Caro Roberto,
ho atteso qualche mese per testimoniarti la mia solidarietà alla
luce delle notizie che ti riguardano, un po’ perché scontata,
vista la totale condivisione della tua e nostra battaglia contro
la sopraffazione criminale e per la legalità, e un po’ perché volevo
riflettere sulla tua amarezza, sulla tua rabbia, sulla tua
vita negata alla normalità. Non sei un uomo di successo,
ma una persona che ha saputo descrivere la realtà e
messo ognuno di fronte alle proprie responsabilità.
Grazie
a te, il nostro Ministro dell’Interno ha potuto percepire
e comprendere a quanto ammonta il fatturato, oggi, delle
mafie in Italia:
45 miliardi di euro, quasi 3 punti del PIL! Eppure,
nella primavera scorsa |
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in
tanti avevano storto il muso e avanzato riserve davanti al
rapporto Eurispes, che
indicava il fatturato della ndrangheta calabrese in 35 miliardi
di euro: “ un’esagerazione”, avevano detto
i soliti soloni. Lo stesso Maroni ci ha anche informati che “la
ndrangheta è una potentissima macchina criminale diversa
dalle altre”, poi ci ha rassicurati, “questa potentissima
macchina criminale è diversa dalle altre. Ci sono le ’ndranghete,
e quindi deve essere diverso l’attacco che viene fatto
rispetto alle altre criminalità organizzate».
In attesa degli “effetti speciali” promessi, mi
ha convinto molto di più la sottolineatura fatta dal
Presidente Marcegaglia: “non è una coincidenza
se dove il tasso di criminalità è più alto,
quello di sviluppo è più basso”. Bella
scoperta!
Il tuo vero torto, Roberto, è proprio quello di aver
messo ognuno di noi di fronte alle proprie responsabilità collettive,
che rende la tua presenza più scomoda del peso della
sopraffazione criminale, in una realtà che da troppo
tempo convive con tale violenza. Nessuno può dire più:
non sapevo. Ma questo è terribile. E non si può essere
eroi, ma serve tanto coraggio. E’ proprio questo che
bisogna affrontare: le massime autorità istituzionali
non possono soltanto pensare a come organizzare il tuo "esilio".
Sarebbe come ammettere impotenza e renderti colpevole del delitto
di batterti per la legalità. Nessuna persona per bene
può pensare che stai scappando, ma allo stesso tempo
quelle persone avranno un motivo in più per sentirsi
defraudate di un loro simbolo e proveranno ancor più la
sensazione di smarrimento: hanno vinto loro dunque? Non ti
chiedo di restare e di continuare a vivere "in 41 bis" e
con il tritolo pronto a fotterti "la tua bella vita".
Mi aspetto però che le Istituzioni, dopo la solidarietà manifestata,
utilizzando il meglio della capacità dei loro uffici
stampa, si rivolgano al Paese e soprattutto ai giovani, indicandoti
come esempio e mettendoti a disposizione tutto quanto necessario,
perché tu possa vivere più normalmente possibile,
parlare, scrivere. Spero in Italia.
Aiutare te significa infondere coraggio
a chi è in
prima linea, a quanti si battono per la legalità e la
giustizia e anche a quelli che abitano realtà che hanno
perso l'orientamento di cosa significa vivere normalmente.
Caro Roberto, la tua attuale condizione è una delle
più manifeste prove dell’inciviltà di questa
società. La mafia è ovunque; è nello Stato
e non solo contro lo Stato; “ la mafia siamo noi”: è in
molti di noi, nel modo in cui agiamo e ragioniamo e a volte
nella nostra paura, quella stessa paura che t’insegue
da due anni e non ti fa vivere, ma che non ti ha impedito di
fare quello che ritenevi giusto fare. E che ti ha reso solo.
Ricorda però, Roberto, che sparsi per questa Italia
ci sono tanti "io sono Saviano" e vogliamo urlare
con te: basta! Solo questo, vogliamo urlare insieme a te, perché questa
coltre collosa di menzogne e di malaffare possa prima sbrindellarsi,
poi dissolversi alla luce della verità.
A noi italiani il senso di vergogna
per non essere stati in grado di garantire a te e alla tua
famiglia un'esistenza normale,
mentre "i mezzi uomini e gli ominicchi" dormono e
mangiano spesso nelle loro case, con le loro famiglie.
Caro Roberto sogno il momento in cui la gente prenderà coscienza
e una grande ondata d’indignazione cancellerà "gli
uomini del nulla", ovunque essi siano. Intanto, resistiamo
e sappi che ovunque tu sarai, noi saremo con te.
Un abbraccio pieno di speranza