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L‘8
agosto 1943 i primi carri armati inglesi entravano ad Acireale.
Erano i nuovissimi Sherman, di produzione americana, in
dotazione ai carristi del 44° RTR. Ma da dove arrivavano questi
ragazzi? e poi dove sono andati?
Breve
storia del 44° R.T.R.
(Royal
Tank Regiment)
Il Battaglione fu formato nel 1938 in Inghilterra, con elementi
del Gloucestershire Regiment, ed equipaggiato con i carri armati
Matilda MkII.
Il 23 aprile 1941 viene imbarcato (carri armati compresi) sulla
nave Sobiesky e trasportato in Egitto. Il viaggio in nave sarà
molto lungo visto che la circumnavigazione dell’Africa prevedeva
soste in Sierra Leone e Sud Africa.
L’arrivo a Suez avverrà il 13 giugno, dopo due mesi circa di
viaggio. Caricati i carri armati sul treno raggiungono
Alessandria d’Egitto ed indossano le nuove divise da deserto;
ora fanno parte della 4° Brigata della 7° Divisione.
Il 1° luglio 1941 partono verso la guerra (il primo morto del
battaglione sarà “Teddy’ Foster, a settembre).
Il 18 novembre prendono parte all’operazione “Crusader”, la
grande avanzata inglese in territorio libico, dividendosi in più
gruppi, in appoggio ai Reggimenti di Nuova Zelanda, India e Sud
Africa (che combattevano insieme agli inglesi).
A seguito di svariati scontri con gli italo tedeschi perdono
quasi tutti i carri armati. La situazione è disperata, diversi
uomini del battaglione vengono decorati, molti fatti
prigionieri, altri muoiono. Arrivano nuovi carri ed il 1°
gennaio 1942 partecipano insieme ai sudafricani alla presa di
Bardia facendo 9.000 prigionieri italiani. Alla fine l’offensiva
sarà un successo, temporaneo.
A febbraio il Battaglione riceve i nuovi carri armati Valentine
MkIII, quasi tutti distrutti nell’offensiva italo tedesca di
maggio. La ritirata inglese è generale ed anche il 44° torna
verso Alessandria, attestandosi con gli australiani ad El
Alamein dove perdono gli ultimi mezzi.
I superstiti del 44° (senza carri) raggiungono quindi in agosto
le retrovie, dove verranno addestrati all’utilizzo dei
nuovissimi e potentissimi carri armati americani Sherman (I, II
e III). Nel frattempo le successive battaglie di El Alamein
vedranno gli alleati vincenti definitivamente sugli italo
tedeschi, anche grazie all’inserimento nelle loro fila di questi
nuovi carri armati.
Alle ore 10:30 del 10 luglio 1943 il 44° RTR sbarca con i suoi
nuovi Sherman sulle spiagge di Avola, vicino Noto, Sicily. Lo
squadrone “C” perde subito 9 carri, colati a picco con la nave
che li trasportava.
Il primo contatto col nemico avviene il 12 luglio a Palazzolo,
dove vengono distrutti diversi cannoni italiani e presi 60
prigionieri. Il 13 luglio il 44° passa Siracusa ed il 15 luglio
cerca di attraversare il Ponte di Primosole, sul fiume Simeto
(Catania), dove però si sono attestati anche 1.400 paracadutisti
tedeschi (giunti da Avignone il giorno dopo lo sbarco alleato).
Il Ponte di Primosole era una struttura di ferro lunga 120
metri, protetta da numerosi bunker nascosti e sparpagliati nei
dintorni del fiume Simeto. Montgomery pensa di prendere
velocemente il ponte con l’aiuto di Commandos e di Paracadutisti
ma non andrà così.
Quella che seguirà sarà una delle più cruente battaglie di tutta
la campagna d’Italia, risolta in parte con l’aiuto dei cannoni
inglesi che dalle navi al largo sparavano sulla costa siciliana.
Nel primo attacco i tedeschi lasciano arrivare vicini gli
inglesi e poi, nascosti dalla vegetazione, ne fanno una strage.
La potenza di fuoco impedisce agli Sherman del 44° di aiutare la
fanteria ed alla fine della giornata i morti inglesi saranno più
di 100, con 3 Sherman distrutti.
Il successivo attacco notturno permetterà agli inglesi di
prendere il ponte, ma i nostri carri del 44° riusciranno (per
problemi radio) a salirci sopra solo la mattina, quando un
cannone tedesco da 88 ne distruggerà i primi due. Altri 3
Sherman saranno distrutti durante il corso della giornata. Alla
fine gli inglesi riescono a passare il ponte, ma i tedeschi si
attestano sul fossato Bottaceto, creando un nuovo sbarramento.
Si combatte ormai alla baionetta, come nella prima guerra
mondiale. Ma i tedeschi resisteranno ad ogni attacco e
lasceranno la strada libera solo dopo aver deciso il
ripiegamento sulla Calabria.
Tra le migliaia di soldati sepolti nel “Catania War Cemetery”
troviamo anche il carrista Gerald PAGE (7957644 - 2 C 35)
appartenente al 44° Royal Tank Regiment. Il suo carro venne
colpito dai tedeschi nella piana di Catania il 18 luglio 1943 e
lui restò ucciso sul colpo, aveva 22 anni.
Il 5 agosto i carri armati Sherman del 44° RTR entrano a
Catania e, finalmente, l‘8 agosto arrivano ad Acireale.
Salgono su dalla stazione fino a piazza Duomo, dopo che i
genieri hanno aperto la via interrotta dagli artificieri
tedeschi. Un testimone ricorda di aver visto passare un soldato
tedesco ferito, che aveva appena fatto saltare il ponte sulla
ferrovia. Vengono anche fatte brillare le mine che i tedeschi
avevano lasciato innescate. Alle ore 15 i carri armati sono in
piazza Duomo e sparano contro un cannoncino tedesco lasciato a
copertura in fondo alla Via. L’orologio della cattedrale è rotto
e segna le 14,40.
Il 17 agosto gli Sherman arrivano a Fiumefreddo. La guerra in
Sicilia è terminata.
Il 7 settembre la brigata si trova a sud di Paternò mentre tra
il 23 e 24 viene traghettata al di là dello stretto. Sale fino a
Taranto e poi a Lucera, dove arriva l’8 ottobre 1943. Riprendono
l’azione il 3 novembre, bloccati da aspri combattimenti sul
fiume Sangro.
Per riuscire a passare ci metteranno quasi un mese. L’8 dicembre
perderanno 6 carri nei combattimenti di Rualti, arrivando ad
Ortona il 14.
Finalmente escono dai combattimenti, tornando a Taranto. Il 27
gennaio si imbarcano per tornare in Inghilterra, dopo più di 3
anni di lontananza da casa.
La
lapide eretta in memoria
dei Seaforth
Highlanders
nel cimitero
militare britannico
di Catania.
Questa unità
combatté poi più tardi anche nella Valle del Liri nel Maggio
1944. |