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Savona vuole pagare meno per la depurazione delle acque,
spalmando i costi del servizio sugli altri Comuni
consorziati. E prevede di farlo anche rapidamente, ossia
dall'inizio 2006 quando sarà reso operativo il nuovo assetto
societario del Consorzio depurazione con lo sdoppiamento
della società in una per la gestione del patrimonio e
l'altra per la gestione del servizio. Una svolta epocale con
la quale il Comune capoluogo vuole prendere spunto per
"ridisegnare" la mappa dei costi di depurazione in base alle
acque effettivamente scaricate nell'impianto dal sistema
fognario. Questo, secondo il Comune di Savona, nonostante i
centri costieri vicini in estate o nel periodo natalizio
triplichino i loro abitanti. E anche perchè il "salasso" per
le casse di Palazzo Sisto ha ormai raggiunto livelli
elevati. Dal punto di vista economico c'è stato un continuo
ripiano di perdite che nel triennio 2000-2002 hanno superato
i tre milioni, mentre nel 2003 la cifra messa a bilancio è
stata di 880 mila euro e 733 mila nel 2004. Con interessi da
pagare di 805 mila euro nel 2003 e 594 mila per il 2004.
«A farci cambiare marcia - annuncia il vicesindaco reggente,
Francesco Lirosi - sarà proprio lo sdoppiamento della
società in patrimoniale e di gestione. Sarà a quel punto che
dovremo verificare bene gli oneri della depurazione. A
questo sta lavorando da tempo e con profitto l'assessore al
bilancio Alessandro Nofroni e ora anch'io voglio fare la mia
parte».
Naturalmente se il piano di Savona andrà a buon fine si
avranno effetti immediati sulle bollette pagate dai
cittadini, per le quali si prevedono sconti per i savonesi e
rincari per gli altri. Il depuratore serve infatti un
comprensorio di dieci comuni disposti lungo 34 chilometri di
costa fra Capo Noli e il confine con la provincia di Genova
che comprende 122 mila residenti. Uno sviluppo territoriale
di 250 chilonetri quadrati tra Varazze e Varigotti che
corriponde al 45 per cento dell'intera costa savonese. Ed è
in fase di avanzata progettazione il collegamento al
depuratore di Savona dei comuni di Finale, Borgio, Calice,
Rialto e Orco Feglino. Ciò comporterà l'aumento della
potenzialità di trattamento dell'impianto di altri 90 mila
abitanti e porterà la superficie del bacino di utenza a 350
chilometri quadrati.
Ed ecco i tempi della svolta annunciata. A settembre inizano
le pratiche ufficiali per la costituzione delle due società,
saranno quindi raccolte le osservazioni scritte dei sindaci
interessati, e proseguiranno gli incontri per riparire le
quote in modo più corretto. A gennaio 2006 saranno nominati
i due presidenti e i relativi consigli di amministrazione e
già nei primi messi del prossimo anno si potranno avere le
nuove bollette della depurazione che vanno a pesare sui
consumi dell'acqua potabile.
Angelo Verrando
30/07/2005
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