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Nel settembre del 1944 un soldato americano fa una "gita" a Cassino per vedere con i propri occhi quella città di cui tanto ha sentito parlare nei mesi precedenti e prendere qualche foto da mostrare ai propri cari in America. Questo è il suo reportage.
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C'è qualcosa nel nome stesso di Cassino che evoca in chi ha avuto in qualche modo a che fare con questa città una misteriosa "voglia di tornare". Questo accade in special modo a chi vi ha combattuto, come se le sofferenze, i patimenti e le privazioni sofferte spariscano di colpo al cospetto della possibilità di rimettere piede su quel pezzo d'Italia che più di sessant'anni fa fece per quattro mesi la storia di un conflitto colossale. Cassino oggi non è più quella di allora, tutto è cambiato. Eppure tra quelle case, quei palazzi, pare ancora oggi aleggiare quel senso di immane tragedia che solo vagamente è celata alla vista e all'immaginazione di quanti sanno cosa è avvenuto in questa città nel 1944. Mostrare la Cassino di allora è quasi come mettere nudo le nostre paure circa la speranza nostra e di tutti che ciò non accada mai più. |
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