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UN RICORDO DOVUTO

Qualcuno di voi ricorderà l'articolo "Una croce solitaria" apparso su historiamilitaria.it qualche tempo fa e relativo ad un caduto americano della 34th US Infantry Division morto in quel di Cervaro. Ebbene, qualche giorno fa un bel gesto ha visto tributare allo sfortunato soldato Fred Trotter gli onori che forse fino ad oggi gli sono mancati

   

 

 

© Foto: A. Barbieri - A. Ceccon

 

 

 

LETTERA AD UN SOLDATO MAI CONOSCIUTO

di Marco Marzilli

Che dire caro Fred, partito da lontano e venuto a morire in Italia in quel freddo inverno di sessantotto anni fa; forse non te lo aspettavi questo gesto, tu, la cui anima ha riposato nella quiete della campagna cervarese.

Chissà cosa hai pensato, chissà quali erano i tuoi sentimenti quel giorno...chissà quale è stato il tuo ultimo pensiero prima di morire.

Tante volte ho cercato di immedesimarmi in voi soldati che avete combattuto quella dura guerra in Italia per capire, per comprendere i vostri stati d'animo.

Da tempo ormai ho smesso di pensare al soldato come all'eroe che il cinema ci ha propinato in mille films: uno senza paura, uno che getta la sua vita, prima ancora che il cuore, "oltre l'ostacolo".

So che per te non è stato così Fred...tu avevi voglia di tornare a casa, come tutti i tuoi compagni e come il nemico che avevi di fronte, perchè un buon soldato combatte per la Patria, per un ideale...ma anche per rimanere vivo e poter un giorno riabbracciare i suoi cari.

Oggi che non ho più vent'anni, voi soldati che avete combattuto sul suolo che mi ha dato la vita mi apparite tutti molto più umani, vicini a quelle che sono le speranze, le aspettative, le debolezze e i punti di forza delle persone "normali", allora come oggi, e non degli uomini avvolti da un alone mistico da idealizzare, qualsiasi sia l'uniforme e la bandiera. Perchè nella storia dei conflitti non c'è niente di peggio che perdere il contatto con la realtà e fare di ogni essere umano un "oggetto" nelle mani della gloria...o un "oggetto" e basta.

I soldati come te, allora come oggi, combattono, soffrono, piangono, pensano...e muoiono; si può "morire bene" oppure "morire male", ma questo sta solo nel modo, non certo nell'esito finale.

Tornare a casa sano e salvo purtroppo non ti è riuscito caro Fred, ma questo gesto compiuto in tuo onore sta a testimoniare, al di là di ogni retorica, che non sei stato dimenticato su quella collina, che il tuo sacrificio in qualche modo sarà testimoniato, discusso da chi, come questi ragazzi nelle foto, come me che ne scrivo, abbia a cuore quel famoso "non dimenticare" che ci anima e che, in questo caso, ti riporta alla nostra memoria.

Un veterano, il britannico Brian Clark che conobbi quasi vent'anni fa, mi disse un giorno che lui era sopravvissuto alla guerra...ma ancora non aveva capito se ciò era accaduto perchè era stato un bravo soldato o semplicemente un uomo molto fortunato. Io sono certo che tu eri un bravo soldato Fred.

 

 

 

 

 

 

 

 

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