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      - SEDNA
-Mauro Cerulli e la teoria di darwin con un commento di Giacomo ROLLETTI

       - PROBLEMA RIFIUTI E INDIRIZZO PROVINCIALE


- ANCORA SULLA RESPONSABILITA' OGGETTIVA


- PROBLEMA ASILO BASSO


- L'evoluzione della tecnica


- IL FUTURO DELL' EUROPA


IL CONSENSO


- S.U.E. - RENATO RININO


- UN NUOVO GIOCO diffuso dalle giunte di sinistra - CATTIVERIA


- TEARDO e TEARDIANI


- OPERE SOCIALI e ancora su BIAMINO


- RESPONSABILITA' OGGETTIVA


- SEMANTICA e FILOSOFIA ipertestuale


- CASO RAMBAUDI


- ROBERTO DE CIA


- ALBISOLA MARE

 - LEGGI GLI ALTRI COMMENTI DI ANGELO LESSI

SEDNA

 E' sempre stato costume, alla scoperta di un astro, "rifilargli" il nome di una divinità leggendaria. Dopo anni in cui qualcuno vociferava la presenza di un decimo pianeta oltre Plutone, in virtù delle influenze anche gravitazionali nel sistema solare, grazie ad un potente telescopio spaziale esso è stato recentemente "avvistato". Ad esso è stato imposto il nome di Sedna (se non sbaglio) antica divinità Inuit, o eschimese. Poichè gli eschimesi tutto sommato sono un'esigua minoranza cui forse si è voluto dare un piccolo riconoscimento, forse sarebbe stato meglio chiamare questo nuovo pianeta "Comunismo", ancestrale divinità dell'antico popolo degli operai ... o no?

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ancora sulla responsabilità oggettiva.

Qualche tempo fa "predicavo" sulla responsabilità oggettiva, a partire da una sentenza sui proprietari dei cani per sottolineare l'assurda impunibilità, non essendoci responsabili riconoscibili, di reati commessi da minorenni. E' accaduto recentemente che "per gioco" due ragazzini, a Roma, si divertissero a lanciare sassi contro i parabrezza delle auto in transito. Un automobilista, centrato in pieno, per sua buona sorte è riuscito a controllare il mezzo, accostare e non arrecare danni nè ad altri nè a sè stesso, a parte un comprensibile principio di infarto! I ragazzini, presi, sono stati "riconsegnati" ai genitori, e tutto è finito lì. Non so come sarebbe andata se le cose fossero finite peggio. I ragazzini sono avvertiti: possono fare ciò che gli pare, compreso trasportare droga (presa corriere 15enne su un treno) senza che ciò comporti nè per loro nè per chi dovrebbe essere responsabile del loro comportamento (genitori) alcunchè. Ai cittadini danneggiati la consolazione che i loro figli possono fare altrettanto. Quel che però non capisco è questo: se le colpe dei padri ricadono sui figli (esempio il figlio del mostro di marcinelle costretto a cambiare nome per evitare linciaggi) anche se non sempre (vedi Bobo Craxi) perchè la cosa non potrebbe funzionare anche al contrario? Angelo LESSI

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problema asilo Basso

Dopo l' intervento del consigliere Pietro SANTI e di Don LUPINO..... LEGGI Come consigliere di circoscrizione mi sono un poco interessato di quanto occorso nella vicenda asilo Basso di lavagnola. Premesso che l'asilo privato Basso è forse il più "comunale" di tutti (ricordo che esso nasce dall'eredità Basso che volle, nel suo lascito di beni al Comune, che a Lavagnola ci fosse un asilo per l'infanzia, che il primo presidente dell'asilo, nel 1880, fu il mitico sindaco La Marca, e che ancor oggi le nomine arrivano dal Comune), la questione "privata" tra parroco e dirigenza dell'asilo è forse stata mal gestita; una maggiore ragionevolezza delle parti (tutte) avrebbe forse portato a miglior soluzione. La diatriba, tutto sommato, nasce per questioni personali (si dice che il sig. Lupino sia un iracondo) e prosegue con ripicche e ripicchine (della serie "ah sì? ah, è così? e io ti chiudo la caldaia..!). Forse se si fosse richiesto di un'informale intervento da elemento terzo superpartes (es. Vescovo) la cosa avrebbe potuto aver risvolti più soft. Si è scelto invece di adire a vie legali, e la magistratura ha dato ragione al parroco. A questo punto, stante il torto "legale" nulla è più stato possibile fare, ed anche il vescovo ha dovuto "lavarsene le mani" (giusto per citare un po' anch'io il vangelo). La soluzione prevede per ora ma "temporaneamente" (cioè non si sa per quanto) il trasferimento del Basso alla Ferro Franceri (in centro) ma con la concreta possibilità che il Comune, cui tocca una responsabilità "morale", forse già entro il prossimo anno, conceda uno spazio all'interno dei nuovi insediamenti previsti in via Santuario nell'area ex sottostazione enel. Tutto sommato, benchè se la soluzione di cui sopra si concretizzerà potrebbe essere un miglioramento, tutte le parti coinvolte, Comune compreso, ne escono perdenti; quando a pagare per beghe personalistiche sono dei bimbi ( e stiamo parlando di 46) non ci possono essere vincitori. Perde anche la comunità, in termini di servizi alle persone nel quartiere e in termini di disagi per decine di famiglie. Sicuramente da tutte le istituzioni coinvolte ci si sarebbe aspettato di più. A questo punto, insistere nell'alimentare polimiche fini a sè stesse su chi abbia ragione o chi avesse torto, sul perchè e sul percome siano state fatte scelte che hanno portato agli attuali risultati è inutile e dannoso, se non magari per qualche procacciatore di voti. Angelo LESSI

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problema rifiuti e indirizzo provinciale

E' notizia recente sui giornali l'aumento, fra l'altro, della tassa sui rifiuti. Questo offre uno spunto di riflessione non da poco a chi non si limita al solito "governo (comunale) ladro!". La normativa "Ronchi" ha a suo tempo previsto che entro un certo periodo i rifiuti dovessero essere riciclati, e chi non sarebbe arrivato alla soglia "minima" del 35% avrebbe dovuto pagare una sovratassa. Il tempo è arrivato (e non da ieri!). Le considerazioni sono varie, cercherò (ma non prometto di riuscire a trovarla)) la sintesi. Punto 1. L'educazione al cittadino. Deve per forza essere il primo ed imprescindibile punto, senza qualsiasi normativa o iniziativa sarebbe vana. Come già ebbi a dire sulla questione dei parcheggi, caso sollevato da un lettore, il mondo è cambiato e continua a cambiare, e non è più possibile "mantenere le (cattive?) abitudini" di comodità che ci sono state tramandate dai nostri genitori e vivere come se fossimo ancora negli anni '60. Senza partire dai periodi in cui tutto ciò che era "rumenta" si buttava per strada, che tanto era la stessa, oggi occorre dotarsi individualmente di un atteggiamento responsabile verso il senso civico e verso la collettività, e non badare soltanto ai propri interessi e alla propria comodità, lamentandosi magari poi di come "gli altri" indistintamente ma sicuramente le istituzioni non provvedano a fare la loro parte. La vecchia storia secondo la quale "io ho dei diritti, gli altri hanno dei doveri" che però la pensano tutti, per cui alla fine tutti hanno diritti e nessuno ha dei doveri. Per tornare al tema, si può certo accusare l'istituzione comunale di non aver agito al meglio e per tempo nel sensibilizzare i cittadini verso questo problema, salvo poi trovarsi la "grana" della discarica di cima montà e ricercare, ovvero accettare da altri, soluzioni improvvisate che sicuramente risolvono contingenti problematiche elettorali ma non il problema alla fonte in modo duraturo. Certo è che i cittadini, di loro, (non) hanno fatto la loro parte, disinteressandosi del problema (a cui sicuramente deve pensare qualcun altro, dare soluzioni e indicazioni, organizzare, ecc...) magari anche ignorando che uno smaltimento dei rifiuti "all'antica" avrebbe portato ad un costo di smaltimento maggiore, che oggi ci ritroviamo a pagare tutti, anche chi, e c'è sicuramente, ha provato motu proprio ad uno smaltimento intelligente. Buttare tutto nello stesso sacchetto e poi nel "cassonetto" ha portato la media di riciclaggio tra le varie componenti (carta, plastica, vetro, ecc...) al 15-16% (dati del comune, quindi da verificare perchè di parte, quindi forse per eccesso) cioè meno della metà del minimo richiesto per legge per non avere aumenti del costo di smaltimento. Occorre quindi "prendersi il tempo" di capire che, finchè a fianco di ogni "cassonetto" che troviamo sotto casa non ci saranno anche gli altri contenitori per i rifiuti riciclabili è responsabilità individuale perseguire uno smaltimento dei propri rifiuti atto ad aumentare la media dei riciclati. Mi rendo conto che trovare il tempo e lo spazio, in casa, di avere contenitori diversi e di diversificare i rifiuti, e poi trovare la mezzoretta di tempo per recarsi con carta, vetro, plastica, e quant'altro laddove gli appositi contenitori sono ubicati comporta superare pigrizie e comodità dal retaggio antico, ma è necessario non solo per abbattere i costi, che poi arrivano sempre a noi, dello smaltimento rifiuti ma anche per vivere in un mondo che non sia sommerso dai rifiuti (ricordo quella pubblicità dove una mamma riempie di rifiuti la culla del proprio figlio). Insomma, essere "ambientalisti" non è soltanto condividere un'idea e sfilare in certe manifestazioni o scioperare, ma un impegno personale concreto, nei fatti quotidiani. Punto 2. la situazione a Savona ( e provincia). Sicuramente molti ricordano le manifestazioni di piazza dei residenti nella zona di cima montà (gli unici "toccati" dal problema direttamente nei propri interessi) all'epoca delle scorse elezioni comunali. Rifondazione provò a cavalcare tale protesta cercando, seppur per biechi fini politici ed elettorali (se no non si spiegherebbe perchè la questione, per quanto sempre attuale e dibattuta, sia stata sollevata in quel modo soltanto in quel periodo) di coinvolgere la popolazione tutta, ed anche i giornali locali diedero una mano, ma ai più la cosa non è interessata, forse perchè si è pensato, e anche qui l'informazione ha dato una mano, che il problema fosse soltanto "la punta dell'iceberg" evidenziata, cioè un problema di cima montà, ben fuori quindi dalla nostra area urbana "pulita". Il fatto è ben più grave, e cioè che allo stato attuale delle cose la discarica comunale, dopo decine d'anni, non è più in grado di garantire lo smaltimento dei rifiuti della città e degli altri centri che vi si appoggiano così com'è oggi organizzato, cioè indiscriminato. Comune e Provincia avevano, ed hanno, il compito di individuare soluzioni che dovrebbero tener conto di molteplici componenti, un piano organico di smaltimento compatibile prima di tutto con l'ambiente e rispettoso della salute degli abitanti, ma anche educativo, coinvolgente e premiante nei confronti dei cittadini, e che permetta ovviamente sia il riutilizzo di materiali sia vantaggi economici alla comunità. Invece la Provincia, e supinamente il Comune, che forse non ha idee al riguardo, ha affrontato il problema erigendo la propria barricata, contrapponendosi a quella dei (pochi, a dir la verità) residenti della zona e sostenitori delle loro tesi, che vorrebbero la chiusura della discarica, compresa Rifondazione, e scegliendo una soluzione "politica" e forse più facile anzichè tener conto dei presupposti di cui sopra, che invece dovrebbero essere fondamentali. La Provincia ha infatti steso un "Piano dei rifiuti" che dovrebbe prevedere la chiusura della discarica, lo spostamento della discarica in altro sito (soluzioni che non risolvono i problemi ambientali del sito attuale e che anzi ne creeranno di nuovi da altre parti) e l'acquisto di un termovalorizzatore, in buona sostanza di un inceneritore. Facile soluzione, no? Accontentiamo i cittadini scontenti, per i più contiamo sulla permanente indifferenza al problema, e spostiamo i problemi ambientali da altre parti. Peccato però che questa soluzione non preveda una soluzione al punto 1 sopra citato, non incentivi la raccolta differenziata (anzi, tanto poi si brucia tutto) ma soprattutto abbia una forte ricaduta negativa sulla collettività sia in termini economici sia in termini ambientali. Insomma, le attuali soluzioni proposte dalla Provincia e l'assenza di proposte del Comune rischiano (per non dire con certezza) di essere incompetenti, estemporanee, non risolvono i problemi e anzi ne creano di nuovi, dettate più dall'urgenza di una soluzione, quando il tempo c'era ma la ricerca di soluzioni non essendo contingente è stata posticipata (e poi ai tempi politicamente ed elettoralmente era inutile) che da una ricerca di soluzioni più coraggiosa ma soprattutto più "definitiva" e ambientalista, nel senso di rispetto non soltanto dell'ambiente ma soprattutto delle persone, a lungo termine. Punto 3. La (relativamente?) soluzione migliore (o meno peggio). Posto quindi che data l'urgenza della soluzione del problema di smaltimento dei rifiuti, che il riciclaggio deve diventare una sana abitudine individuale, e che le soluzioni finora proposte dal "piano dei rifiuti" da parte della Provincia non rappresenta l'optimum, la soluzione sta prima di tutto nella soluzione dei problemi appena citati. Soprattutto, la Provincia deve (dovrebbe) riconsiderare tale piano, e la rimozione dell'indifferenza al problema da parte della cittadinanza potrebbe aiutare, perchè alla fine i conti, sia economici sia ambientali, li paghiamo sempre e comunque noi! Uno studio esterno e indipendente della situazione (2002) stima che, essendo il recupero di parte dei rifiuti svolto da diversi operatori, sinergicamente non allineati, e che l'attuale sistema di discariche avviene per frazioni indifferenziate, l'autonomia per la provincia di Savona sarebbe di 1-2 anni. Situazione critica, dunque, che necessita (sic) di definire urgentemente un nuovo sistema dei r.s.u. tant'è vero che già oggi una parte dei rifiuti viene trasportata in località "boscaccio" con costi maggiori sia di trasporto sia di smaltimento (eh già, si paga per andare a portare lì la spazzatura!). Il vaglio delle soluzioni possibili mette in risalto come le alternative accettabili siano fra inceneritore e bioessiccatore (neanche da prendere in considerazione una nuova discarica, che costerebbe 30 milioni di Euro in 20 anni, da ammortizzarsi con tassazione a carico dei cittadini, fra 20 anni saremmo punto e a capo e non solo si lascerebbero irrisolti i problemi dell'attuale discarica ma se ne creerebbero di nuovi altrove). Il primo sarebbe sicuramente più semplice da realizzare, magari partendo da una anche parziale riconversione della centrale enel di Vado. Questo però comporterebbe problematiche a breve, medio e lungo termine. Innanzi tutto l'investimento iniziale (da 42 a 65 milioni di euro). Poi, per quanto i filtri possano essere i migliori, la liberazione nell'aria, dai fumi, di diossina, contenuta nelle polveri leggere residuali (2%) che per quanto in percentuali piccole, seppur almeno 100 volte superiori al normale, avendo un tempo di decadenza elevato si sommerebbe quindi nel tempo, depositandosi al suolo in percentuali disastrose. C'è quindi il rischio concreto di avvelenamento dei cibi e delle acque, oltre che della qualità dell'aria. Inoltre, le scorie (35%) sono altamente tossiche (attualmente la centrale di Milano le smaltisce a costi elevatissimi nelle ex miniere di salgemma in Germania). Infine, induzione alla negligenza verso il riciclaggio dei rifiuti, con conseguente aumento delle spese individuali (legge Ronchi); il costo alla collettività è stimato fra i 90 e 110 Euro per tonnellata smaltita. Se poi pensiamo che un inceneritore, per avere resa sufficiente, dovrebbe bruciare intorno alle 400 tonnellate al giorno di rifiuti, quindi non soltanto Savona ma anche comprensorio e magari anche da fuori provincia, abbiamo un'idea di quanto valgono in termini percentuali i rischi di cui sopra. L'alternativa è non chiudere Cima Montà, ma investire in essa affinchè ne migliori la sicurezza e la si possa utilizzare al meglio; tra l'altro essa appartiene totalmente al Comune di Savona (quindi costo di utilizzo zero). Questo presuppone un miglioramento della raccolta e l'allontanamento delle acque piovane (percolato a valle), e l'installazione di un impianto di biossidazione, con trattamento biologico dei rifiuti tale da ridurre la massa di r.su. quasi del 50%. Se a monte viene effettuata una sufficiente raccolta differenziata (esempi di comuni italiani dicono che è possibile superare il 50%) si può ricavare combustibile derivato dai rifiuti, come già avviene laddove questi bioessiccatori sono stati installati, valida parziale alternativa al carbone. Le ceneri da avviare in discarica scenderebbero al 5%, con inquinameto atmosferico altamente contenuto. Anche qui si potrebbe riconvertire la centrale elettrica di Vado, o l'impianto di biomasse a Mallare. Costo di gestione inferiore ai 100 Euro a tonnellata (si parla di 80), che con sufficiente raccolta differenziata vorrebbe dire la metà in termini relativi. Chiaramente, e torniamo al punto 1, è importante la funzione del singolo cittadino, ma a questo punto fondamentale una campagna di sensibilizzazione e adeguata informazione. Ad esempio, non tutti sanno che nello smaltimento differenziato delle bottiglie di plastica occorre togliere il tappo; sono due tipi di plastica diversi e incompatibili. Inoltre, molti rifiuti organici potrebbero diventare "materiale post consumo" essendo riutilizzabili dagli stessi cittadini, secondo un studio che prevede, ovviamente, un'adeguata informazione agli utenti. Insomma, la questione è annosa, ma è arrivato il momento di affrontarla e risolverla. Bisogna da una parte che la cittadinanza si scuota dal torpore dell'indifferenza al problema, quasi non la toccasse, e che le istituzioni preposte decidano di affrontare la questione in modo non politico, intelligente e funzionale. La giunta Garassino, in 10 anni, ha trascurato in termini pratici la questione, e le opposizioni l'hanno forse affrontata, ma marginalmente. Il prossimo venturo Presidente la troverà sul tavolo; vedremo le "promesse" dei vari candidati, se saremo in grado di farcele fare, cioè se saremo in grado, fra tutti, di sollevare la questione in modo che sia considerata per l'importanza che ha. Angelo Lessi

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L'evoluzione della tecnica

Quando si vede uno Space Shuttle sulla rampa di lancio, si notano i due booster attaccati al serbatoio principale; questi due propulsori sono due razzi a combustibile solido o SRB. Gli SRB sono stati costruiti dalla Thiokol nei propri stabilimenti situati in Utah. Gli ingegneri che li hanno progettati avrebbero voluto farli un po' più grossi, ma gli SRB dovevano essere trasportati in treno dalla fabbrica alla rampa di lancio. Visto che la linea ferroviaria che collega lo Utah alla base di lancio attraversa nel suo percorso alcune gallerie, i razzi dovevano essere costruiti in modo da passarci dentro. I tunnel ferroviari sono poco più larghi di una carrozza ferroviaria, la cui larghezza è a sua volta dettata dallo scartamento dei binari (distanza tra le due rotaie). Lo scartamento standard degli Stati Uniti è di 4 piedi e 8,5 pollici. (E' la stessa misura europea solo che noi la esprimiamo in millimetri). A prima vista questa misura sembra alquanto strana. Perché è stata scelta? Perché questa era la misura utilizzata in Inghilterra, e perché le ferrovie americane sono state costruite da progettisti inglesi. Ma perché gli Inglesi le costruivano in questo modo? Perché le prime ferrovie furono costruite dalle stesse persone che, prima dell'avvento delle strade ferrate, costruivano le linee tranviarie usando lo stesso scartamento. Ma perché i costruttori inglesi usavano questo scartamento? Perché quelli che costruivano le carrozze dei tram utilizzavano gli stessi componenti e gli stessi strumenti che venivano usati dai costruttori di carrozze stradali, e quindi gli assi avevano la stessa larghezza e lo stesso scartamento. Bene! Ma allora perché le carrozze utilizzavano questa curiosa misura per la larghezza dell'asse? Perché, se avessero usato un'altra distanza, le ruote delle carrozze si sarebbero spezzate percorrendo alcune vecchie e consunte strade inglesi, in quanto questa era la misura dei solchi scavati dalle ruote sul fondo stradale. Ma chi aveva provocato questi solchi sulle vecchie strade dell'Inghilterra? Le prime strade di collegamento costruite in Europa (e Inghilterra) furono quelle costruite dall'Impero Romano per le proprie legioni. Prima di allora non vi erano strade che percorrevano lunghe distanze. E i solchi sulle strade? I carri da guerra romani produssero i primi solchi sulle strade, solchi a cui poi tutti gli altri veicoli dovettero adeguarsi per evitare di rompere le ruote. Essendo i carri da guerra costruiti tutti per conto dell'esercito dell'Impero Romano, essi avevano tutti la stessa distanza tra le ruote. In conclusione, lo scartamento standard di 4 piedi e 8,5 pollici deriva dalle specifiche originarie dei carri da guerra dell'Impero Romano ed è la misura necessaria a contenere i sederi di due cavalli da guerra. MORALE 1.la prossima volta che ti capitano in mano delle specifiche tecniche e ti stupisci per il fatto che le misure sembrano stabilite con il culo, magari stai facendo proprio la giusta congettura; 2.la misura standard utilizzata nel più avanzato mezzo di trasporto progettato in questo secolo (i booster dello Shuttle) è stata determinata oltre due millenni or sono prendendo a modello due culi di cavallo!!!

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IL FUTURO dell' EUROPA

Caro Mauro, come al solito bellissimo spunto di riflessione...LEGGI... Come al solito, però, gli idealismi liberali ti hanno "fregato"...nel senso che, come è ben noto, l'Europa unita è nata non già sulla base di ideali di libertà, fratellanza, o quant'altro, bensì sul grande e sublime "valore"... il denaro! L'idea di eliminare le guerre, che al di là della retorica su colonialismo culturale o di potere nascono sempre, sun-tzu docet, per interesse economico, attraverso interessi commerciali non è stata assolutamente una sciocchezza. L'Europa, da tempo immemore, è sempre stata dilaniata da guerre per egemonie tutto sommato economiche, a partire dai Romani. E le cose non sono (ancora) cambiate. tutto sommato la "storia" dell'indipendenza americana passa da lì... Quindi, se vogliamo, oggi le difficoltà di accordo sul cig passano attraverso interessi economici, a "conti" fatti i disaccordi passano dal fatto che la UE è anche, ma soprattutto, un grande business e nessuno vuol perdere i vantaggi che ne potrebbero derivare, sin dal tempo degli accordi sul carbone e sull'acciaio. Che poi, attraverso essi, si possano anche avere vantaggi sociali, politici, etici e quanto ne consegue ben venga. E' stato appena assegnato il titolo di politico italiano dell'anno all'on. Fini (da chi, poi?) senza tenere conto di quell'enorme sciocchezza, a mio modestissimo parere, sul bisogno di ribadire le matrici cristiane nella costituzione europea. Demagogia spicciola, come il secondo posto a Ciampi... L'europa ha matrici cristiane non più della nigeria o del sudamerica... ma di questo vivono i teleutenti. (Tengo davvero a precisare che quanto sopra è l'unico appunto che ritengo si possa fare all'on. Fini, che stimo moltissimo). Certo, l'idea di un'Europa Unita senza frontiere, unico popolo con spirito simile a quello americano (statunitense) è favolosa, ma credo sia ancora lontana... mi auguro che la possano veder realizzata, nella concretezza ancorchè nella forma, già i nostri nipoti. Non dimentichiamo che in tutti i Paesi dell'unione mancano ancora i presupposti dell'orgoglio e dell'unità nazionale (da Bossi al meridione, dai paesi baschi alla corsica, dall'irlanda del nord a regione di austria e germania) figuriamoci dell'unità europea, che persone come noi, invece, auspicano sin da subito. Ma non dimentichiamo di disincantarci di fronte alla realtà economica: è fondamentale che gli accordi in tal senso vengano raggiunti, prima di poter poi mascherare il tutto con valori che, purtroppo da sempre, passano in secondo piano nel concreto ma sono molto utili per coprire i veri motivi di qualsiasi azione politica... però dopo! ANGELO LESSI

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IL CONSENSO

L'amico Piero ha stigmatizzato con forza una realtà che ci appartiene. Temo però confonda l'onesta con l'integrità, che sono due cose distinte e separate. La prima è verso gli altri, e che egli lo sia non vi possono essere dubbi, e le sue parole, per quanto possano apparire spiacevoli, lo sono altrattanto. La seconda, invece, è l'onestà verso sè stessi, e vorrei proprio chiedergli se si sente di esserlo. Ricordando che, come egli stesso afferma, è da sempre, o comunque da immemore tempo, l'uomo più votato a Savona, che ha anche fatto parte di una giunta di maggioranza (gervasio, che se non sbaglio non era di Forza Italia ma proprio del gruppo di Santi, almeno nelle premesse) vorrei, serenamente, chiedergli che ha fatto nei suoi ripetuti mandati. Non lo sto accusando di negligenza, semplicemente non lo so. Io vedo un Cuneo, al suo primo mandato, molto attivo, talvolta magari ingenuamente, ma non mi sembra che il Santi lo aiuti, coadiuvi, e quant'altro. ripeto, non mi sembra, probabilmente lo fa, ma io non lo so. Inoltre, davvero egli crede di essere un politico all'altezza di formare, guidare e motivare un gruppo di attività politica? Probabilmente lo è, sicuramente può essere preparato, semplicemente non lo so. Ma nel caso, perchè in questi (tanti) anni passati non ci ha pensato, non si è mosso in questa direzione? Probabilmente ha le giuste motivazioni, ma io non le so. Perchè il Suo partito non gli riconosce quanto egli chiede agli alleati, cioè una posizione di visibilità, e nello specifico, che so, la segreteria comunale o altro incarico di rilevante prestigio? non lo riconoscono come politico capace? ne dubito... e allora, perchè? Non voglio essere frainteso, neppure da lui. Non sto "ringhiando" contro Piero Santi, lo considero un simpatico amico e persona esperta nei meandri della politica locale. Ma mi ha un po' seccato il suo "j'accuse" nei confronti di Forza Italia, perchè fra le righe c'era un "io sono a posto, sono un giusto, sono una vittima, la colpa è di Forza Italia". Per questo parlavo di onestà e di integrità. Non ho mai creduto a quelle voci tendenziose, messe in giro ad arte probabilmente da chi gli invidia i suoi successi elettorali, secondo le quali Piero Santi farebbe qualsiasi cosa per un incarico, uno qualsiasi, anche chiedere ai suoi elettori un voto disgiunto pur di averlo anche dalla sinistra. Semplicemente ridicolo! E lo dimostrano le sue parole, che affermano che lui mai accetterebbe un certo tipo di incarichi. Però, come ribadisco nel mio commento sul forum, avere i voti NON significa automaticamente aver diritto a cariche o incarichi, in quanto possono mancare le caratteristiche personali per averli. Può mancare un'intelligenza o una furbizia politica, possono mancare le reti di conoscenze adatte, può mancare la credibilità personale per l'incarico, possono mancare moltissime cose. Può esserci, invece, un po' di presunzione, da "presumo che" cioè "io penso che..." ma lo penso solo io. Il fatto di essere il più votato può indurre tale pensiero, è comprensibile e giustificabile. Quando però poi i riscontri di "presunzione" non ci sono, forse sarebbe il caso di fare qualche analisi su di sè, e non pensare necessariamente che la colpa sia di qualcun altro. Fare un passo indietro, ripartire, forti dell'esperienza, non è nè disdicevole nè umiliante. Ciò non toglie che qualche ragione su Forza Italia Piero ce l'abbia, eccome! Ma vorrei ricordargli che anche esponenti della segreteria di Forza Italia, che sotto molti aspetti personalistici la pensano come lui, non hanno (e meno male) ottenuto nulla. Evidentemente anche la segreteria di Forza Italia nulla può, per quanto ben disposta, contro la palese incapacità dei propri "protetti". Non credo davvero, quindi, che si possa addebitare ad Astengo anche l'insuccesso personale di Santi! Se è una persona che vale, come sicuramente è, Piero avrà molto presto quei riscontri che giustamente pretende. Quanto infine alle vice presidenze, incarichi di visibilità e quant'altro, e non è un rigirare la frittata, vorrei ricordare che nella mia circoscrizione siamo tutti stati eletti sotto il simbolo CDL, e non già sotto quello di Forza Italia, An, Lega o quant'altro. Un consigliere, però, ha voluto immediatamente fare dei distinguo, essere riconosciuto non già quale esponente della CDL bensì del suo partito, ed essere riconosciuto quale capogruppo di tale partito. E nonostante il mio parere sfavorevole, ha accettato incarichi di vicepresidente di commissioni. Il mio parere sfavorevole era per l'evidente impossibilità di svolgere un lavoro per la comunità con commistione di idee, a differenza del precedente mandato, ma è stato ignorato. Ci sta. Ne parlo ora per via della situazione, dopo 2 anni, perchè non è mai stato un problema. Stimo quel consigliere, lavora bene e si applica con diligenza, talvolta superiore alla mia. Si tratta di visibilità, di autogratificazione, o di qualsiasi altra cosa, non importa. Non ho mai pensato che non fosse un alleato affidabile, anche se talvolta, più che altro sotto un profilo politico, abbiamo avuto divergenze. Io non vado d'accordo solo con chi è d'accordo con me. Ma non ho mai sentito Santi tuonare contro costui. Integrità, dicevo. Probabilmente Santi, a non farlo, ha avuto ragione, non era il caso. Ma allora, mi chiedo, è il caso di farlo per i consiglieri di Forza Italia? pubblicamente, su questo sito? Forse è il caso di farlo direttamente con loro, segreteria con segreteria, fra amici, e chiarire la questione. Che sicuramente non è personale, ma politica. Forza Italia ha già dimostrato, a vari livelli, di non snobbare gli alleati ( e se non l'ha dimostrato Berlusconi con Bossi..!!!). Credo sia in grado di poterlo fare anche a livello locale, sempre che ce ne sia l'opportunità politica. Su Astengo si può dire di tutto, ma non che non sia disponibile verso gli alleati, anzi! Credo che sia uno fra i più disponibili. E' una persona ragionevole, non oltranzista. Ha altri difetti, politicamente, e li sa anche lui. credo ci stia lavorando. sotto questo aspetto potrebbe essere un esempio da imitare ANGELO LESSI. VAI anche nel Forum!

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S.U.E.

Il s.u.e. dovrebbe essere lo studio di attuazione del piano regolatore. Allo stato attuale delle cose, esso può essere visionato soltanto da consiglieri comunali, e sotto stretta sorveglianza di "guardiani" che hanno il compito di impedire copie di qualsiasi forma o genere. Sarebbe interessante venire a sapere cos'hanno in mente i nostri amministratori, dato che si vociferano interventi "pesanti" a carico della comunità ma a beneficio di pochi privati utilizzando (ma guarda un po'...) aree di appartenenza delle Opere Sociali (il che spiegherebbe certe scelte politiche anzichè tecniche). Insomma, pare che anche questa volta l'amministrazione pubblica persegua interessi "privati"
RENATO RININO

 Conoscevo Renato Rinino.Lo conoscevo da tanto, tantissimo tempo, una conoscenza "simpatica" ma non eravamo amici. Lo conoscevo da prima della sua "fama" su cui per caso aveva inciampato un giorno a Londra. Da allora gli "amici" si sono moltiplicati, complici i media che lo portarono all'altare, da allora non lo vedevo, se non per caso in giro per Savona. Lo conoscevo da ragazzino, all'epoca delle presunte bande giovanili a Savona, sull'onda dei guerrieri della notte, lo conobbi un poco meglio quando riuscì ad uscire dal tunnel della droga, oltre 15 anni fa. Riebbi contatti con lui quando, non ancora famoso, uscì in silenzio dal carcere a seguito di una delle sue condanne; lo seppi da suo fratello, all'epoca un ragazzino che frequentava un mio cugino suo coetaneo. Gli proposi un "lavoretto" onesto, perchè davvero credevo nella persona, sincera ed esuberante; talvolta presi da certi ambienti non si ha scelta... desistette quasi subito, la natura non fa salti. La forza di volontà che lo aiutò ad uscire dall'eroina non fu sufficiente per uscire dal "tunnel" della sua professione, ormai ragionava in quei termini, e per sua stessa ammissione si era arreso a questa realtà. La sua fama, però, non dipende soltanto dall'eclatante gesto che nel suo ambiente gli diede onore; nell'animo, ma proprio nel profondo, c'era una persona sensibile, e molti bisognosi del suo quartiere ancora oggi lo ringraziano. Ma la malavita è "mala - vita" gli ambienti sono quelli, frequenti il peggio della varia umanità, che pensa e ragiona in termini per noi incomprensibili. Il sig. Marchese denuncia un disagio, di fronte a questa vicenda, condiviso da molti, ed anch'io, che pur lo conoscevo ed al limite lo trovavo simpatico, come personaggio, non sono estraneo all'amarezza di questi sentimenti. Viviamo in un mondo di apparenze, di gloria televisiva (non si spiegherebbe altrimenti il successo del grande fratello e dei suoi partecipanti, che si fonda sull'ordinaria e banale vita di persone che se la vivessero fuori dalla tv non interesserebbe a nessuno, anzi, apparirebbe insulsa). Unica consolazione, sig Marchese, è che probabilmente a 40 anni noi non moriremo sparati nel nostro letto, o in qualche vicolo... noi avremo famiglia, figli, amici che non ci stimano per gesta eclatanti ma per quello che davvero siamo, perchè siamo (mi auguro per me) delle brave persone a tutto tondo, e non soltanto al 50 per cento... Ci sceglieremo i luoghi di villeggiatura e non demanderemo questa scelta a qualche giudice, ci andremo con famiglia e amici, e le persone che incontreremo là saranno come noi... Ci costruiamo, come lei fa ogni giorno, le nostre certezze, la nostra vita, e non speriamo di inciampare forse un giorno in qualche colpo di fortuna. E forse, al nostro funerale, ci sarà la stessa folla perchè ci vuole bene e ci ricorderà per sempre con rimpianto, e non sarà lì di facciata per dimenticarsi di noi il giorno dopo... Certo, magari i giornali non ne parleranno, ma davvero non viviamo per quello. Renato Rinino è stato un fenomeno giornalistico, ma fra poco tempo lo ricorderanno soltanto i suoi cari e i pochi intimi che lo amavano. Gli altri saranno già in cerca di un nuovo eroe.

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UN NUOVO GIOCO diffuso dalle giunte di sinistra - CATTIVERIA

Silvio Berlusconi, da anni, si batte affinchè venga estirpata una piaga che logora il nostro Paese, e che letteralmente avvilisce tutti gli italiani. Le sinistre non credono che sia una piaga, ma un bel gioco. Smettiamo quindi di seguire il disfattismo del nostro Presidente e divertiamoci anche noi! Ruggeri e la giunta tutta di Savona si divertono come matti, per non parlare della giunta della Provincia, cui sarà presto concesso "honoris causa" la laurea di "animatore". Partecipa anche tu al (nuovo?) gioco che sta avendo un grandesuccesso in tutto il paese! Si chiama "burocrazia". Ci si mette in cerchio, il primo che fa qualsiasi cosa ha perso.

 CATTIVERIA Strano che proprio ora che il comune si appresta a discutere il prossimo PUC (piano urbano comunale) dopo anni e anni in cui se ne parla, brucino le colline nella periferia di savona...!!!!

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TEARDO e TEARDIANI

Ringrazio il lettore che mi lusinga affermando di avermi letto. Vorrei puntualizzare un aspetto: egli cita "le polemiche di Lessi e Cuneo". Non posso parlare per Cuneo, per quanto mi riguarda mi spiace aver trasmesso l'idea del polemico, il mio intento non è già di polemizzare, cosa che trovo inutile e fine a sè stessa, ma più modestamente sottolineare aspetti che magari potrebbero passare inosservati, offrire spunti di riflessione al lettore in modo che possa, attraverso un proprio ragionamento, giungere ad una propria conclusione. Il lettore in questione infatti ha proprio seguito questo percorso, giungendo all'inevitabile conclusione: ma Teardo conta ancora? La risposta è sì. Ancorchè arrocato su posizioni desuete ed anacronistiche, talvolta, il sig. Teardo, cui si può contestare l'abilità di aver saputo sfruttare al meglio un sistema vigente ai suoi tempi, ma soprattutto, a differenza di molti altri, di essersi fatto "beccare", purtroppo per noi rimane ancora forse l'unico vero politico nel panorama savonese. Nei suoi uffici fanno ancora la coda politicanti nostrani per raccogliere briciole di capacità politica, chiedere consigli, pareri e quant'altro, e da entrambi gli schieramenti! Va da sè che l'essere stati a contatto con quell'ambiente, seppur da quarte linee, oggi rappresenta un vantaggio da spendere. Un po' come chi gioca nella squadra primavera dell'Inter può a buona ragione considerarsi un campione nel campionato di promozione. Teardo probabilmente non è più in grado di influenzare fortemente la politica locale, ma sicuramente rimane per molti un punto di riferimento, e chi ha avuto modi di avervi a che fare sicuramente ha una capcità politica acquisita un poco superiore ai neofiti e agli improvvisati, schiera nella quale mi annovero immediatamente. I nomi dei "riciclati" citati è soltanto un esempio, la lista è sicuramente più ampia e variegata, tutta di personaggi le cui velleità, ma purtroppo soltanto quelle, oggi possono finalmente manifestarsi. Vorrei però citare un caso contrario, cioè quella di un personaggio veramente all'altezza ed assolutamente non velleitario, anzi! Renato Dall'Aglio, oggi consigliere di maggioranza nella Terza Circoscrizione, ex braccio destro di Teardo e dotato di intelligenza politica fuori dal comune, non si fa notare. Non ha bisogno di apparire, perchè è. E non ha bisogno di Teardo per esserlo. NOTA A MARGINE: gli ex socialisti dell'epoca di Teardo non si possono definire Teardiani piuttosto che ex, ma semplicemente opportunisti. Lo erano allora, e lo sono ancor oggi.

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OPERE SOCIALI

 La questione delle nomine all'Istituto delle Opere Sociali ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, dell'ordinaria amministrazione nella gestione della cosa pubblica da parte della sinistra, che come al solito ha privilegiato scelte politiche tanto care al (loro) Ilich Ilianov, in arte Lenin, anziché le necessarie scelte tecniche del caso, pur magari senza dimenticare le simpatie politiche e personali, un po' come ha fatto la signora Rambaudi recentemente. Avrebbe comunque sollevato una replica politica, ma tecnicamente inattaccabile, la scelta, a mero titolo di esempio, dell'ing. Pietro Taramasso, diessino doc ma preparato per la gestione di un Istituto così importante per la nostra città. Invece assistiamo alla solita spartizione delle poltrone, tanta cara al nostro sindaco, come ha già avuto modo di dimostrare in occasione della distribuzione degli assessorati (un esempio per tutti: Casaccia all'ambiente, quando lo stesso afferma di essere antiambientalista! Ma una poltrona ai c.i. bisognava darla, e visti i precedenti di gestione del tizio in questione, mettiamolo dove possa fare meno danni possibili...!). La polemica si è concentrata sulla signora Ramello, che non conosco, e secondo la legge latina ubi major minor cessat è passata in predicato tutta la giunta al seguito. Mi riferisco in particolare al (sig.) Biamino, attualmente referente provinciale della margherita. Tale signore era un socialista all'epoca della gestione Craxi-Teardo, le cui funzioni, dicono vecchi "compagni" dell'epoca, erano paragonabili a quelle del portinaio. In buona sostanza un uomo di quarta linea, un po' come l'amico (suo) Caviglia, il quale però, parecchio tempo dopo e per uno strano disegno della sorte, "inciampò" nella nomina ministeriale, fosse anche per un brevissimo periodo. La sua nomina sarebbe paragonabile ad una improbabile nomina allo stesso ruolo da parte della cdl di un suo attivo simpatizzante, un simpatico personaggio che all'epoca era suo compagno di partito ed era più "famoso" e visibile di lui in quanto autista dell'ex presidente della regione. Nel frattempo il (sig.) Biamino non ha concluso molto, se non nulla, anche da un punto di vista personale; se non fosse quel che è riuscito a diventare infilandosi nella neo margherita sarebbe un sig nessuno qualsiasi che vivrebbe, forse, di assistenza. Ad una persona simile è stata affidata la co-gestione di un enorme patrimonio cittadino, per semplice scelta politica. Già c'è da chiedersi come abbia potuto divenire segretario della margherita, ma in Forza Italia abbiamo ben poco da cercare pagliuzze in occhi altrui! Forse la margherita non aveva uomini ugualmente o ben più validi, ma credo che per le Opere Sociali bastava guardarsi intorno per trovarli! ----------------- Oooopssss.... Poco tempo fa scrivevo sulla nomina di Biamino a Consigliere delle Opere Sociali. Oggi, 24/09/03, sul Secolo - Savona, a pagina 25, c'è un articoletto dove un altro signore, ricordando quando il (sig) Biamino era per nomina politica consigliere in Carisa e in seguito condannato da Tribunale a pagare di tasca una sanzione comminata alla Carisa stessa per non so quale illecito, solleva l'opinabilità della scelta di Biamino per le Opere Sociali. Lo stesso Cuneo si è preso il tempo di verificare le informazioni sull'intero consiglio, e quanto afferma su Biamino, oltre che su quasi tutti i membri, è la riprova che non si possono affidare incarichi gestionali a persone il cui unico merito è l'appartenza (non parliamo neanche di fedeltà) ad uno schieramento politico. Occorrono capacità comprovate per assurgere ad amministratori di beni pubblici, magari indirizzati da linee guida dettate da schieramenti politici di maggioranza. Ma mettere il politico ad amministrare è un errore che il cittadino continua a pagare.

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RESPONSABILITA' OGGETTIVA

Nei giorni scorsi la Cassazione, organo supremo nel dirimere ed interpretare le varie casistiche legali del nostro Paese, ha sentenziato la responsabilità oggettiva dei padroni di cani aggressivi. In buona sostanza, il cane non nasce feroce ed aggressivo, lo diventa per incuria o peggio per provocazione del suo padrone, diretto ed unico responsabile, il quale deve quindi essere, fino a prova contraria di propria buona fede, perseguito e punito. Da notarsi che la provocazione può anche essere il tollerare, se non incoraggiare, un eventuale innato "sentimento" all'aggressività, cioè la "maleducazione" e soprattutto il non adoperarsi per un'adeguata prevenzione di danni ad altri (leggi museruoa, guinzaglio, e quant'altro). Giusto.Credo che la maggioranza delle persone, siano esse padroni di cani attenti e responsabili siano esse aliene alla proprietà canina, condividano questo "sommo" pensiero sulla responsabilità oggettiva. Io mi domando, però, perchè tale regola non possa valere anche verso i genitori di quei minori "impunibili". Se assumiamo che un minore, in quanto tale, nella maggior parte dei casi viene considerato "non responsabile" delle proprie azioni, qualcuno deve pur esserlo! Possiamo dire, che, magari anche in buona fede, la causa può essere quell'incuria di cui prima da parte di taluni genitori?Sì. Sarebbe ora che molti reati trovassero un responsabile. Credo che a quel punto molti genitori sarebbero più attenti a quel che fanno i propri figli anzichè confidare che "tanto mio figlio è un bravo ragazzo", a ciò che pensano, a chi frequentano, ecc. perchè saprebbero che, in caso di "grane" sarebbero loro a pagare. Sempre più raramente si manifesta la vergogna di genitori per la delinquenza dei figli, assistiamo invece a scene in cui i genitori giustificano e difendono le malefatte dei loro figli, perchè sono sempre gli altri che devono pagare, i nostri figli mai. E soprattutto guai a dire che la causa (non necessariamente colpa) è la superficialità con cui molti genitori li allevano, la tolleranza se non talvolta l'istigazione verso quelle "furbate" retaggio storico del nostro Paese. I bambini, come i cani, non nascono cattivi o delinquenti. Avviene qualcosa che ne modifica i sentimenti, e la responsabilità credo che sia di coloro che disattendono la responsabilità di custodia delle loro anime.

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SEMANTICA e FILOSOFIA ipertestuale

Sceodno una rcrecia sovtla in una uviniserta' iatilana, non ha
 ipmotrzana  in qalue odrnie le ltetree snoo dsioptse in una proala l'ucina
csoa
 ipmotratne e' che la pmira e l'utlmia ltereta sanio al psoto gustio. Il
 rseto puo' esrese una talote cnfosounie ed esrese acnroa cmpolteanemte
 cmprosneilibe.
 Qeutso prehce' non lgegamio ongi sniolga ltertea ma la praloa nlela sua
 itnezreza.
E' come dire che l'interpretazione del reale tramite la percezione che ne abbiamo é il frutto dell'applicazione di nostri schemi culturali che prescindono dai dati oggetto della conoscenza. Effettivamente ognuno vede d'acchito sol ciò che vuole - si aspetta - ed è propenso a vedere. Ecco il perchè del persistere di movimenti post comunisti, di aderenti ad un'ideologia oggettivamente e storicamente fallimentare, antidemocratica e socialmente non solo inutile ma per di più dannosa (insomma, la sinistra italiana, nelle sue varianti). A costoro voglio dire che il negativo (la matrice) di ciò che si vede, o si vuol vedere, é la facilità all'inganno. O abbandonate ogni presupposto, o vivete in distorsioni illusive, sempre uguali nella stessa comunità in un dato momento storico. Questo dà apparvenza di esistenza alle immagini con cui Vi rappresentate il reale. L'aspetto positivo è la facilità di comunicazione tra soggetti con pari schemi e modelli culturali, ma direi che il contesto attuale non ne permette una facile attuazione, e "il teatrino della politica" presente giornalmente sui media, e le reazioni che scatena, ne è un esempio.Questo gentile atteggiamento non sortirebbe alcun effetto se comunicato ad un barbaro del IV sec. d.c., semplicemente la conclusione sarebbe la medesima: un colpo di scure dietro le orecchie! Dio non voglia che i barbari, vecchi o nuovi, tornino a muovere le fila dei nostri pensieri, azioni ed abitudini. Un desiderio che si scontra contro la pervicace mentalità immobilista di molte, troppe persone, che non hanno la voglia di meglio analizzare i fatti, rimettendosi a pareri interessati altrui, costanti vittime di giochi delle tre carte, in cui continuano a scommettere e a perdere.

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CASO RAMBAUDI

Per onestà intellettuale, trovo incredibile la questione sollevata all'interno della sinistra, con qualche complicità a destra, sul presunto conflitto di interessi che riguarderebbe la nostra Assessore alle politiche sociali, sig.ra Rambaudi. Ma mentre la spocchiosa polemica da parte di An tutto sommato ci sta, politicamente, davvero non comprendo gli intenti a sinistra. Conosco personalmente il dott. Ziliani, oggetto del contendere, e non credo proprio che abbia ricevuto favoritismi. Che il suo atteggiamento personale possa suscitare antipatie a livello politico può anche essere comprensibile, seppur non giustificabile di fronte alla sua preparazione professionale. L'assessore ha ricevuto una delega anche per la scelta di taluni dirigenti, e se il panorama locale offre, al meglio, il suo convivente lei che avrebbe dovuto fare? Ma diciamo anche a parità di meriti, chiunque avrebbe cercato di favorire "un'amico". La nomina di Guelfi, amico di vecchia data del dott. Giusto all'epoca dei socialisti teardiani, alla segreteria della Presidenza del consiglio comunale, con conseguente esautoramento della "vecchia" segretaria (per di più di idee non allineate, ottima occasione per "farla fuori") non ha sollevato pari bagarre. Forse perchè i due non convivono....

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ROBERTO DE CIA

ROBERTO DE CIA, il personaggio della sinistra che pensa di essere bello come Alan Ford ma che è invece meglio rappresentato da superciuk...insomma, non un mostro di bellezza. Recentemente è stato protagonista (in positivo) di un fatto che riguarda comune e savona calcio. L'assessore avv. Aglietto, che è in studio con Romani (avvocato del savona) ha sostenuto in una riunione l'urgente necessità di rinnovare al savona il contratto di gestione dello stadio con contestuale pagamento dello stesso (pari ad oltre 400 milioni di vecchie lire) per l'impellente scadenza di iscrizione al campionato. DeCia ha rifiutato tale pagamento, sostenendo, a ragione, che la Lega richiedeva soltanto improrogabilmente la certezza dell'utilizzo del campo, cosa che il comune poteva certificare, e non già il versamento di denari, e che quindi tale scadenza, urgente forse per Piro, poteva, come è stato, essere procrastinata. Considerazione a margine: perchè la gestione sarà (come sarà) nuovamente affidata al savona, quando magari una cooperativa sarebbe disposta alla gestione e manutenzione facendo risparmiare al comune un centinaio di milioni di vecchie lire? si profila il caso di un conflitto di interessi, parlando ormai aglietto con gli intenti di romani. De Cia pare che ormai non se lo fili più nessuno, avendo il correntone di Ferrando, di fatto, preso le redini politiche locali dei ds nonostante il referendum interno abbia visto vincente D'alema-Fassino-Veltroni. Comincia infatti ad essere scomodo per molti, tranne per Carlo (ruggeri) che ancora sente il senso di riconoscenza, quando De cia governava i ds e lo candidò a sindaco

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ALBISOLA MARE

Si parla sempre di "mala-politica" ma vorrei "spezzare un'arancia" a favore di un esempio di buona gestione. 3 anni fa, in concomitanza con le elezioni provinciali, si rinnovava anche il consiglio comunale di albissola mare. Vinse, a sorpresa, una lista civica sostenuta dal centro destra; il sindaco Parodi, neo padre a cui vanno i miei sentiti auguri (2 gemelle! so io che vuol dire una bimba in casa, figurati 2 contemporaneamente! gli auguri son in tal senso...), ebbe uno scarto favorevole di poco più di una decina di voti (forse 20, ma siamo lì) scalzando la vecchia nomenklatura ds, che passò da 11 consiglieri a 3!. Concomitanza favorevole, si candidò anche un sindaco "indipendente" sotto la stella dorata di alpazur, che raccogliendo principalmente a sinistrà "stornò" oltre 150 voti. A distanza di 3 anni si vedono i risultati di quella che potremmo definire "un'amministrazione di buon governo" come piacerebbe a Berlusconi. La capace gestione di Parodi, già avezzo in quanto anche dirigente di grande istituzione, intelligente senza false modestie, coadiuvato dal referente della CDL avv. Ettore Molino, assessore al turismo, hanno finalmente reso albissola mare cittadina vivibile e godibile. I lavori fatti hanno restituito a questo "paesino" la sua vocazione turistica, una gestione amministrativa oculata anzichè politica ha suscitato interessi e sinergie da Savona e Vado, che partecipano in partnership ad iniziative turistiche che attirano non soltanto i "foresti" ma anche i savonesi, ben lieti di disertare il solito e desueto festival dell'unità al prolungamento per divertirsi davvero. La gestione "durante" aveva reso albissola sporca e deserta, oggi è un piacere veder rifiorire, d'inverno ma soprattuto d'estate, questa periferia naturale del capoluogo. La gestione politica della giunta le ha permesso, pur nella sua dimensione ridotta, di aver una valenza importante nelle scelte e nelle decisioni che interessano il comprensorio, a differenza di celle e varazze, quest'ultima con potenzialità sicuramente superiori, ma annullate dalla cecità politica tipica della sinistra. ad albissola l'opposizione di sinistra è annichilità, schiacciata dall'evidenza di una sana gestione. Prendiamo esempio, guardiamo cosa si può fare in tempi relativamente brevi con una gestione della cosa pubblica non diretta dai burocrati politici (di sinistra, ovvio) bensì da sani e capaci amministratori che non devono per forza "allinearsi" con la segreteria ma perseguire il bene pubblico. Mi auguro che i savonesi, che affollano la sera questa ridente località della riviera, notino le sostanziali differenze di gestione, e che il prossimo anno gli albissolesi rinnovino la fiducia a chi ha saputo loro dare l'orgoglio di esserne cittadini. Bravo Parodi (come sindaco, non come "inseminator") e bravo Molino, che ho visto ieri sera sul palco dell'ennesima manifestazione albissolese applaudito (a quando le acclamazioni?) dai suoi riconoscenti concittadini.

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