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LA CERIMONIA DI APERTURA
Stadio Olimpico - 10 Febbraio 2006

La cerimonia di apertura della XX edizione dei Giochi Olimpici invernali si è tenuta il 10 febbraio 2006 alle ore 20:00 CET (19:00 UTC), presso lo Stadio Olimpico di Torino (ex Stadio Comunale "Vittorio Pozzo"). Lo spettacolo, durato circa due ore e mezza, ha legato momenti di celebrazione dell'identità italiana a suggestivi momenti protocollari come l'ingresso della bandiera olimpica e l'arrivo della fiamma. Nella parata delle nazioni partecipanti, tradizionalmente aperta dalla Grecia e chiusa dal paese ospitante, per la prima volta ad un'Olimpiade invernale la Corea del Nord e la Corea del Sud hanno sfilato insieme sotto la semplice denominazione di "Corea", come già accaduto ai Giochi estivi di Atene 2004 e Sydney 2000. Nelle competizioni le due squadre hanno gareggiato separatamente. Alle 22:09 CET (21:09 UTC) il Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, con la tradizionale formula di rito, ha dichiarato ufficialmente "aperti i XX Giochi Olimpici Invernali". Il giuramento olimpico è stato pronunciato dallo sciatore alpino Giorgio Rocca a nome degli atleti, e da Fabio Bianchetti a nome dei giudici. L'ultimo tedoforo è stata la fondista Stefania Belmondo, l'atleta italiana che ha vinto il maggior numero di medaglie olimpiche (10), che ha dato il via all'accensione del braciere olimpico, disegnato come la torcia da Pininfarina. La struttura, alta 57 metri, è il braciere più alto utilizzato finora nella storia dei Giochi Olimpici.


IL PROGRAMMA

La cerimonia è stata aperta dal ginnasta italiano Jury Chechi, campione olimpico ad Atlanta 1996, che, come uno "sciamano metropolitano", al risuonare di un gong ha battuto ripetutamente un martello su un'incudine dalle quali uscivano grandi fiammate, che partivano anche da vari angoli dello stadio, per esprimere il carattere industriale della città di Torino. Contemporaneamente sulla grande passerella hanno fatto il loro ingresso le "scintille di passione", uno dei simboli dell'intera cerimonia, dei pattinatori vestiti di rosso, colore che insieme all'azzurro caratterizza i Giochi, con in testa un casco dal quale uscivano lunghe fiammate, espressione di stile, velocità ed energia. Subito dopo vi è stato un tributo alle sette nazioni alpine: Italia, Francia, Svizzera, Liechtenstein, Germania, Austria e Slovenia.

Lo spettacolo è andato avanti con un segmento dedicato allo stile italiano. La modella e cantante Carla Bruni, in un abito disegnato da Giorgio Armani, ha consegnato il tricolore italiano ad un drappello dell'arma dei Carabinieri; l'alzabandiera è stato accompagnato dall'inno nazionale italiano, cantato da Eleonora Benetti, una bambina di 9 anni, vestita del tricolore, e da un coro di 24 sportivi italiani. I volontari hanno poi rappresentato il gesto di un saltatore con gli sci.

A questo punto è iniziata la tradizionale sfilata degli atleti, accompagnati da una selezione di successi pop degli anni '70 e '80 italiani e internazionali. Le 80 nazioni partecipanti sono entrate nello stadio una alla volta, per prima la Grecia, patria dei Giochi dell'antichità, e le altre a seguire in ordine alfabetico; ogni rappresentanza era preceduta da una modella con il cartello con il nome della nazione, vestita di un abito Moschino; per ultima, come da consuetudine, ha sfilato la nazione ospitante, l'Italia, la cui portabandiera è stata la giovane pattinatrice Carolina Kostner; il cartello con la scritta "Italia", che precedeva gli atleti, invece, è stato portato da Miss Italia 2005, Edelfa Chiara Masciotta. Come ad Atene 2004 e a Sydney 2000, la Corea del Nord e la Corea del Sud hanno sfilato insieme, sotto la semplice denominazione di "Corea" per la prima volta in un'Olimpiade Invernale, anche se nelle competizioni le due squadre gareggeranno separate. Già da Pechino 2008, tuttavia, si dovrebbe vedere una squadra coreana unificata, come da accordi del 2000 sul riavvicinamento.


L'Inno d'Italia

Lo spettacolo poi è proseguito con un segmento dedicato alla storia d'Italia, passando dal Medioevo, con la lettura di alcuni versi della Divina Commedia di Dante (Inferno, Canto XXVI) interpretati da Giorgio Albertazzi, passando per il Rinascimento, nel quale hanno fatto il loro ingresso gli splendidi e ricchi costumi creati dal premio Oscar Gabriella Pescucci, tra scene di banchetti principeschi. Non sono mancate le crinoline, alte quattro metri; successivamente la modella ceca Eva Herzigova ha personificato La nascita di Venere opera di Sandro Botticelli uscendo da una conchiglia. Il segmento è stato chiuso da uno "show aereo" con due grandi sfere volanti, il Sole e la Luna, per rappresentare il cammino verso il Barocco, fino ai fuochi d'artificio.

Nel segmento successivo si passa all'ultima grande avanguardia italiana del Novecento, il Futurismo, con l'esibizione dell'étoile del Teatro alla Scala Roberto Bolle. Il pilota Luca Badoer ha poi fatto il suo ingresso, circondato dalle moto Ducati rosse, una Ferrari da Formula 1, apparsa con un gruppo di meccanici che, in un veloce pit-stop, hanno montato gli pneumatici ed il musetto con la scritta Torino 2006. Per celebrare l'Italia dei motori, il collaudatore della Scuderia Ferrari, ha quindi percorso la passerella a bordo del bolide, dando poi spettacolo sgommando in testacoda e tracciando i cinque cerchi olimpici con i segni lasciati dalle ruote in una nuvola di fumo.

È stata quindi la volta delle autorità; dapprima ha preso la parola il presidente del TOROC (il comitato organizzatore locale) Valentino Castellani, che ha dichiarato: "Torino è fiera di diventare la città di tutti, la vostra città, la vostra casa". Successivamente ha preso la parola il presidente del Comitato Olimpico Internazionale, il belga Jacques Rogge, che ha parlato in parte in italiano, ringraziando anche i volontari: "Rendete i Giochi quella magia che tutti noi desideriamo, non solo con i vostri risultati, ma soprattutto attraverso il vostro comportamento". Alle 22:09 CET (21:09 UTC) il Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, con la tradizionale formula di rito, ha dichiarato ufficialmente "aperti i XX Giochi Olimpici Invernali".

Per la prima volta nella storia dei Giochi sono state otto donne, note a livello internazionale per il loro impegno a favore della pace o per i loro successi sportivi, a portare la bandiera olimpica, sulle note della marcia trionfale dell'Aida di Giuseppe Verdi. Le otto donne, diverse per origine, cultura e impegno, sono state scelte in rappresentanza di tutte le donne del mondo come simbolo di pace, tolleranza e dialogo tra i popoli. Al fianco di Sophia Loren, attrice italiana e ambasciatrice dell'UNHCR, che ha guidato la cerimonia, sono filate la scrittrice cilena Isabel Allende, l'atleta marocchina Nawal el-Moutawakel, prima donna africana e musulmana ad aggiudicarsi un oro olimpico nei 400 metri ad ostacoli a Los Angeles 1984, Susan Sarandon, attrice statunitense ed ambasciatrice dell'UNICEF, la keniota Wangari Maathai, premio Nobel per la pace 2004, Manuela Di Centa, vincitrice di sette medaglie olimpiche e prima donna italiana a scalare l'Everest, Maria Mutola, prima donna del Mozambico vincitrice di un oro olimpico a Sydney 2000, e la cambogiana Somaly Mam, attivista per i diritti umani. La bandiera è stata poi innalzata da un drappello degli Alpini, accompagnata dalle note dell'inno olimpico. Claudio Baglioni ha quindi diretto l'esecuzione di Va', l'inno delle Olimpiadi di Torino 2006. Il giuramento degli atleti è stato fatto dallo sciatore italiano Giorgio Rocca, e quello dei giudici da Fabio Bianchetti. A sorreggere la bandiera olimpica su cui hanno giurato, l'ex-sciatrice alpina Giuliana Chenal Minuzzo, che aveva prestato il giuramento degli atleti a Cortina 1956, prima donna nella storia delle Olimpiadi a pronunciare il giuramento olimpico. Yoko Ono, vedova dell'ex-Beatles John Lennon, ha letto un appello per la pace, seguito dall'esecuzione di Imagine, la più celebre canzone di Lennon, cantata da Peter Gabriel, leader storico dei Genesis.


Uno dei momenti piu' spettacolari della cerimonia.

Una danza acrobatica, con ballerini sospesi a mezz'aria, ha anticipato il momento più atteso: l'entrata della fiaccola olimpica e l'accensione del braciere. La torcia olimpica, disegnata da Pininfarina è entrata nello stadio olimpico tra le mani dello sciatore italiano Alberto Tomba, che l'ha poi ceduta ai quattro componenti della staffetta italiana 4x10 di sci di fondo che vinsero la medaglia d'oro ai Giochi di Lillehammer 1994, Maurilio De Zolt, Marco Albarello, Giorgio Vanzetta, Silvio Fauner. La torcia è poi passata a Piero Gros, oro nello slalom a Innsbruck 1976, piemontese, che l'ha ceduta a sua volta a Deborah Compagnoni, che infine l'ha consegnata all'ultimo tedoforo, Stefania Belmondo, l'atleta italiana che ha vinto il maggior numero di medaglie olimpiche (10), che ha avuto l'onore di accendere il braciere olimpico, anch'esso disegnato da Pininfarina, il più alto (57 m) in tutta la storia dei Giochi Olimpici, tra fuochi d'artificio e spettacoli di luce.


La spettacolare accensione del braciere olimpico alto 57 mt

La cerimonia si è conclusa con il tenore Luciano Pavarotti che, in una scenografia rappresentante il palco di un teatro, ha cantato il suo cavallo di battaglia, il Nessun Dorma, una famosa aria della Turandot di Giacomo Puccini, seguito da un grande spettacolo di fuochi d'artificio.

Immagini della cerimonia di apertura allo stadio olimpico di Torino, in diretta mondiale con 2 miliardi di telespettatori
CLICCA QUI PER VEDERE ALTRE FOTO ( file.pps 1.67 MB )


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