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E' appena trascorsa la prima
metà del maggio 1944. La Linea "Gustav" propriamente detta è stata
sfondata dai francesi del generale Juin sugli Aurunci e a quel punto
anche Cassino ha perso per i tedeschi ogni significato.
Nella notte tra il 17 e il
18 essi iniziano ad abbandonare la principale linea di difesa in città e
nelle zone adiacenti, incalzati dagli incessanti attacchi dei polacchi
sulla montagna e delle truppe britanniche e dei "dominions" giù,
nella valle e nella pianura antistante.
Il 20 maggio un gruppo da
combattimento, composto da polacchi e dalla 21ª brigata dell’8ª
Divisione indiana, assalta la collina della città di Piedimonte tenuta
da 250 uomini della 1ª Divisione paracadutisti. L’attacco dura due
giorni ma fallisce poiché il terreno, molto accidentato e caratterizzato
da vari terrazzamenti, non permette ai carri di avanzare; si deve
inoltre fare i conti con le molte mine posizionate dal nemico.
La battaglia per lo
sfondamento della "Linea Hitler" divamperà solo tre giorni più tardi, il
23, quando più di 800 cannoni Alleati inizieranno a martellare le difese
tedesche nell'intento di avere via libera finalmente nella Valle del
Liri.
Prima che tutto ciò abbia
inizio, a Pontecorvo, una delle città cardine della "Hitler" assieme a
Piedimonte e Aquino, il sottufficiale Anton Schiessl viene colpito
all'addome il 18 maggio 1944 da un cannoneggiamento e rimane seriamente
ferito.
Immediatamente viene
riportato indietro, verso Arce, per essere trasportato in un ospedale da
campo. Ma la situazione per le truppe tedesche è molto critica: gli
Alleati danno l'impressione di poter attaccare da un momento all'altro
nella zona tra Piedimonte e Pontecorvo e la Linea Hitler non ha certo la
profondità e la forza d'arresto della Gustav (che ha tenuto per ben
cinque mesi).
Tutte le strutture sanitarie
da campo sono quindi molto indietro rispetto alla linea del fronte, per
timore che uno sfondamento improvviso possa farle rimanere intrappolate.
Anton, purtroppo per lui,
non ce la fa e muore il 20 maggio 1944 proprio ad Arce, nei pressi di
Monte Piccolo. Il suo corpo viene seppellito accanto alla Casilina, poco
prima di Ceprano, proprio su quella strada che lui e tanti suoi
commilitoni avevano tenuto "chiusa". La sua unità, la 5ª Divisione
"Gebirgsjäger", non ha un proprio cimitero nella zona, quindi la salma
di Anton viene "ospitata" in quello provvisorio dove sono i caduti della
90ª Panzergrenadier Division, l'unità comandata dal leggendario generale
Baade.
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