| |
|
Il Comune ha dato l'ok definitivo al trasferimento dei bagni
San Cristoforo alle Fornaci. La pratica non sarà più
discussa nè in consiglio comunale, nè in circoscrizione: a
spiegare le motivazioni di Palazzo Sisto sarà l'assessore
all'urbanistica Franco Aglietto al quale la giunta ha
affidato il compito di parlare ai cittadini e convincerli
che si tratta di un buon progetto. Un incarico che potrebbe
rivelarsi tutto in salita, almeno a giudicare dalle 540
firme raccolte alle Fornaci per impedire che ad occupare
parte della spiaggia libera del quartiere siano 122 cabine
di uno stabilimento in concessione.
La delibera di giunta di ieri è stata una sorta di verifica
sulla possibilità, in base al piano regolatore, di
trasferire i bagni San Cristoforo ora alla Madonnetta, alla
spiaggia libera delle Fornaci in base al piano della Port
authority per l'avvio del progetto del nuovo porticciolo
turistico alla Margonara.
Con questi risultati: l'arrivo di un nuovo stabilimento
balneare tra il "Lido Sant'Antonio" e gli "Umberto" è da
considerarsi una sorta di "completamento" degli insediamenti
previsti. E, sempre secondo il Comune, alla nuova
concessione sarà assegnato uno spazio talmente ridotto da
non andare ad intaccare quello delle attuali spiagge libere,
per le quali rimarrà un chilometro lineare abbondante.
Questo dovrà spiegere in modo convincente l'assessore
all'urbanistica a chi ha firmato la petizione contro il
progettato insediamento di 122 cabine.
Il timore generale è che con il progetto dell'Autorità
portuale (competente per gli arenili) l'attuale tratto di
spiaggia libera si riduca in modo sensibile, che ci possano
essere difficoltà di accesso e pure che la gente sia
costretta a passare in angusti camminamenti per poter
raggiungere il mare.
Una proiezione che sta provocando grande allarme anche per
la presenza di un campo solare per i bambini del quartiere.
Diverse le richieste presentate alla circoscrizione:
impegnare il Comune a far valere verso l'Autorità portuale
l'opinione contraria dei cittadini nei confronti di un
trasferimento giudicato dalla maggior parte degli abitanti
della zona troppo invasivo; prevedere un ridimensionamento
del numero delle cabine del futuro stabilimento; e tener
conto delle esigenze di accesso al tratto di spiaggia libera
oltre che di quello del tratto in concessione. Ma per il
momento da Palazzo Sisto è arrivata solo la delibera di
ieri.
Angelo Verrando
03/08/2005
|
|