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COSE' L'ICONA
L'icona dal greco (eicon - immagine)
esprime la religiosità dei popoli
cristiano - ortodossi che assunsero
la tecnica iconografica dal Bisanzio.
Nei secoli XIV e XV l'arte iconografica raggiunse
il massimo splendore.
L'Icona
non và vista come una semplice immagine,
e
non è un quadro d'autore
ma luogo della presenza divina,
una rivelazione del divino.
L'icona
e stata creata per onorare la fede,
pertanto
i suoi autori non si firmavano.
"L'Icona disegna l'assoluto con i colori del relativo."
I primi pittori di icone erano monaci che univano
allo studio della pittura la penitenza e l'ascesi spirituale.
Il pittore delle icone deve essere pieno di umiltà,
di dolcezza , di pietà, fuggire i propositi futili,
le sciochezze. Il suo carattere sarà pacifico
e ignorerà l'invidia.
L'iconografo non cerca un suo concetto
di bellezza, e le regole pittoriche non sono
creati dai pittori, ma dettate dai canoni
religiosi e costudite dai padri della chiesa,
depositari della verità.
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LA TECNICA DELL'ICONA
La base dell'icona e una tavola di legno
su cui si stende una tela che poi viene ricoperta
con diversi stratti di gesso
(sette perchè il mondo è stato creato in sette giorni).
Dopo
essere accuratamente levigata, viene inciso
il disegno. in seguito con con una delicata procedura
viene applicato l'oro, dopo di chè si inizia la stesura
dei diversi strati di colore dal più scuro al più chiaro.
Questa tecnica viene chiamata illuminazione ed
è fondamentale sprattutto nell'esecuzione dei volti,
perche indica il cammino dell'uomo verso la nuova
creatura, la creatura nella luce di Dio.
Il tema centrale infatti è infattila luce e l'oro in essa
largamente usato è il segno della luce divina che
trasforma la realtà.
Al pittore di Icone non interessa imitare la realtà
ma svelarne la sostanza, per questo le proporzioni
vengono alterate e si segue un determinato canone,
ricco di significati simbolici.
Nel linguaggio della pittura iconica il volto si chiama
sguardo (lik), cioè
volto trasfigurato; il resto corpo vesti, palazzi si chiama
riempitivo
perchè di minore importanza.
In
questo modo il Contemplatore non viene distratto dalla bellezza delle
forme o dalla realtà dell'paesaggio, ma condotto verso la meditazione
l'unico ed essenziale proposito dell'Icona.
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