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Tedeschi a Broccostella

Giunte per caso nelle mie mani due foto che testimoniano la presenza di militari tedeschi nel piccolo centro alle porte di Sora.

 

   

Il gruppo di militari tedeschi in una foto-ricordo davanti alla chiesetta di San Michele Arcangelo e, sotto, come la stessa chiesa si presenta oggi.

 

La seconda foto marcata dall'ignoto militare tedesco come scattata a "Brocko", come egli definiva l'allora Brocco alto. Purtroppo di questo scatto non si ha alcun riferimento sul luogo esatto del paese dove è stato preso.

 

La piccola casa dove pare che i tedeschi avessero comando di tappa.

 

A sinistra, una vista da Brocco Alto verso Sora. Qui sopra invece è visibile la parte bassa del paese, che nel 1944 non esisteva. Da Brocco quindi si dominava l'accesso a Sora, distante solo 3 km.

LA VALLE DI COMINO

La Valle di Comino, a ridosso dell'Appennino abruzzese, corrisponde grosso modo all'alto bacino del fiume Melfa, che la attraversa sfociando nella valle del Liri attraverso una gola erosa nei calcari del Monte Cairo. E’ la valle parallela alla Valle del Liri stessa, separata dal costone che inizia con Montecassino e prosegue poi verso nord.

Vi si accede da Cassino procedendo in direzione di Atina e, continuando (lasciandosela sulla destra), si giunge fino a Sora.

Era questa la terza via seguita dalla ritirata delle truppe tedesche dal fronte della Linea Gustav (le altre due furono: la Casilina con direzione Frosinone attraverso Arce-Ceprano-Torrice e la statale SS.82 attraverso Arce-Fontana Liri-Colli e Arce-Fontana Liri-Isola del Liri-Sora).

Naturalmente tutta l’area compresa tra Atina e Sora era di conseguenza considerata “retrovia del fronte” e vi si trovavano depositi, magazzini vari, officine riparazione mezzi, zone di riposo, comandi intermedi e ospedali militari tedeschi (famosi quello sito nel castello di Vicalvi e quello che era a Sora, dove oggi c’è l’Istituto Tecnico "Cesare Baronio").

 

UNA PRESENZA MASSICCIA

Di conseguenza appartenenti a numerose unità germaniche furono avvistati nella zona (a Sora addirittura Paracadutisti della 1. Divisione, i quali probabilmente vi si recavano da Fontana Liri, dove era un loro posto di avvicendamento per le unità di prima linea che combattevano a Cassino).

Susseguentemente allo sfondamento del fronte principale nel maggio 1944, molte unità tedesche furono frammentate e i loro componenti mischiati ad altre per formare dei piccoli “Kampfgruppen” – gruppi di combattimento -, nel tentativo di opporre una resistenza agli Alleati che avanzavano verso il bivio di Arce (famosa fu l’unità mista paracadutisti-panzergrenadieren-truppe da montagna che partecipò alla difesa di Monte Grande e Monte Piccolo).

Dalle ricerche eseguite, sembra che le uniche unità organiche che stazionavano in zona e che poi si ritirarono lungo il percorso Atina-Vicalvi-Sora furono la 5ª Gebirgsjäger Division e una grossa aliquota della 44ª Divisione Reichsgrenadier “Hoch und Deutschemeister”.

La prima subisce perdite nell’area di Atina, Belmonte Castello, Vallerotonda, Sant’Elia Fiumerapido, sul Monte Cifalco e sul Colle San Marco. L’offensiva del 12 maggio la vede ancora su queste posizioni.

La ritirata la porta sul Melfa, poi verso Sora. Una parte delle sue truppe entrano in Abruzzo in Val Roveto, altre dalle Mainarde raggiungono i Monti della Meta, superano il Passo di Opi e convergono verso la Piana del Fucino. La 44ª si ritira invece dalla zona ad est e nord-est di Roccasecca passando per Sora e, attraverso la Sabina, verso Rieti e Leonessa in Umbria.

 

RICORDO DI BROCCO

Le due foto scattate da un ignoto soldato tedesco a Broccostella ritraggono quindi quasi certamente dei soldati di montagna della 5ª Divisione, i quali in uno dei due scatti si sono fatti riprendere davanti alla chiesetta di San Michele Arcangelo, che si trova nella piccola piazza Mons. Edoardo Facchini, nella zona odierna di Brocco alto.

A conferma di tale presenza, vi è l’esistenza di un casolare abbandonato su una collina sita a circa metà strada tra Broccostella e Brocco alto, il quale secondo alcune testimonianze è stato utilizzato per un certo periodo come posto di comando zonale proprio dalle truppe che vi si trovavano stanziate.

E’ utile specificare che nel periodo bellico Broccostella non esisteva con tale definizione, in quanto il paese era esclusivamente quello arroccato sul colle (chiamato “Brocco”). Nel dopoguerra, dall’unione con l’area nel frattempo sviluppatasi a valle e attraversata dalla strada “Via Madonna della Stella”, nacque “Broccostella” (ufficialmente il 26 aprile 1954 con Decreto dell’allora Presidente della Repubblica Einaudi).

 

Quindi nel 1944 parliamo ancora di “Brocco”…ed è proprio questa denominazione che ha attratto la mia attenzione appena ho letto le didascalie di queste due foto, scritte dalla mano del soldato tedesco e citate come “Brocko”, una stortura tipicamente germanica del nome italiano della località.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'avanzata delle truppe Alleate, in particolar modo dei neozelandesi nella valle di Comino e successivamente verso Sora. Il 27 maggio fu raggiunta Atina, il 29 Vicalvi e Posta Fibreno e, il 31, Brocco (segnato dalla freccia rossa) e Sora.

L'interno del Castello di Vicalvi a sinistra così come si presentava ai primi di giugno del 1944, quando fu utilizzato dalle truppe neozelandesi come apprestamento. Prima di loro lo avevano usato i tedeschi come ospedale militare. A destra, la stessa piazza d'armi del Castello oggi.

Due viste del castello di Vicalvi oggi, con la grande Croce Rossa dipinta dai tedeschi nel 1944 per segnalare la presenza dell'ospedale ai velivoli Alleati.

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