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Le Marine Militari in Mediterraneo

E' singolare notare come nel nostro Paese la rievocazione di fatti storici legati alla Seconda Guerra Mondiale sia stimolata più per iniziativa di singoli che per "missione" da parte di quegli Enti che dovrebbero avere queste attività nel proprio DNA.

 

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In Italia, si sa, ci portiamo ancora dietro quello che il mio caro amico Mauro chiama "Il complesso dell'otto settembre", per cui pare che tutto quello che riguarda la II Guerra Mondiale sia in qualche modo tabù.

La situazione negli ultimi anni è un pò migliorata, ma troppo è ancora il divario tra il grande numero di iniziative che nascono grazie a singoli collezionisti o gruppi di appassionati rispetto a quelle "ufficialmente" messe in atto dagli Enti Pubblici.

E' il caso di questa iniziativa che sono andato a visitare di persona in quel di Anzio oggi, messa in piedi dal locale Gruppo "Warriors" in collaborazione con la Capitaneria di Porto.

L'amico appassionato Giuseppe Tulli, assieme a Sisto Orlandini, mi hanno aperto gli occhi su una realtà che finora avevo del tutto trascurato (mea culpa): ovvero il ruolo e la presenza delle varie Marine Militari in Mediterraneo durante le operazioni di Anzio-Nettuno.

Faccio il "Mea Culpa" perchè, da buon nato nella Valle del Liri, sono da sempre stato abituato a ritenere le operazioni sulla Gustav  come una guerra di collina e di pianura, quindi lontana dalle spiagge.

Anzio è stata invece anche un'operazione navale e come tale un giusto riconoscimento meritano anche gli uomini che non presero direttamente parte ai combattimenti terrestri, ma che proprio grazie al loro ruolo e al loro coraggio li resero possibili.

Grazie a Giuseppe e a Sisto per avermi aperto gli occhi su questa realtà quindi e in bocca al lupo per le prossime iniziative.

 

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