Community
 
Aggiungi lista preferiti Aggiungi lista nera Invia ad un amico
------------------
Crea
Profilo
Blog
Video
Sito
Foto
Amici
   
 
 
Egr. Sig.ra TURCHI

Leggo con piacere il suo intervento... LEGGI...che mi permettere di esprimere un pensiero al riguardo, e che stigmatizza, al limite, la differenza di visione dello Stato.

Al di là del fatto che, oltre che per ragioni soggettive (l'evasione fiscale vista dai più non già come reato bensì come legittima difesa) anche e fortemente per ragioni oggettive, sempre meno persone pagano le tasse (meno impiego, meno impresa, meno sicurezza sul credito con conseguenti perdite su crediti) c'è davvero da capire come il denaro prelevato ai cittadini sia utilizzato dallo Stato in loro favore.
E' vero che ospedali, scuole, ricerca, sicurezza e quant' altro sono gestiti primariamente dallo Stato e che in essi lo Stato deve investire e "spendere"; meno risorse ai comuni, o ad enti locali, però, non inficiano tali direttive. C'è da aggiungere però che la visione corrente, non distante dalla realtà, è che i cittadini mantengono lo Stato e i suoi apparati, ed in cambio ricevono molto meno di quanto danno.
Se ad esempio prendiamo la macchina comunale savonese, ci accorgiamo che dato 100 al comune esso storna soltanto 35 ai cittadini, essendogli necessari per sopravvivere gli altri 65. Un sistema che sicuramente non è ottimale, anzi, è fallimentare. Mi piace ricordare lo Statuto Albertino ove era chiaramente indicato che chi fosse stato eletto non avrebbe dovuto percepire alcuna forma di compenso, spirito di servizio puro. Altri tempi.
C'è inoltre da sottolineare che una buona ragione degli elevati costi di gestione è data dalla non razionalizzazione delle risorse, uno dei punti principali per cui forse molti hanno votato Berlusconi, che promise di lavorare su questo problema. L'eccessiva sindacalizzazione degli impiegati statali, e comunali, non prevede una "resa" bensì un compenso a fronte di un'attività, non necessariamente legata ad un risultato; significa anche che un lavoratore "lavativo" o manifestamente incapace nel suo ruolo non può essere sostituito, ma mantenuto dalla collettività (anche lui ha diritto di vivere, ma perchè lo dobbiamo mantenere noi?) con buona pace dei suoi colleghi che "volontariamente e volenterosamente" cercheranno di supplire alle sue deficienze, con totale abbassamento generale della resa e conseguente impennata dei costi. Ma non dimentichiamo gli emolumenti contributivi che lo Stato (noi) generosamente versa ad enti e quanto di simile talvolta palesemente inutili. Lobby e corporazioni anche con valenza elettorale combattono l'eliminazione di tutti questi sprechi, che servono anche a "pagare" fedelissimi con cariche inutili ma ben retribuite. Gli stessi partiti politici proliferano, a mio avviso, anche per la possibilità di accedere a contributi dello Stato che serviranno a mantenere persone che tutto sommato non servono alla collettività ma servono benissimo sè stessi (se qualcuno mi sapesse indicare il valore aggiunto di, a solo titolo di esempio, personaggi come Occhetto, gliene sarei davvero grato). Lo Stato, insomma, mantiene con il contributo dei bravi cittadini un sacco di persone che nulla o poco fanno per quanto percepiscono, e che all'interno di una "azienda" (mi scuso per il termine ma non me ne veniva uno più appropriato) privata non avrebbero ragione d'essere e sarebbero eliminati. Un esempio l'abbiamo dalle Poste, una volta Ente oggi SPA, che ha provveduto, ma siamo solo all'inizio, a tagliare i rami secchi, a razionalizzare le risorse, a motivare i meritevoli e ad eliminare gli inutili sprechi, siano essi cose o persone, per una maggiore resa dell'impresa. Se anche lo Stato, e i suoi apparati decentrati, come ad esempio il comune, ragionassero in forma simile forse il costo di gestione potrebbe scendere sotto il 50%, con maggiori risorse, e non maggiori tasse, a disposizione dello Stato per ritornare ai cittadini servizi essenziali e soprattutto di qualità.
Questa realtà "italiana" è molto simile a taluni paesi africani e alla vecchia urss, dove lo Stato, i suoi apparati e soprattutto i suoi dirigenti, a vario livello, prevalevano sul cittadino, con buona pace di Marx cui tutti più o meno si rifacevano, ma egli affermava altre cose. La signora Turchi denuncia un vero malessere, ma lo individua in cause (Berlusconi?) antecedenti al nostro attuale governo (all'epoca di Maastrich mi sembra ci fosse Prodi, o d'Alema?). Ella rappresenta una forza politica sempre pronta a protestare ma non in grado di offrire soluzioni accettabili, propugnatrice di uno Stato in cui i cittadini siano tutti poveri, in eguale misura, e che da esso dipendano per le primarie necessità, quindi vessati e vessabili. Il dramma è che nessuno è responsabile degli sprechi, e chi cerca di porvi argine viene combattuto per interesse privato di chi si sente depauperato dei suoi privilegi.
Se essere ricchi è un reato, voglio essere colpevole!!!
Il nostro Comune, e la nostra Provincia, sono in linea con la gestione politica (leggi elettoralmente utilitaristica), e non razionale, della cosa pubblica, con aumenti di spese, a carico della collettività, per accontentare "legittime" pretese di inutili poltrone. Lo stato, per esigenze di bilancio, diminuisce il denaro a disposizione degli enti locali, i quali a loro volta non san pensare di meglio che aumentare le spese, e per il cittadino rimane sempre meno. Davvero servono tutti quegli assessori? davvero servono tutti quegli enti e tutti quegli stipendi pubblici? davvero non potrebbero fare in due quello che oggi fanno in cinque? nessuno se ne cura..

Angelo LESSI