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28 Luglio 2005 da LA STAMPA

«L’AZIENDA SAVONESE E’ NELLA STESSA SITUAZIONE DI ALTRE IN ITALIA. POCHI CONTRIBUTI E CONTRATTO DA RIFARE»

Acts, accuse a Comune e Provincia

Il sindacato contro i soci: «Si svegliano solo ora»
 
Paride Pasquino
SAVONA
Caso Acts, per la prima volta arriva la voce dei lavoratori. Scende in campo il sindacato e lo fa con un duro attacco alla proprietà, vale a dire agli enti locali che controllano le quote della Spa: Comune di Savona e Provincia in maggioranza (quasi il 70 per cento). Dopo l’ultimatum dei soci ai vertici aziendali con la minaccia di chiudere se nel 2006 non sarà risanato il bilancio, l’imposizione di un amministratore delegato e lo sdoppiamento delle presidenze di Acts Spa e Linea Spa, dai sindacati parte un attacco a Provincia e Comune.
«Sorprende che gli enti locali dimostrino la loro attenzione ai problemi di Acts, specie quelli economici, solo in queste occasioni - sostiene Franco Lovesio, coordinatore della Fit-Cisl, settore autoferrotranvieri -. La situazione dell’Acts, di normale drammaticità, è comune alla stragrande maggioranza delle aziende di pubblico trasporto in Italia».
E aggiunge: «Per parte nostra, in tempi non sospetti, sottolineavamo il rischio che le gare d’appalto gestite con la nuova normativa, lungi dal risolvere i problemi, li avrebbero ulteriormente aggravati. I fatti purtroppo ci hanno dato ragione. Ritenere di risolvere le già delicate questioni e gli evidenti problemi di bilancio del trasporto pubblico riducendo i contributi e nel contempo aumentando le prestazioni era ed è una pura chimera. I contributi della Regione al trasporto pubblico sono tra i più bassi d’Italia. Le risorse assegnate all’azienda savonese, anche a seguito della gara d’appalto, sono modeste e dovrà essere rivisto il contratto di servizio. Anche le soluzioni prospettate ci lasciano perplessi. Un nuovo management porterebbe da subito a un aumento dei costi».