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LE FOTO DI TOLLO

Un eccezionale reportage inedito, arricchito dalle foto attuali prese dall'amico Andrea Di Marco, ci mostrano l'opera dei Pionieri Paracadutisti del Fallschirmjäger Abteilung 1 (1. Divisione Paracadutisti) tra Tollo e Villa Grande nel dicembre del 1943. Poco dopo l'unità sarà trasferita sul fronte di cassino.

 

   

Dicembre 1943. La Campagna d'Italia è arrivata in Abruzzo e le truppe dell'VIII Armata britannica si contendono ogni palmo di terreno con le forze tedesche a difesa del lato orientale del fronte.

Le operazioni sono difficili; il maltempo impera e la resistenza tedesca si poggia, oltre che sulla ferrea volontà di non cedere da parte dei soldati di Hitler, anche su una serie di ostacoli naturali quali fiumi, paesi fortificati e un clima terribile.

L'avanzata delle truppe del generale Montgomery rallenta, per poi fermarsi del tutto poco dopo la caduta di Ortona, conquistata dopo un mortale gioco a rimpiattino per le vie della città, dove sono annidati i Paracadutisti della 1. Divisione, gli stessi che poco dopo si copriranno di gloria a Cassino.

In questo scenario, un piccolo e interessante "cameo" ci è dato da questa serie di scatti presi da un ignoto parà del Battaglione Pionieri tedesco, che nel tratto di strada tra Tollo e Villa Grande immortala quella che penso sia l'opera compiuta anche con il suo contributo: un ponte per permettere il transito alle forze tedesche che di li a poco si sposteranno per nuove fasi della Campagna. Il ponte, in onore del Comandante del Battaglione, sarà intitolato con un cartello "Ponte di Fromming".

Nella colonna a lato potete trovare i collegamenti per vedere le foto, oltre ad un'intervista ad un paracadutista tedesco scovata su un interessante volume di storia locale.

 

ERNST FROMMING

Nato il 4 febbraio 1911 e arruolatosi nella Reichswehr nel 1930, Fromming servì in varie unità di Pionieri fino al 1940. Trasferito nei Paracadutisti, combatté a Creta, in Russia e in Italia.

Curioso un episodio che gli capitò durante l’invasione dell’isola di Creta, quando per errore il suo paracadute si aprì mentre Fromming era ancora a bordo del suo Junkers JU-52.

Rifiutatosi di tornare alla base con il velivolo (procedura standard in casi del genere), Fromming eseguì comunque il lancio, arrivando a terra sano e salvo nonostante il grandissimo rischio corso. Durante le operazioni in Sicilia dell’estate 1943, la sua unità fu accreditata di 146 ponti a manufatti distrutti e più di 5.000 mine deposte.

Durante i combattimenti nell’Emilia Romagna riuscì a costruire un ponte sul fiume Savio che consentì agli automezzi e armi pesanti della 1. Divisione Paracaduti di sganciarsi dal combattimento e per questo fu decorato con la Croce di Cavaliere. Morì il 18 agosto 1959.

 

GENESI DEL FALLSCHIRM PIONIER BATAILLON 1

La specialità dei Pionieri Paracadutisti fu creata nel gennaio del 1940, quando un battaglione denominato Fallschirm-Pionier-Bataillon 7 fu creato su cinque compagnie (di cui una comando) ed assegnato alla 7.Flieger-Division.

Il suo primo comandante fu l'Hauptmann Egon Liebach, che trasformò i "pionieri" in veri paracadutisti, con un  duro addestramento nella caserma di Dessau. Il battaglione venne lanciato per la prima volta su Creta, atterrando lungo la strada Chania-Alikianau. Qui sostenne aspri combattimenti con l'8° Reggimento greco, appoggiato da forze civili. Successivamente il battaglione fu in Russia, a Wyborgskaja, dove arrivò il 18.10.1941 dopo 11 giorni di trasferimento in treno. Il battaglione aveva subito alcune perdite a Creta ed era stato completamente ricostituito.

La 3° compagnia fu subito attaccata dai russi ma reagì facendo 300 prigionieri con sole due perdite. Dopo questo battesimo del fuoco i pionieri si dedicarono a rinforzare i bunker di difesa sul fiume Neva. Nel novembre del 1942 la 7.Fligerdivision venne dislocata a nord della linea ferroviaria tra Smolensk e Witebsk, per rinforzare il 6.Armeekorps. Qui, il 25 marzo 1943, la 4° compagnia dei Pionieri sostenne il suo ultimo combattimento in Russia, attaccando con i lanciafiamme la collina Knobloch. Il 28 marzo le posizioni dei Fallschirmjäger furono rilevate dall'Esercito.

La 7.Fligerdivision venne trasferita in Francia a Nimes, dove venne rinominata 1.Fallschirm-Division subordinata all'XI.Fliegerskorps del Generale Student, che ne affidò il comando al Generalleutnant Richard Heidrich. Il Fallschirm-Pionier-Bataillon 7 divenne Fallschirm-Pionier-Bataillon 1 affidato all'Hauptmann Steiner dall'aprile 1943, dopo che Liebach era stato nominato comandante del FJ.Rgt.8. L'8 luglio 1943 la divisione fu messa in allarme per l'imminente sbarco alleato in Sicilia. Heidrich decise di inviare sull'isola il suo miglior reggimento, il FJ.Rgt.3, per primo. La seconda unità fu il l'FJ.Mg.Btl.1 del Major Werner Schmidt, meglio conosciuto come "MG-Schmidt", e la terza fu il Fallschirm-Pionier-Bataillon 1. Queste tre unità, insieme al FJ.Rgt.4, parteciparono alla difesa del Ponte di Primosole sul fiume Simeto vicino a Catania, respingendo gli attacchi inglesi fino all'ordine di ritirarsi verso il nord dell'isola. La ritirata, dal 2 al 17 agosto, in campo aperto espose i paracadutisti ad attacchi quotidiani del nemico con pesanti perdite, fino al traghettamento sul continente. La 1.FJ.Div. fu l'ultima unità tedesca a lasciare la Sicilia.
Il 9 settembre 1943 gli alleati sbarcarono a Salerno. La 1.FJ.Div. del generale Heidrich riuscì a ritirarsi in buon ordine sulla costa orientale mentre l'intero 76.Panzerkorps sfuggì all'accerchiamento in Calabria. Davanti alle truppe alleate si trovava adesso la nuova linea difensiva tedesca, la "Linea Gustav", individuata come punto focale della resistenza tedesca.

Il 13 dicembre il FJ.Rgt.3 e il FJ.Pio.Btl.1 furono schierati dall'Oberst Heilmann a difesa della città di Ortona, attaccata dai canadesi, che si protrasse con furiosi combattimenti fino al 26 dicembre. Per il loro esemplare comportamento nella battaglia di Ortona quattro ufficiali dei Pionieri ricevettero la Croce Germanica in Oro. Dopo questa battaglia il battaglione venne stanziato a Roccasecca per riposo e ricostituzione, ma la 1° e la 3° compagnia furono subito impiegate nelle prime battaglie di Montecassino e le altre due trasferite sul campo nella fase finale della battaglia. Il 25 agosto 1944 la divisione dovette ritirarsi sulla linea Gotica, dislocando il FJ.Rgt.1 ad sinistra, il FJ.Rgt.3 al centro e il FJ.Rgt.4 a destra lungo una linea di circa 300 Km. che correva da La Spezia a Pesaro. Dopo Cassino la divisione aveva perso altri 1000 uomini tra cui 72 del FJ.Pio.Btl.1. Alla fine di agosto i canadesi attaccarono nel settore tenuto dalla divisione conquistando la collina 203 tenuta dal FJ.Pio.Btl.1, i cui uomini furono lasciati senza ordini dal loro comandante Ernst Fromming che si era sempre tenuto lontano dal fronte in tutte le precedenti battaglie, malgrado la sua Ritterkreuz al collo.

Il 12 settembre 1944 gli americani attraversarono l'Arno e  le due divisioni Fallschirmjaeger furono poste a difesa della ritirata verso Bologna delle altre divisioni sul Passo della Futa. Sebbene avessero la forza di un reggimento riuscirono a fermare gli americani per una settimana, dando modo a Kesselring di riorganizzare la sua XIV Armata.

Nel gennaio del 1945 la Divisione venne spostata sulla costa adriatica prendendo posizione sul fiume Senio, dove sostenne pesanti combattimenti difensivi. L'avanzata degli alleati riprese l'8 aprile 1945 e la divisione dovette ritirarsi oltre il fiume Po, inseguita dall'VIII Armata inglese. La resa delle truppe tedesche in Italia avvenne il 2 maggio 1945.

 

 

 

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