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LA VALLE DI COMINO
La Valle di Comino, a
ridosso dell'Appennino abruzzese, corrisponde grosso modo all'alto
bacino del fiume Melfa, che la attraversa sfociando nella valle del Liri
attraverso una gola erosa nei calcari del Monte Cairo. E’ la valle
parallela alla Valle del Liri stessa, separata dal costone che inizia
con Montecassino e prosegue poi verso nord.
Vi si accede da Cassino
procedendo in direzione di Atina e, continuando (lasciandosela sulla
destra), si giunge fino a Sora.
Era questa la terza via
seguita dalla ritirata delle truppe tedesche dal fronte della Linea
Gustav (le altre due furono: la Casilina con direzione Frosinone
attraverso Arce-Ceprano-Torrice e la statale SS.82 attraverso
Arce-Fontana Liri-Colli e Arce-Fontana Liri-Isola del Liri-Sora).
Naturalmente tutta l’area
compresa tra Atina e Sora era di conseguenza considerata “retrovia del
fronte” e vi si trovavano depositi, magazzini vari, officine riparazione
mezzi, zone di riposo, comandi intermedi e ospedali militari tedeschi
(famosi quello sito nel castello di Vicalvi e quello che era a Sora,
dove oggi c’è l’Istituto Tecnico "Cesare Baronio").
UNA PRESENZA MASSICCIA
Di conseguenza appartenenti
a numerose unità germaniche furono avvistati nella zona (a Sora
addirittura Paracadutisti della 1. Divisione, i quali probabilmente vi
si recavano da Fontana Liri, dove era un loro posto di avvicendamento
per le unità di prima linea che combattevano a Cassino).
Susseguentemente allo
sfondamento del fronte principale nel maggio 1944, molte unità tedesche
furono frammentate e i loro componenti mischiati ad altre per formare
dei piccoli “Kampfgruppen” – gruppi di combattimento -, nel tentativo di
opporre una resistenza agli Alleati che avanzavano verso il bivio di
Arce (famosa fu l’unità mista paracadutisti-panzergrenadieren-truppe da
montagna che partecipò alla difesa di Monte Grande e Monte Piccolo).
Dalle ricerche eseguite,
sembra che le uniche unità organiche che stazionavano in zona e che poi
si ritirarono lungo il percorso Atina-Vicalvi-Sora furono la 5ª
Gebirgsjäger Division e una grossa aliquota della 44ª Divisione
Reichsgrenadier “Hoch und Deutschemeister”.
La prima subisce perdite
nell’area di Atina, Belmonte Castello, Vallerotonda, Sant’Elia
Fiumerapido, sul Monte Cifalco e sul Colle San Marco. L’offensiva del 12
maggio la vede ancora su queste posizioni.
La ritirata la porta sul
Melfa, poi verso Sora. Una parte delle sue truppe entrano in Abruzzo in
Val Roveto, altre dalle Mainarde raggiungono i Monti della Meta,
superano il Passo di Opi e convergono verso la Piana del Fucino. La 44ª
si ritira invece dalla zona ad est e nord-est di Roccasecca passando per
Sora e, attraverso la Sabina, verso Rieti e Leonessa in Umbria.
RICORDO DI BROCCO
Le due foto scattate da un
ignoto soldato tedesco a Broccostella ritraggono quindi quasi certamente
dei soldati di montagna della 5ª Divisione, i quali in uno dei due
scatti si sono fatti riprendere davanti alla chiesetta di San Michele
Arcangelo, che si trova nella piccola piazza Mons. Edoardo Facchini,
nella zona odierna di Brocco alto.
A conferma di tale presenza,
vi è l’esistenza di un casolare abbandonato su una collina sita a circa
metà strada tra Broccostella e Brocco alto, il quale secondo alcune
testimonianze è stato utilizzato per un certo periodo come posto di
comando zonale proprio dalle truppe che vi si trovavano stanziate.
E’ utile specificare che nel
periodo bellico Broccostella non esisteva con tale definizione, in
quanto il paese era esclusivamente quello arroccato sul colle (chiamato
“Brocco”). Nel dopoguerra, dall’unione con l’area nel frattempo
sviluppatasi a valle e attraversata dalla strada “Via Madonna della
Stella”, nacque “Broccostella” (ufficialmente il 26 aprile 1954 con
Decreto dell’allora Presidente della Repubblica Einaudi).
Quindi nel 1944 parliamo
ancora di “Brocco”…ed è proprio questa denominazione che ha attratto la
mia attenzione appena ho letto le didascalie di queste due foto, scritte
dalla mano del soldato tedesco e citate come “Brocko”, una stortura
tipicamente germanica del nome italiano della località.
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