COMIZIO IN RIMA
Per fare meglio e togliermi uno sfizio
Stasera in rima vi farò un comizio
Per dir le gesta, i casi e i fatti strani
Del cavaliere e dei suoi cortigiani
Un cavaliere certo di ventura,
ma del tipo “con macchia e con paura”
Paura dei fantasmi, lui li ha visti,
soltanto che li chiama “komunisti”:
occhi han di bragia, mano insanguinata
vivono in un’eterna…scampagnata.
Ma quale sindacato, che cortei?
Sono dei portoghesi da musei
che per un viaggio a Roma in ferrovia
vendono il Cristo con in più Maria.
Povero cavaliere, ne è distrutto!
Lui fa lui briga. Briga soprattutto
Come ogni onesto padre di famiglia,
lui pensa al figlio, lui pensa alla figlia,
per non sentirsi un dì rimproverare
che c’è la successione da pagare.
Quei cari miliarducci belli sani
Potevano finire in brutte mani
Gettati al vento, persi, spesi male
Per farci tò, una scuola, un ospedale
“Che mi invidiate -dice- questo è umano,
mi invidio anch’io: fin qui nulla di strano,
ma non capisco tante insinuazioni
se dispongo di più televisioni
Ne ho cinque, lo dichiaro, sono onesto:
perché, mi chiedo, non si guarda il resto?
Nessuno prende in considerazione
che possa darsi una compensazione
Cinque tivù ma giuro sul mio onore
non ho nemmeno mezzo frullatore.
…per non rischiare un colpo che mi pigli
sarà meglio che giuri sui miei figli.
Ho avuto già fin troppi batticuori
le fiamme gialle, il lodo Mondadori,
Nemici? Tanti. Pigli un colpo a loro:
Borrelli, e poi Luttazzi, e poi Santoro
Ma quello che mi crea grossi disagi
è quella gattamora di Enzo Biagi.
E Nando dalla Chiesa? Questa è bella!
Io, che gli ho sistemato la sorella!
Ma non temete, fatevi coraggio,
miei porcellini d’India da sondaggio
volete che vi dica, che ne so?
Che topo Gigio spaccia? Lo dirò!
Chiuderò case, riaprirò il bordello,
magari ci farò il Grande fratello.
Non mi mettete in croce, è il mio consiglio.
La croce è già in consegna? Mando il figlio!
E poi credete a me, sono del ramo
Slogan vecchio non vende: rinnoviamo
Citandone uno a caso, tra i più brutti:
“la giustizia è uguale, oh Dio, per tutti”
Smettiamola di dir cose scontate
Frasi comuni e poi stereotipate
Per un senso verbale di equità
è giusto che più abbia chi più ha.
E’ solo un fatto di parole e rime
Quale conflitto? Quale mai regime?
Le mie sono soltanto canzonette!
questo lui dice- chiuse virgolette”
Parole sante dette a degli ingrati
pronti a fuggire insieme a Cofferati
Perché la gente gli è così nemica
Di lui che fa, ma soprattutto briga?
Una lacuna internazionale:
E’ giunto e ha chiesto: “cosa manca qui?”
Mancava giusto un po’ di clownerie.
E via le scarpe, avanti con le corna
Manda Sgarbi a Parigi, ‘tanto torna.
E poi, nel caso non bastasse ancora
Scateniamo i Castelli, gli Scajola
Che dire del talento di Maroni
E dei Bossi, e dei Rocchi Buttiglioni?
Se i comici gli fanno resistenza
Non è politica, è solo concorrenza.
E della sanità che cosa dire?
La geografia del vivere e morire.
Oppur, diversamente formulato:
la biologia del pubblico e privato.
Nella scuola, Letizia, subentrata
la riforma dei cicli ha cancellata
non ha capito e non capisce ancora
cosa c’entri il ciclismo con la scuola
La parità con la parificata:
ecco un’idea vincente, illuminata
l’altra consiste nel divaricare:
nati per vincere e…nati per zappare.
Emilio Fede non l’ho menzionato
né Borghezio, né Previti né Vito
se non l’ho fatto, abbiatene pazienza,
è perché c’è un confine alla decenza.
Concludo quindi, perché il tempo vola,
facendo una preghiera, ma una sola:
smettiamo di pensare e dir di tutto
di uno che fa…e che briga, soprattutto.
Gloria Bardi
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