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Dicembre 1943. La Campagna
d'Italia è arrivata in Abruzzo e le truppe dell'VIII Armata britannica
si contendono ogni palmo di terreno con le forze tedesche a difesa del
lato orientale del fronte.
Le operazioni sono
difficili; il maltempo impera e la resistenza tedesca si poggia, oltre
che sulla ferrea volontà di non cedere da parte dei soldati di Hitler,
anche su una serie di ostacoli naturali quali fiumi, paesi fortificati e
un clima terribile.
L'avanzata delle truppe del
generale Montgomery rallenta, per poi fermarsi del tutto poco dopo la
caduta di Ortona, conquistata dopo un mortale gioco a rimpiattino per le
vie della città, dove sono annidati i Paracadutisti della 1. Divisione,
gli stessi che poco dopo si copriranno di gloria a Cassino.
In questo scenario, un
piccolo e interessante "cameo" ci è dato da questa serie di scatti presi
da un ignoto parà del Battaglione Pionieri tedesco, che nel tratto di
strada tra Tollo e Villa Grande immortala quella che penso sia l'opera
compiuta anche con il suo contributo: un ponte per permettere il
transito alle forze tedesche che di li a poco si sposteranno per nuove
fasi della Campagna. Il ponte, in onore del Comandante del Battaglione,
sarà intitolato con un cartello "Ponte di Fromming".
Nella colonna a lato potete
trovare i collegamenti per vedere le foto, oltre ad un'intervista ad un
paracadutista tedesco scovata su un interessante volume di storia
locale.
ERNST FROMMING
Nato
il 4 febbraio 1911 e arruolatosi nella Reichswehr nel 1930, Fromming
servì in varie unità di Pionieri fino al 1940. Trasferito nei
Paracadutisti, combatté a Creta, in Russia e in Italia.
Curioso un episodio che gli
capitò durante l’invasione dell’isola di Creta, quando per errore il suo
paracadute si aprì mentre Fromming era ancora a bordo del suo Junkers
JU-52.
Rifiutatosi di tornare alla
base con il velivolo (procedura standard in casi del genere), Fromming
eseguì comunque il lancio, arrivando a terra sano e salvo nonostante il
grandissimo rischio corso. Durante le operazioni in Sicilia dell’estate
1943, la sua unità fu accreditata di 146 ponti a manufatti distrutti e
più di 5.000 mine deposte.
Durante i combattimenti
nell’Emilia Romagna riuscì a costruire un ponte sul fiume Savio che
consentì agli automezzi e armi pesanti della 1. Divisione Paracaduti di
sganciarsi dal combattimento e per questo fu decorato con la Croce di
Cavaliere. Morì il 18 agosto 1959.
GENESI DEL FALLSCHIRM
PIONIER BATAILLON 1
La specialità dei Pionieri
Paracadutisti fu creata nel gennaio del 1940, quando un battaglione
denominato Fallschirm-Pionier-Bataillon 7 fu creato su cinque compagnie
(di cui una comando) ed assegnato alla 7.Flieger-Division.
Il suo primo comandante fu
l'Hauptmann Egon Liebach, che trasformò i "pionieri" in veri
paracadutisti, con un duro addestramento nella caserma di Dessau. Il
battaglione venne lanciato per la prima volta su Creta, atterrando lungo
la strada Chania-Alikianau. Qui sostenne aspri combattimenti con l'8°
Reggimento greco, appoggiato da forze civili. Successivamente il
battaglione fu in Russia, a Wyborgskaja, dove arrivò il 18.10.1941 dopo
11 giorni di trasferimento in treno. Il battaglione aveva subito alcune
perdite a Creta ed era stato completamente ricostituito.
La 3° compagnia fu subito
attaccata dai russi ma reagì facendo 300 prigionieri con sole due
perdite. Dopo questo battesimo del fuoco i pionieri si dedicarono a
rinforzare i bunker di difesa sul fiume Neva. Nel novembre del 1942 la
7.Fligerdivision venne dislocata a nord della linea ferroviaria tra
Smolensk e Witebsk, per rinforzare il 6.Armeekorps. Qui, il 25 marzo
1943, la 4° compagnia dei Pionieri sostenne il suo ultimo combattimento
in Russia, attaccando con i lanciafiamme la collina Knobloch. Il 28
marzo le posizioni dei Fallschirmjäger furono rilevate dall'Esercito.
La 7.Fligerdivision venne
trasferita in Francia a Nimes, dove venne rinominata
1.Fallschirm-Division subordinata all'XI.Fliegerskorps del Generale
Student, che ne affidò il comando al Generalleutnant Richard Heidrich.
Il Fallschirm-Pionier-Bataillon 7 divenne Fallschirm-Pionier-Bataillon 1
affidato all'Hauptmann Steiner dall'aprile 1943, dopo che Liebach era
stato nominato comandante del FJ.Rgt.8. L'8 luglio 1943 la divisione fu
messa in allarme per l'imminente sbarco alleato in Sicilia. Heidrich
decise di inviare sull'isola il suo miglior reggimento, il FJ.Rgt.3, per
primo. La seconda unità fu il l'FJ.Mg.Btl.1 del Major Werner Schmidt,
meglio conosciuto come "MG-Schmidt", e la terza fu il
Fallschirm-Pionier-Bataillon 1. Queste tre unità, insieme al FJ.Rgt.4,
parteciparono alla difesa del Ponte di Primosole sul fiume Simeto vicino
a Catania, respingendo gli attacchi inglesi fino all'ordine di ritirarsi
verso il nord dell'isola. La ritirata, dal 2 al 17 agosto, in campo
aperto espose i paracadutisti ad attacchi quotidiani del nemico con
pesanti perdite, fino al traghettamento sul continente. La 1.FJ.Div. fu
l'ultima unità tedesca a lasciare la Sicilia.
Il 9 settembre 1943 gli alleati sbarcarono a Salerno. La 1.FJ.Div. del
generale Heidrich riuscì a ritirarsi in buon ordine sulla costa
orientale mentre l'intero 76.Panzerkorps sfuggì all'accerchiamento in
Calabria. Davanti alle truppe alleate si trovava adesso la nuova linea
difensiva tedesca, la "Linea Gustav", individuata come punto focale
della resistenza tedesca.
Il 13 dicembre il FJ.Rgt.3 e
il FJ.Pio.Btl.1 furono schierati dall'Oberst Heilmann a difesa della
città di Ortona, attaccata dai canadesi, che si protrasse con furiosi
combattimenti fino al 26 dicembre. Per il loro esemplare comportamento
nella battaglia di Ortona quattro ufficiali dei Pionieri ricevettero la
Croce Germanica in Oro. Dopo questa battaglia il battaglione venne
stanziato a Roccasecca per riposo e ricostituzione, ma la 1° e la 3°
compagnia furono subito impiegate nelle prime battaglie di Montecassino
e le altre due trasferite sul campo nella fase finale della battaglia.
Il 25 agosto 1944 la divisione dovette ritirarsi sulla linea Gotica,
dislocando il FJ.Rgt.1 ad sinistra, il FJ.Rgt.3 al centro e il FJ.Rgt.4
a destra lungo una linea di circa 300 Km. che correva da La Spezia a
Pesaro. Dopo Cassino la divisione aveva perso altri 1000 uomini tra cui
72 del FJ.Pio.Btl.1. Alla fine di agosto i canadesi attaccarono nel
settore tenuto dalla divisione conquistando la collina 203 tenuta dal
FJ.Pio.Btl.1, i cui uomini furono lasciati senza ordini dal loro
comandante Ernst Fromming che si era sempre tenuto lontano dal fronte in
tutte le precedenti battaglie, malgrado la sua Ritterkreuz al collo.
Il 12 settembre 1944 gli
americani attraversarono l'Arno e le due divisioni Fallschirmjaeger
furono poste a difesa della ritirata verso Bologna delle altre divisioni
sul Passo della Futa. Sebbene avessero la forza di un reggimento
riuscirono a fermare gli americani per una settimana, dando modo a
Kesselring di riorganizzare la sua XIV Armata.
Nel gennaio del 1945 la
Divisione venne spostata sulla costa adriatica prendendo posizione sul
fiume Senio, dove sostenne pesanti combattimenti difensivi. L'avanzata
degli alleati riprese l'8 aprile 1945 e la divisione dovette ritirarsi
oltre il fiume Po, inseguita dall'VIII Armata inglese. La resa delle
truppe tedesche in Italia avvenne il 2 maggio 1945. |