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Appena
due giorni dopo l'annuncio dell'armistizio con gli Alleati e della fine
dell'alleanza militare con la Germania, il popolo di Isernia, all'udire
del rombo degli aerei amici, accolse con festosi saluti sventolando
fazzoletti bianchi gli anglo-americani che sorvolavano sui loro occhi
rivolti al cielo. Ma gli aerei militari iniziarono a scaricare sulla
città molisana bombe che uccisero circa 4000 persone, radendo al suolo
l'intero centro abitato.
LA TESTIMONIANZA
"Quella data è rimasta
solidamente ancorata nella mia memoria" - racconta il Sig. Hugo Del
Gesso, isernino di nascita, ma residente in Florida a Miami, dopo essere
miracolosamente sopravvissuto alla furia delle bombe - "Avevo 15
anni in quel lontano settembre del '43 ed ero intendo a rimettere a
posto assieme a Mimì Brasiello la libreria del Liceo-Ginnasio del prof.
Gonnella di Monteroduni. Era mercoledì, giorno di mercato, un soffice
sole bagnava l'ignara popolazione; massaie, contadini, bambini portati a
spasso sulla Fiera (l'attuale villa comunale).
Verso le dieci e mezza un largo gruppo di aeroplani americani, del tipo
Fortress, si distese come dei grandi uccelli neri e a partire dal ponte
della Prece salendo su, seminarono morte e distruzione. Io fuggii
immediatamente a casa nel palazzo Viti, quasi antistante il Liceo. I
fragori delle bombe, la polvere delle macerie di case crollate, le grida
dei feriti superstiti che nessuno sentiva, un cavallo con la pancia in
su che vomitava sangue, di tutto questo caos inimmaginabile fummo
testimoni appena io e i miei di casa uscimmo cautamente fuori, incolumi,
tremanti, inorriditi, con le nostre pupille dilatate per la grande
paura. Avevo soltanto 15 anni. Avevo, come spettatore, assistito al più
grande dramma della mia vita".
Queste le parole del Sindaco di Isernia Melogli a ricordo di quel
tragico evento: "Sono passati 65 anni da quando gli aerei
statunitensi, ritenuti ormai amici, riversarono bombe nemiche sulla
nostra gente, che gioiosa li aveva accolti appena comparvero
all'orizzonte. E invece fu la catastrofe. Il rombo degli aerei si
trasformò in breve in una spietata pioggia di esplosivo che in pochi
minuti ridusse la città in un cumulo di macerie, tra lamenti di feriti e
grida di disperati alla ricerca di un canale di fuga nel fumo acre di
bruciato che si alzava dappertutto".
Il 10 settembre per Isernia è un giorno di lutto sentito dall'intera
comunità, anche perchè ancora non sono chiare le ragioni che indussero
l'esercito americano a scatenare quell'inferno sulla cottà pentra.
"Ricerche storiche - ha continuato Melogli - "hanno avanzato
l'ipotesi che Isernia trovandosi su una delle 4 linee di resistenza
tedesche che attraversavano il Molise, potesse rappresentare un facile
transito per i Tedeschi verso la Campania e la costa adriatica. Una
spiegazione storica che andrebbe a "motivare" il bombardamento alleato.
Ma, sotto questo aspetto, noi lasciamo serenamente la risposta alla
storia, privilegiando l'alto significato del contributo dato anche dalla
nostra città alla grande causa del Paese: la pace nella libertà. Pace e
libertà che dobbiamo non solo difendere, ma far crescere per il buon
futuro nostro e delle nuove generazioni".
(da Molisando.it)
L'ipotesi più plausibile di
quel bombardamento sembra risiedere in un ponte molto importante, oggi
ricostruito integralmente. Ironia tragica della sorte, la struttura non
fu colpita dal raid aereo che demolì più della metà di isernia, ma mesi
dopo fu distrutto dai tedeschi nella loro ritirata verso nord per
ritardare l'avanzata Alleata.
Compiendo una ricerca sul
documento "USAAF
Chronology:
COMBAT CHRONOLOGY OF THE US ARMY AIR FORCES", alla voce "Venerdi 10
settembre 1943" è possibile leggere il seguente elenco di operazioni
aeree:
WESTERN
MEDITERRANEAN (Twelfth Air Force): In Italy, XII Bomber Command medium
bombers hit railroad and road junctions and road net in the
Castelnuovo-Pescopagano-Cassino-Capua-Formia areas; heavy bombers attack
the Ariano intersection and highway bridge (and bridges and roads in the
area), bridges near Botena and over the Tiber River SW of Rome,
and roads, buildings, and railroad facilities at Isernia; XII
Air Support Command and RAF airplanes of the NATAF blast heavy road
movement N from Lauria and cover beachheads in the Salerno area as the
British Eighth Army increases pressure on its front in an effort to
prevent the Germans from concentrating against the US Fifth Army's
Salerno beachhead. German troops occupy Rome. During the night of 10/11
Sep, B-25's of the 12th Bombardment Group (Medium) hit communications
centers at Corleto, Perticara, Auletta and Saptri.
Un amico di Historia, il
Sig. Giuseppe Evangelista, aggiunge alcune notizie che mi ha gentilmente
comunicato: "
Il ponte,
lunghissimo, a quell'epoca era posto completamente fuori
dall'abitato. Si stagliava nettamente ed era facilmente
individuabile anche da considerevole altezza.
Le disposizioni
militari alleate, in merito ad un bombardamento, come sappiamo,
erano: in primo luogo preservare la vita dell'equipaggio, salvare
l'aereo e quindi per avere un buon margine di sicurezza, effettuare
lo scarico da altezza rilevante.
Su Isernia, il ponte
doveva essere distrutto per impedire la comunicazione tra l'asse
adriatico e quello tirrenico a mezzo ferrovia.
Questi fatti
causarono migliaia di morti e distruzione al pari del terremoto del
1805.
Ogni anno si svolge
una manifestazione commemorativa dell'evento tragico.
Tra le carte di mio
padre, Le riferisco quanto è scritto sul quotidiano "Il mattino" ,
numero 251 di Domenica 12 settembre 1965 , pagina 7 "Perchè Isernia
fu rasa al suolo?" e si legge: "E' una storia che deve essere
chiarita e che col tempo lo sarà, senza dubbio."
Gli isernini ancora
aspettano e così la Storia.
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