Non è questione di fare i polemici, ma a guardarsi
intorno, Savona o Italia, par di veder l'orchestra che suona durante
l'affondamento del titanic.
Ormai non c'è più coscienza collettiva, ognuno pensa per
sè, per i propri interessi personali e corporativi; credo che i singoli, e
son certo ce ne siano parecchi, stiano conducendo una battaglia contro i
mulini a vento, che per carità va fatta, poichè la massa delle persona si
adegua agevolmente al disinteresse generale, favorendo così chi invece
l'interesse, prevalentemente personale, lo trova e lo persegue.
Succedono cose "da matti" che però passano inosservate,
evidentemente considerate "normali".
Esempi.
Non troppo tempo fa, a seguito del primo attentato
bombarolo nel "tube" londinese, esce fuori una dichiarazione riportata da
giornali e attribuita ad un fantomatico "responsabile di servizi di
intelligence" italiani, secondo la quale, cito a spanne, "è vero, l'italia è
nel mirino dei terroristi, e prestissimo essi colpiranno anche noi; non
sappiamo, però, nè chi, nè dove, nè quando".
Ma ha senso?
Ha senso fare una simile dichiarazione, sempre che sia
vera, e riportarla, pure?
Io, cittadino italiano semplice, dopo una notizia così,
che devo fare?
la maggior parte di noi ha fatto l'inevitabile.. l'ha
ignorata, che tanto...
A me sembra proprio una dichiarazione da
"irresponsabile", e anche averla riportata non denota tanta sanità mentale,
a mio avviso. Oppure, ed è invece qui la verità, il "giornalismo" quello del
"dovere all'informazione" è diventato gossip, si pubblicano nei giornali o
telegiornali non più "informazioni" ma "scoop", sani o insani che siano,
veri o falsi non importa, l'importante è "catturare" l'opinione pubblica.
E i vari opinionisti, onnipresenti, sulla cosa, neppure
una parola.
Come neppure una parola si è udita sulla (falsa) notizia
dell'acqua avvelenata a Roma; la Procura indaga (e speriamo finalmente dia
un giro di vite al vezzo di parlare a vanvera solo perchè se ne hanno i
mezzi) e l'unico commento è stato quello del Sindaco di Roma - "siamo seri".
Ci stressano con il tormentone del momento, i "mezzi
d'informazione" ma non ci informano... Mi ricordo sempre del povero
Alfredino...
Ma andiamo oltre... società sportive vengono inquisite e
trovate colpevoli, non foss'altro che di insolvenza, per non parlare di
"combine".
A parte il fatto che a me come a chiunque lo Stato non
concede di "spalmare" per 30 anni i debiti pregressi (una volta, per un
errore - loro - in cui risultava non pagata una cartella dell'inps di 400
Euro mi hanno "sequestrato" l'auto, e per avere il dissequestro, per l'ente
esattore - sestri - non è stato sufficiente dimostrare di aver già pagato,
ho dovuto sborsare anche le spese di dissequestro - ho rinunciato al
"giusto" diritto di rivalermi sull'Inps, battaglia lunghissima e costosa).
I tifosi scendono in piazza, per "rivendicare"... non
l'ho capito!
Ho capito soltanto che in due città gruppi di persone
hanno sconvolto la vita, le esigenze, le giuste aspettative di migliaia di
persone per dimostrare contro la "giustizia". E nessuno ha mosso un dito.
I giornali e le tv danno la notizia, ma nessuno...
NESSUNO! ha eccepito sul quel tipo di comportamento... si vede che è
normale, che è giusto andare in piazza a bloccare il traffico, per non
parlare dei collegamenti penisola-sicilia per 7 ORE, a protestare perchè la
squadra cittadina, giustamente fino a prova contraria, è stata condannata a
non giocare nella massima divisione.
La normale conseguenza a questa forma di permissivismo e
il ritorno al far-west... ci si può poi sorprendere perchè un tizio ne
accoltella un altro perchè gli ha rubato il parcheggio?
Ci si può sorprendere, poi, se tutti si fanno i fatti
loro, dai singoli cittadini nelle piccole cose (tipo non far sporcare il
cane in mezzo ad un marciapiede, e se provi a dirglielo ti urlano addosso di
farti i fatti tuoi) o in quelle più serie, tipo amministratori pescati con
le mani nella marmellata che ancora ribattono che non han fatto nulal di
male?
Quella che un tempo era una battuta ora è divenuta un
seria esigenza: fermate il mondo, voglio scendere