
La prima
battaglia di Monte Lungo (8 dicembre 1943), nella quale
il nostro Primo Raggruppamento Motorizzato urta contro
le difese tedesche senza alcun appoggio sui fianchi e
viene respinto.

La seconda battaglia di
Monte Lungo (16 dicembre 1943). Questa volta l'azione militare è meglio
coordinata e riesce ad avere ragione delle coriacee difese approntate
dai tedeschi nella zona.
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Nel quadro
delle operazioni per lo sfondamento della "Winter Line" il 1°
Raggruppamento venne inserito nello schieramento della 36^ divisione
statunitense di fanteria.
Concentrato nell'area dell'abitato di Mignano, il raggruppamento
ricevette gli ordini per la conquista di Monte Lungo.
Il piano elaborato dal comando della 36ª divisione "Texas" prevedeva un
assalto simultaneo, da sinistra verso destra ai monti Maggiore, a cura
del 142° reggimento di fanteria statunitense, a Monte Lungo, a cura del
1° Raggruppamento, a S.Pietro Infine ed al Monte Sammucro a cura del
143° reggimento fanteria statunitense ed a Quota 950, a destra del
Sammucro a cura di un battaglione Ranger anche esso statunitense.
La sera del 7 dicembre i nostri soldati raggiunsero, in autocolonna, il
bivio di Presenzano e, di qui, proseguirono a piedi per le basi di
partenza.
Il mattino dopo, sul campo di battaglia gravava una densa nebbia e
appoggiati da un breve tiro di preparazione, coperti prima dall'oscurità
e poi dalla nebbia, fanti e bersaglieri superarono di slancio le prime
difese nemiche puntando risolutamente sulla quota principale di Monte
Lungo.
Nel frattempo però le operazioni per i reggimenti statunitensi non
andavano assolutamente bene.
Le azioni dei fanti della 36ª "Texas" erano fortemente contrastate sul
Monte Maggiore, a destra del Monte Lungo ed a sinistra di questo, sugli
accessi per San Pietro Infine, mentre sia il Monte Sammucro che la quota
950, dopo un iniziale successo, erano state rioccupate da un
contrattacco tedesco, facendo mancare al saliente centrale costituito
dai nostri, ogni copertura sui fianchi.
Tale mancanza di copertura sarà pagata a caro prezzo. Quando la nebbia
si sarà sollevata, i bersaglieri del LI battaglione, posti a sinistra
del dispositivo d'attacco saranno colti d'infilata dal fuoco tedesco
predisposto dai fianchi di Monte Maggiore verso il Monte Lungo.
Giunti di slancio in cima al Monte Lungo, percorrendo la via di massima
pendenza, bersagliati dal fuoco che colpisce sui fianchi, i fanti del
67° reggimento riescono a colpi di bombe a mano ad occupare la quota
principale di Monte Lungo.
Prima però che riescano a sistemarsi a difesa un contrattacco tedesco
ricaccia indietro i nostri che sono costretti a ripiegare. Il primo
attacco a Monte Lungo, dunque, non era riuscito.
Nei giorni successivi vennero diramati gli ordini per la reiterazione
dell'attacco.
L'operazione, nonostante l'organizzazione minuziosa che prevedeva la
caduta degli obiettivi da destra verso sinistra, Q. 950, il Sammucro,
San Pietro Infine e quindi il Monte Lungo, andò, a causa della
resistenza tedesca, esattamente al contrario.
L'occupazione di Monte Maggiore e di Monte Lungo, minacciando di
tagliare le vie di collegamento del nemico, scardinò definitivamente lo
schieramento tedesco che resisteva, senza dare il minimo segno di
cedimento, alla pressione alleata nel settore di San Pietro Infine.
Alle ore 9,15 del 16 dicembre fanti e bersaglieri italiani, preceduti da
45 minuti di preparazione della nostra artiglieria, ripartirono
all'attacco del monte, questa volta con le spalle coperte dal 142°
reggimento statunitense che aveva occupato il Monte Maggiore. I
tedeschi, minacciati di fronte e di fianco, furono costretti al
ripiegamento: alle ore 12,30 la vetta era definitivamente in mano
italiana.
La nostra Bandiera e quella americana sventolarono, per la prima volta
unite, sulla cima del monte conquistato, a conclusione di cruenti
combattimenti che costarono 79 morti e 89 feriti.
PER
SAPERNE DI PIU'
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FIFTH ARMY AT
THE WINTER LINE
Center Of Military
History
United States Army
Washington D.C. 1990
118 pp
Mappe e foto |
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