e la gente
"normale" li chiuderebbe volentieri in una bacheca con su scritto
" In caso di bisogno rompere il vetro", secondo me hanno raggiunto una
condizione mentale che sicuramente li aiuterà in qualsiasi occasione.
Controllare la paura è un obiettivo molto importante. Solo gli incoscienti non
hanno paura. La paura è il nostro freno inibitore, è la nostra difesa
subconscia, ma non deve mai prendere il sopravvento, non deve mai trasformarsi
in panico. Credo che non si può non avere paura, non sarebbe neanche bello.
Come si fa a rinunciare a quelle bellissime scariche di adrenalina che si
avvertono alla porta di un C130 nell'istante del lancio o quando, in immersione
notturna si spegne il faro e ci si lascia andare lungo una parete, nel blu,
senza riferimenti. E poi, personalmente, provo piacere e soddisfazione quando
ripenso a una situazione nella quale ho avuto paura, molta paura, ma l'ho
controllata, e non solo, sono riuscito a convertirla in qualcosa di positivo, in
qualcosa da ricordare con orgoglio.
Mantenere la volontà di vivere, di ritornare a ogni costo, essere certi di
farcela, è senza dubbio estremamente importante sia di fronte ad una malattia,
sia di fronte ad un malvivente di strada, sia se siamo feriti e persi chissà
dove dopo un incidente o una calamità naturale. Se non affrontate le avversità
con decisione le vostre possibilità di vincere diminuiscono enormemente. Per
questa ragione, io credo, sia importante tenere la mente e lo spirito allenati a
fronteggiare le condizioni ostili praticando le attività che ci mettono alla
prova sia fisicamente che psicologicamente. Possiamo anche studiare le
situazioni ed il ambiente che ci circonda, possiamo imparare particolari
tecniche che ci aiuteranno a sopravvivere, possiamo guardare film e leggere
libri ma nessuno sa esattamente come si comporterà in una situazione reale di
pericolo estremo. Solo l'allenamento e la preparazione ci possono dare una
solida base di partenza. La preparazione non produce superuomini pronti a
sfidare o a contrastare la Natura, produce solo persone attente a dove
"poggiano i piedi", perché hanno acquisito la coscienza di quanto
siamo piccoli di fronte ad essa. Non è pensabile ne sfidare ne contrastare la
Natura, siamo troppo insignificanti per farlo, possiamo solo imparare a
rispettarla e a vivere in armonia con essa. Possiamo imparare a riconoscere e a
rispettare le enormi risorse che la Natura ci mette a disposizione, e
soprattutto, a capire che le enormi "pietre" che ci sbarrano la via
non sono macigni che la Natura ci ha scagliato contro per distruggerci, ma sono
pietre che stanno li da sempre a prescindere da tutto e da tutti. Ognuno di noi
quando si trova di fronte ad una di queste "pietre" dovrà decidere se
girarci intorno per non disturbarla, se scalarla per sfidare solo se stessi
nella ricerca del proprio limite o se tentare di romperla a testate con la
presunzione di
sfidare la Natura. Coloro che si troveranno ancora in piedi, con la pietra alle
spalle, potranno dire di aver messo un altra tessera giusta nel loro puzzle della
vita.
Un consiglio: aspettatevi sempre l'imprevisto e ricordatevi che la Fortuna è
cieca ma la Sfiga ci vede benissimo.

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Se riuscite a mantenere la calma quando tutti intorno a voi perdono la testa...
forse non avete capito bene la situazione.
05-02-2001
Damir S.
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