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Comunicazioni e segnalazioni

Penso che l'importanza delle comunicazioni è facilmente intuibile da tutti e non servono particolari premesse.  Qualora si rende necessario comunicare con persone del nostro gruppo o con il resto del mondo dobbiamo essere preparati per farlo. Il bisogno di comunicare potrebbe scaturire dalla necessita di mantenere il collegamento con i componenti del gruppo dislocati sul territorio per varie ragioni, oppure per cercare il contatto con il mondo esterno o semplicemente per segnalare a qualcuno la nostra posizione.  

Oggi il cellulare la fa da padrone dato il basso costo e la copertura pressoché totale, almeno del mondo civilizzato. Inutile dire che in caso di calamità naturali o artificiali le reti delle telecomunicazioni sono le prime ad essere colpite e quindi il caro cell sarà inutilizzabile, ma in altri casi esso risulterà molto utile e quindi conviene averne almeno un paio. I terminali satellitari sono formidabili, la copertura è a livello mondiale e sono meno sensibili ai sconvolgimenti locali ma hanno un costo di acquisto e di esercizio molto elevato che ne limita la diffusione. 

Le radio ricetrasmittenti sono insostituibili sia per le comunicazioni "di servizio" tra i membri del gruppo che con il resto del mondo, chiamate di soccorso incluse. Conviene acquisire una serie di radio portatili e veicolari multibanda che ci garantirà  tutti i tipi di comunicazioni a noi necessarie nonché la ricezione di notiziari e  informazioni meteorologiche. Inutile dire che conviene avere le radio con le antenne e le batterie intercambiabili in modo che le scorte siano utilizzabili per tutte e che bisogna avere diversi sistemi per la ricarica delle batterie (macchina, energia solare, una piccola dinamo a manovella,ecc). Ricordiamo che la detenzione e l'uso di apparecchiature  ricetrasmittenti e soggetto ad autorizzazione governativa e pertanto regolatevi di conseguenza. 

Un modo più primitivo, ma spesso molto efficace, per comunicare sono le segnalazioni, esse possono essere di diversa natura; visive (luce, fumo, colori in contrasto con l'ambiente,gesti, segnali manuali o particolari) o acustiche (urla, fischi, botti, versi,ecc).  

Il sistema da usare dipende da alcuni parametri, primo dei quali è l'obiettivo che si vuole raggiungere , il secondo è la disponibilità dei mezzi ed il terzo è il destinatario del messaggio. In fondo non è detto che dobbiamo sempre chiedere aiuto a qualcuno e segnalare la nostra posizione al mondo, magari vogliamo solo segnalare la posizione, in modo discreto, a un amico. Magari vogliamo avvertire qualcuno di un pericolo/preda senza farsi notare e senza far capire al pericolo/preda che non è solo nell'area.

Un messaggio deve essere trasmesso in modo da avere la massima probabilità che esso giunga solo al suo destinatario che potrebbe essere solo una persona ben individuata oppure chiunque al mondo.

Il campo dei sistemi visivi per la segnalazione è molto vasto e parte da sistemi improvvisati come potrebbe essere un fuoco o una colonna di fumo e destinati ad attirare l'attenzione di  qualcuno,  passano per sistemi semplici, ma codificati, che permettono a chi li osserva di capire il contenuto del messaggio (bandierine colorate, razzi, segnalazioni con le mani e luce in tutte le sue forme) comprendono la luce in tutte le forme (lampade, flash, fuoco, razzi, sole), 

 

Tanto per fare qualche esempio, è del tutto inutile urlare per farsi notare da un aereo meglio accendere un fuoco che produca un denso fumo nero. 

Eliografo è un strumentino molto semplice e molto utile. Serve per le segnalazioni mediante i raggi solari. Normalmente, se non volete farvi vedere, state certi che un riflesso causato da un pezzo del vostro equipaggiamento rivelerà la vostra posizione, ma se volete creare volontariamente una riflesso il problema più grosso e quello di "colpire" il bersaglio. Più lontano è il bersaglio e più è problematico colpirlo. L'eliografo ci facilita questo compito. Per costruire un eliografo è sufficiente procurarci un lamierino con entrambe le face lucidate a specchio e praticare un foro del diametro compreso tra i 2 e i 4mm. Il modo di funzionamento e tanto semplice quanto efficace e consiste nel tenere l'oggetto a circa 15-20cm dal viso e traguardare il bersaglio dal foro. A questo punto guardando la propria faccia riflessa nel lamierino dovreste individuare un punto luminoso creato dal sole che passa dal forellino. Tenendo il vostro bersaglio nel foro dovreste orientare il lamierino in modo da far coincidere il punto luminoso che vedete sulla vostra faccia riflessa nel lamierino con il foro. Quando ci riuscite potete essere sicuri che il bersaglio è stato colpito dal riflesso. Il mio eliografo è stato costruito con il specchietto in lamierino inox fornito in dotazione ai militari di leva al centro del quale è stato praticato un foro da 2mm. La dimensione del foro determina la precisione di puntamento e la facilità di acquisizione del bersaglio, più grande è il foro e più facilmente individueremo il bersaglio ma meno preciso sarà il puntamento. Per rendersi conto provate a fare qualche esperimento con il coperchio di un barattolo o un CD di quelli con entrambe le facce a specchio. Anche un banale specchietto può essere usato come eliografo, basta dotarlo di un mirino di puntamento anche rudimentale. Per esempio potreste piazzare un bastone a 2 metri da voi e traguardando il bersaglio sulla punta del bastone portate il specchietto all'altezza degli occhi e cercate di illuminare con il riflesso la stessa punta del bastone. 

 

 

 

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01/09/2002