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La disponibilità on-line
delle foto di guerra del Bundesarchiv di Coblenza apre nuovi orizzonti
nel facilitare la ricerca storica a modellisti ed appassionati.
Mi permetto qui di esporre
il frutto delle mie ricerche, senza fini di lucro, per il puro gusto
della conoscenza. L'amore per il "Sapere" procura un piacere
immenso, un orgasmo intellettuale, ogni qualvolta un piccolo tassello va
al suo posto nell'immenso puzzle dell'umanità. La storia la scrivono i
vincitori, ma come diceva mio nonno "Una foto vale più di mille
parole". Spero di aver portato il mio piccolo granello di sabbia.
Giorno 8 agosto 1943: gli inglesi entrano ad Acireale. Entrano, appunto.
Acireale si trova in Sicilia, sull'unica strada che collega Catania a
Messina. Da una parte c'è il mare, con l'impenetrabile e selvaggio
costone della Timpa, dall'altra si sale verso la grande Etna. E' una
discreta cittadina di circa 20.000 abitanti, famosa per le sue Terme,
per la collezione numismatica del Barone Pennisi di Floristella, per il
Pastificio Leonardi e per la produzione di limoni. Da alcuni anni ospita
un Comando Tedesco e diverse truppe italiane di passaggio. Per andare da
Catania a Messina ci si deve passare per forza.
La situazione per l'Italia è tragica, gli Inglesi sono sbarcati in
Sicilia e dopo aver lasciato migliaia di morti sul terreno sono
finalmente riusciti ad arrivare a Catania. Anche i Tedeschi hanno già
avuto le loro durissime perdite, prima per contrastare lo sbarco e poi
al Ponte di Primosole (dei 1.400 uomini del 3° Reggimento Paracadutisti
almeno 1.100 sono stati uccisi, catturati o feriti - erano arrivati in
Sicilia dalla Francia due giorni dopo lo sbarco alleato). Ora si stanno
ritirando verso Messina, dove riusciranno a mettere in salvo oltre lo
Stretto migliaia di uomini e centinaia di mezzi (la guerra in Italia
poteva già finire lì). Intanto Mussolini è stato deposto e già si
prevede il famoso "salto di barricata" da parte del nuovo
"estabilishment" italiano.
I tedeschi in ritirata
decidono di creare un nuovo sbarramento proprio ad Acireale e ci
piazzano in agguato i paracadutisti del 4° Reggimento (FallschirmJäger
Regiment 4), al comando del tenente colonnello Erich Walther, da cui
prenderà il nome il Kampfgruppe Walther (comprendente il FJR 4, il
Fallschirm-MG Bataillon 1, il Fallschirm-Pionier Bataillon 1, il
Fallschirm-Panzerjager Abteilung 1, e parte del Fallschirm-Artillerie
Regiment 1.
Il 4° FallschirmJäger
Regiment comprendeva il Comando, un Plotone Comunicazioni, un Plotone
Ciclisti, un Plotone Pionieri, il 1° Fallschirmjäger Battalion (Maggiore
Egger, il 2° Fallschirmjäger Battalion (Maggiore Vosshage) ed il 3°
Fallschirmjäger Battalion (Capitano Grassmel).
Molti di questi erano appena
arrivati in Sicilia, ancora freschi freschi con le loro uniformi nuove
di zecca e perfettamente stirate; altri arrivavano invece dalla
terribile battaglia di Primosole. Va detto che questi paracadutisti non
c'entrano nulla con i tedeschi presenti ad Acireale fino ai giorni dello
sbarco, i quali avevano con la città un rapporto di profondo rispetto ed
amicizia.
Qui si tratta di "combattenti
puri", destinati alla morte, per i quali ogni casa ed ogni pietra
sono semplicemente mezzi da usare nel raggiungimento del loro
obbiettivo, dettato da un ordine superiore. Per loro Acireale era una
semplice tappa come tante altre, e non un pezzo di vita come lo era
stato per i loro predecessori. In quest'ottica va vista la famosa opera
di segnalazione degli edifici da abbattere che vide il coraggioso
intervento di alcuni acesi dotati di vernice, corsi a "cancellare" i
segnali che i tedeschi avevano posto sulle case da demolire (per
ritardare l'avanzata alleata).
Ma torniamo a quel giorno. Nelle campagne di Guardia, frazione di
Acireale, vengono nascoste in mezzo alla vegetazione le batterie di
artiglieria con pezzi da 88 del 1° Reggimento Artiglieria Paracadutisti
(Maggiore Schram) pronte a sparare "su tutto quello che si muove"
grazie ai collegamenti radio con le vedette. Su di un tavolo in mezzo al
bosco, i comandanti tedeschi studiano la cartina della Sicilia (si
riconoscono in alto Acireale con a destra Catania).
Invece nelle vie della città ci si prepara al combattimento corpo a
corpo. I tedeschi si posizionano al termine delle due arterie principali
di Acireale, da cui si domina la via verso Catania. E aspettano. In
fondo a Corso Umberto, davanti alla Villa Comunale (parco pubblico con
giardino botanico) sistemano un cannone controcarro PAK 40, giusto in
mezzo allo sbarramento dotato di bunker che gli italiani avevano
precedentemente realizzato, controllando la via fino alla piazza Duomo.
Poi si piazzano in agguato con uno o due carri armati StuG 40 della
"Herman Goering" alla Villa Barone S. Lucia (già occupata
precedentemente dai tedeschi) in fondo a Corso Savoia, dove la strada
devia a destra per S. Maria Ammalati (i tedeschi avevano lì un ospedale
da campo) e poi verso Messina. Dico uno o due StuG perchè nelle foto si
vedono due diverse mimetizzazioni, ma potrebbe anche essere lo stesso
carro ripreso in due momenti differenti (le foto sono state fatte da due
fotografi di guerra anche se nello stesso giorno). Vicino ad uno StuG
vediamo il Maggiore Egger comandante il 1° Fallschirmjäger Battalion,
intento a distribuire ordini d'attacco. Un paracadutista si prepara alla
battaglia costruendosi un piccolo riparo: ha spaccato il muretto di
recinzione della villa creando una feritoia dalla quale può inquadrare
con la sua Mg tutta la via; dietro di lui si intravede un carro armato
pesantemente mimetizzato con teli mimetici e reti. Altri paracadutisti
si nascondono dietro i muri delle case ed aspettano.Ecco! Si sente un
esplosione!
I Pionieri tedeschi hanno
appena fatto saltare il ponte sulla ferrovia, proprio davanti alla
Stazione di Acireale (un testimone ricorda di aver visto uno di questi
tedeschi correre via ferito dallo scoppio). Vengono anche incendiati i
depositi di carburante al Castello Scammacca (Comando Tedesco), per non
lasciare nulla al nemico.
Gli inglesi stanno arrivando. I carri armati del 44° Royal Tank Regiment
entrano in Piazza Duomo, e qui comincia la festa! Bastano pochi colpi
tedeschi per far capire che "da lì non si passa".
Anche i carri armati inglesi
sparano alcuni colpi, ma non servono nemmeno a spaventare. La barriera
che i paracadutisti tedeschi hanno alzato è tale che il messaggio è
chiaro: "Dateci il tempo di far ritirare le nostre truppe, oppure ci
dovrete venire a prendere uno per uno". E di morti ce ne sono già
stati tanti, se ne contano già più di 4.000 per parte.
Nemmeno gli inglesi hanno più voglia di morire; entrano ad Acireale l'8
agosto e qui si fermano. Aspettano che i tedeschi se ne vadano da soli,
una volta terminate le operazioni di imbarco nello Stretto di Messina,
oppure che le navi al largo riescano a farli sloggiare coi loro grossi
calibri. I carri armati alleati arriveranno a Giarre (pochi km) solo due
giorni dopo e ce ne metteranno altri 4 per raggiungere Taormina il 14
agosto. E' una resa non dichiarata, di chi ti sta lasciando andare,
nella speranza che la prossima volta "tocchi a qualcun altro". |
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Ricostruzione
fedele in chiave uniformologica di un Paracadutista tedesco impegnato
nella battaglia di Acireale nell'agosto del 1943.
La sua
uniforme prevede la bustina tropicale, la camicia a maniche lunghe con
l'aquila Luftwaffe e i calzoncini corti.
Ai piedi il
nostro parà porta scarponcini in luogo degli stivaletti da lancio.
L'equipaggiamento è completato da cinturone in canapa, binocolo, una
bomba a mano e dal caratteristico elmetto M.38.

Paracadutista
tedesco in Sicilia, estate del 1943.

Soldato
inglese in Sicilia, agosto del 1943. |