XX
OLIMPIADI INVERNALI
TORINO
2006
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IMPIANTI
OLIMPICI
STADIO
OLIMPICO (GRANDE TORINO)
Completamente
ristrutturato, ha ospitato le cerimonie di apertura e chiusura giochi,
successivamente è tornato ad essere utilizzato come stadio di calcio.
La capienza complessiva è di 27.168 posti, tutti al coperto e a
sedere, ridotta rispetto a quella
originaria (in origine l'impianto poteva
ospitare 65.000 persone in piedi) per rispettare le moderne norme di sicurezza.
Per le cerimonie sono stati effettuati anche numerosi interventi ad hoc:
l'ampliamento a 35.000 posti mediante strutture temporanee, la realizzazione
di un imponente allestimento sceno-tecnico, la predisposizione del calderone
olimpico. Anche all'interno sono stati fatti molti cambiamenti: la novità
principale è la costruzione al piano terra di un'area commerciale
di 1.163 metri quadrati, nel settore nord-ovest, sono inoltre stati ristrutturati
e collocati diversamente il centro di medicina sportiva, tutti i servizi
e gli uffici. All'esterno, invece, sono stati costruiti un nuovo parco
olimpico ed un nuovo Palasport Olimpico, progettato dall'architetto giapponese
Arata Isozaki. La ristrutturazione dello stadio è costata 30 milioni
di euro. Il nuovo Stadio Olimpico è stato presentato ufficialmente
il 29 novembre 2005, con una cerimonia a cui hanno partecipato rappresentanti
degli enti locali, del governo, del Comitato Olimpico Internazionale e
del TOROC. Pur
essendo stata fisicamente eliminata la pista d'atletica (al suo posto vi
sarà un tappeto erboso), la distanza tra gli spalti e il terreno
di gioco non è cambiata (provocando delusione tra i tifosi, che
avrebbero preferito avere gli spalti a ridosso del campo come in uno stadio
"all'inglese"). Tuttavia in sede di ristrutturazione è stato costruito
un nuovo parterre, che avvicinerà di qualche metro gli spettatori
delle prime gradinate. È tuttavia allo studio un progetto che abbassando il terreno di gioco di qualche metro - consentirebbe di aggiungere
un quarto ordine di gradinate, in modo da aumentare la capienza ad oltre
31.500 spettatori, permettendo anche di avvicinare allo stesso gli spettatori
delle prime file.
Il progetto
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Braciere
olimpico
57 mt +
8 di fiamma
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Durante
i lavori
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OVAL
( Lingotto )
Oval
Lingotto è il nome dello stadio costruito per ospitare le gare di
pattinaggio di velocità della XX Invernale di Torino 2006.
Capace di
contenere 8.500 spettatori, lo stadio ospita una pista di 400 metri di
lunghezza per 12,6 di larghezza. Costruito tra l'area del Lingotto e quella
del Villaggio Olimpico, l'Oval Lingotto dopo i giochi olimpici è diventato
un'area espositiva e fieristica integrata nella struttura di Lingotto Fiere.
La progettazione
dell'impianto è stata realizzata dall'azienda inglese HOK SVE Ltd
e dallo Studio Zoppini di Milano. Il completamento dell'impianto ha subito
dei ritardi a causa del ritrovamento di amianto nell'area su cui sorge
(che era di proprietà delle ferrovie). Era stata prevista l'inaugurazione
a fine 2004 con delle gare di Coppa del Mondo di pattinaggio di velocità,
che furono spostate a Salt Lake City. La prima competizione (gare di Coppa
del Mondo) si è svolta dal 9 all'11 dicembre 2005.
Nel settembre
2006 ha ospitato le Olimpiadi degli Scacchi 2006.
L'Oval fotografato dal Lingotto
PALASPORT
OLIMPICO
(
zona stadio comunale )
Il
Palasport Olimpico di Torino si trova nella zona sud della città,
nel quartiere Santa Rita, a fianco dello Stadio Olimpico. Costruito per
le Olimpiadi Invernali del 2006, ha ospitato insieme con l'impianto di
Torino Esposizioni le gare olimpiche di hockey su ghiaccio.
È stato inaugurato il 13
dicembre 2005 con incontro amichevole di hockey su ghiaccio tra le nazionali
di Italia e Canada. Oggi viene
usato come struttura polivalente per manifestazioni sportive e spettacoli.
La progettazione
dell'edificio è stata oggetto di un concorso internazionale, vinto
da un gruppo guidato dall'architetto Arata Isozaki di Tokyo.
L'edificio,
soprannominato per ora Pala Olimpico, è a forma di parallelepipedo
in acciaio e vetro con una base di 183 per 100 metri. È costruito
su quattro livelli, due interrati (fino a 7,5 metri sotto terra) e due
all'aperto (fino a 12 metri d'altezza). La lunghezza complessiva dell'impianto
di circa 200 metri. Il campo di gara per l'hockey su ghiaccio occupa un'area
di 30x60 metri. L'impianto comprende anche una seconda pista dedicata esclusivamente
agli allenamenti. Costato 87 milioni di euro, è dotato di oltre
12.300 posti a sedere. Le tribune sono mobili, e questo fa si che la struttura
si possa adattare ed essere sfruttata per usi molto diversi.
Gli ingressi
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L'esterno
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L'esterno
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Il campo da gioco
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Gli ingressi
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L'interno prima di un concerto
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Le macchine che vengono utilizzate
per spostare le tribune.
PALAVELA
Il
Palazzo delle Mostre, detto Palazzo a Vela o Palavela a causa della sua
forma particolare, è un edificio situato in Via Ventimiglia 145
a Torino.Fu progettato dagli architetti Annibale e Giorgio Rigotti in vista
dell'esposizione "Italia 61" per il
primo centenario dell'Unità
d'Italia, così come il vicino Palazzo del lavoro, progettato da
Pierluigi e Antonio Nervi. Si trova nella zona sud-est di Torino, nell'area
compresa tra Corso Unità d'Italia e Via Ventimiglia, posta sulla
riva sinistra del Po.Il
Palavela suscitò da subito attenzione e stupore per la sua forma
inusuale e per le dimensioni: l'edificio, con base esagonale inscritta
in un cerchio di 130 m. di diametro, è costituito da una struttura
in cemento armato "a vela" realizzata su tre archi accostati, ruotati tra
loro di 120 gradi ed ancorati a terra su tre dei sei vertici dell'esagono.
Lo spazio interno, con una superficie di 15.000 metri quadrati, era delimitato
dalle enormi vetrate laterali e dalla intersezione delle tre volte in copertura.
È
stato recentemente restaurato per ospitare le gare di pattinaggio di figura
e short track delle XX Olimpiadi Invernali. La ristrutturazione, coordinata
dall'architetto Gae Aulenti e sotto la Direzione Lavori del Prof. Ing.
Giorgio Nicola Siniscalco, ha suscitato critiche in quanto nella nuova
struttura sono scomparse le caratteristiche vetrate, ed è stato
costruito al di sotto delle volte in cemento armato un edificio indipendente
e dalla forma più tradizionale.
Com'era
prima
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Svuotato...
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Dopo la
trasformazione
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COME
SI PRESENTA OGGI
La riqualificazione del
Palavela in occasione di Torino 2006 è stata orientata alla realizzazione di
un “edificio dentro l’edificio”,
sviluppato
in armonia con le volte preesistenti, ma dotato di una propria autorevolezza
strutturale. Il Palavela è da considerarsi una “Arena” con capienza totale
di circa 8.250 posti a sedere e con un’area libera coperta (campo di gara –
parterre) di circa 2.300 mq. dei quali 1.800 costituiscono il campo
regolamentare per il pattinaggio su ghiaccio; si aggiungono nelle aree
sotto-tribuna numerosi altri spazi chiusi ad uso spogliatoi, magazzini e
ufficio/area di lavoro. Ampie le aree di circolazione perimetrale e le vie
di deflusso all’esterno; tre i parcheggi per un totale di circa 70 posti
auto e 2 posti pullmann. L’edificio è composto da due corpi accostati, le
cui dotazioni sono così distribuite:
• il primo, di servizio, contiene le tribune su tre livelli
(circa 1.500 posti a sedere), aree e spazi chiusi ad uso ufficio,
spogliatoi, ecc.;
• il secondo, più esteso, comprende le tribune per il
pubblico ( 6.700 posti a sedere), e le aree per l’erogazione dei servizi
agli spettatori.
STADIO DEL
GHIACCIO PALATAZZOLI
Composto
da due piste separate , durante il periodo dei giochi è stato usato per gli
allenamenti di hockey e pattinaggio artistico, dopo il periodo olimpico
è diventato il nuovo palaghiaccio di Torino, dove si svolgono regolarmete
corsi di pattinaggio, partite di Hockey e si può praticare il pattinaggio
libero.
DURANTE I LAVORI DI COSTRUZIONE
PALAGHIACCIO
DI PINEROLO
Ristrutturato
per i giochi ha ospitato le gare di curling, dopo l'evento olimpico è tornato
ad essere palazzetto del ghiaccio per competizioni di hockey e pattinaggio
libero.
PALAGHIACCIO
TORINO-ESPOSIZIONI
Torino
Esposizioni è il nome di un complesso fieristico nella città
italiana di Torino. Ideato da Pier Luigi Nervi nel 1949, si trova nel quartiere
di San Salvario, a sud della città, su Corso Massimo d'Azeglio,
ai margini dello storico Parco del Valentino.
La maggior
parte dell'attività fieristica è stata spostata fin dal 1989
nella ex fabbrica Fiat del Lingotto. Una parte del padiglione dedicato
a Giovanni Agnelli era stata utilizzata, nei mesi invernali, fino al 2001,
come palaghiaccio.
In occasione
delle Olimpiadi Invernali 2006 il padiglione Giovanni Agnelli ha ospitato
nuovamente un impianto per l'hockey su ghiaccio dove sono state giocate
circa la metà delle partite dei tornei di hockey su ghiaccio maschile
(17 delle 38 partite) e femminile (10 su 20).
Il nuovo
impianto ha una capienza è di 4.320 posti. Accanto alla pista per
le gare olimpiche, ne è stata ricavata un'altra per gli allenamenti.
Al termine delle Olimpiadi struttura
è tornata all'originario uso fieristico.
ARCO
OLIMPICO
L'arco olimpico di Torino è
il simbolo dei giochi olimpici di Torino 2006. Il complesso architettonico è
formato da una
passerella
pedonale lunga 400 metri che unisce il villaggio olimpico e il centro
direzionale del Lingotto, sorretta da un arco rosso alto 69 metri e lungo
55. L'arco olimpico ha una funzione pratica, in quanto unisce due parti
della città divise dal parco ferroviario del Lingotto e precedentemente
unite soltanto dai cavalcavia di via Passo Buole e corso Traiano / corso
Maroncelli, ed una funzione simbolica, in quanto è una struttura innovativa,
visibile da lontano (è una delle strutture più alte della città) che
rappresenta il rinnovamento urbanistico avvenuto in occasione dei giochi.
Durante i giochi olimpici la passerella ha permesso agli atleti di
scavalcare la ferrovia spostandosi dal villaggio olimpico (a nord della
stazione Lingotto) agli impianti di gara (nei pressi del centro
polifunzionale). Passati i Giochi, l'arco funge da collegamento pedonale tra
il nuovo quartiere residenziale che sorge nell'ex villaggio olimpico e la
stazione ferroviaria da una parte e il centro polifunzionale del Lingotto e
la futura stazione della metropolitana dall'altra. L'arco è alto 69 metri e
lungo 55, pesa 460 tonnellate ed è sorretto da 32 fasci di cavi (chiamati
tecnicamente stralli) con una lunghezza massima di 113 metri. Il principio
strutturale è lo stesso della ruota di bicicletta, dove l'arco corrisponde
al cerchione, gli stralli ai raggi, e l'impalcato del ponte al pignone.
L'arco ha sezione triangolare, è inclinato per favorire la geometria degli
stralli, ed è asimmetrico a causa dell'andamento incurvato della passerella.
Le fondazioni sono profonde 20 metri ed hanno un peso di 162 tonnellate. La
passerella pedonale è lunga 368 metri, ha un'altezza massima di 11,8 metri,
comprende una campata unica di 156 metri senza appoggi, sostenuta da cavi, e
altre due campate lunghe complessivamente 212 metri, con appoggi.Il progetto
della passerella è stato realizzato da un gruppo di 30 architetti guidati da
Benedetto Camerana e comprendenti l'inglese
Hugh Dutton, che ha ideato il grande arco di sostegno. La progettazione
ha richiesto anche prove aerodinamiche effettuate in galleria del vento per
verificare la resistenza alle correnti d'aria e studi antisismici. La
costruzione è avvenuta in varie fasi: le piastre di acciaio sono state prima
inviate in Bulgaria, dove sono state saldate in conci intermedi; questi sono
poi stati spediti a Savona via nave e infine uniti insieme a terra a Torino.
La costruzione del ponte è stata affidata alle ditte Falcone e Sermeca.
L'arco è stato innalzato il 25 settembre 2005. L'operazione ha richiesto
l'interruzione del traffico ferroviario per quasi tutta la giornata e l'uso
di due gru speciali. L'apertura al pubblico della passerella è avvenuta il
30 ottobre 2006. Il ponte pedonale è aperto tutti i giorni della settimana
per quindici ore, dalle 7.00 del mattino alle 22.00. Il 4 novembre 2006 la
passerella è stata invasa pacificamente dai ciclisti di Massa Critica
Torino, con l'obiettivo di evidenziare i grossi problemi di accesso e
transito sulla passerella per le biciclette.
Visto dal villaggio olimpico
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Il progetto
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VILLAGGIO
OLIMPICO E MOSTRA
Villaggio Olimpico
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Villaggio Olimpico
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L'incudine usata nella cerimonia
di apertura dei giochi
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Fiaccola e divisa olimpica
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Muro della tregua con le firme
delle amministrazioni
e di alcuni atleti rappresentanti
le
nazioni che hanno partecipato
ai giochi
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Le tre mascotte olimpiche
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Il vestito indossato da miss
italia alla cerimonia d'apertura
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Trombone usato nella cerimonia
d'apertura
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MEDAL
PLAZA
(
Piazza Castello )
Medals
Plaza è stata la Piazza delle Medaglie delle XX edizione dei Giochi
Olimpici Invernali, disputati a Torino. Situata nel cuore di Piazza Castello,
ha ospitato 55 delle 84 cerimonie di premiazioni degli atleti, 15 concerti
durante le olimpiadi, 5 concerti durante le paralimpiadi e la cerimonia
di chiusura della paralimpiadi. Nata dal progetto di Italo Rota, la Medals
Plaza rappresenta il palco più grande mai costruito in Europa: oltre
700 metri quadrati di struttura, con una parte centrale rotante per consentire
avvicendamenti rapidi tra cerimonie e spettacoli. Il palcoscenico era riscaldato
e completamente ricoperto di lastre di acciaio lucidate a specchio, angolate
in modo tale da riflettere il cielo e i monumenti di Piazza Castello. Il
maxischermo raggiunse i 300 metri quadrati, con 300 corpi illuminanti e
50.000 watt di potenza. Dietro il palco si trovava la "casa delle bandiere",
costituita da una torre alta 30 metri che ha ospitato le bandiere di tutti
i Paesi partecipanti alle XX Olimpiadi Invernali. La piazza prevedeva mille
posti a sedere più altri 8.000 in piedi. Durante le olimpiadi, gli
spettatori sono stati sottoposti a controlli di tipo aereoportuale, con
passaggio attraverso metal detector. Al contrario durante le paralimpiadi
l'accesso è stato libero e senza alcun controllo.
TRAMPOLINI DI
SALTO
(Pragelato )
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