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L'Associazione
Nazionale Marinai d'Italia (Sezione di Gaeta) e l'Associazione Culturale
Ricreativa "Regia Marina" di Gaeta, hanno organizzato una Mostra
Fotografica "I Marinai di Buchenwald", che si è tenuta presso il Club
Nautico di Gaeta in Piazza Carlo III dal 27 febbraio al 4 marzo 2012.
La mostra, che ha avuto uno sviluppo duplice (fotografica e di reperti),
ha inteso ricordare i sette marinai che
nel lontano 25 maggio 1945, individuarono la tomba anonima della
Principessa Mafalda di Savoia, nonna di Mafalda d'Assia.
Deportata a Buchenwald nel 1943, la Principessa Mafalda di Savoia dopo
essere stata ferita a seguito di un bombardamento aereo morì nel campo
di concentramento. Il suo corpo, completamente denudato, venne gettato
sul mucchio dei cadaveri del bombardamento, per essere cremato.
Il prete boemo del
campo, padre Tyl, ottenne, dopo molti sforzi, che il corpo
venisse sottratto alla cremazione. Il corpo di Mafalda fu quindi posto
in una bara di legno e seppellito in una fossa senza nome, ma solo il
numero 262. Sul registro dei morti fu indicato come "Eine enberkannte
fraue" (donna sconosciuta).
Trascorrono ancora alcuni mesi ed a guerra finita, un gruppo di marinai
di Gaeta, già prigionieri a Buchenwald, identificò la tomba e consegnò i resti di
Mafalda alla famiglia.
La
principessa Mafalda riposa ora nel piccolo cimitero degli Assia nel
castello di Kronberg in Taunus (Francoforte sul Meno). Coloro che
individuarono la tomba di Mafalda di Savoia furono i marinai di
Gaeta: Sottocapo segnalatore Magnani Corrado; Cannoniere Mitrano
Antonio; Marò Ruggieri Antonio di Itri; Fuochista Colaruotolo
Erasmo; cannoniere Pasciuto Erasmo; Marò Avallone Giosuè; Macchinista
Fusco Apostolo. Nel maggio del 2005 la Principessa Mafalda d’Assia,
accompagnata dal marito Aldo Brachetti Peretti, fece visita alla Città
di Gaeta dopo aver espresso il desiderio di conoscere personalmente quei
marinai (quelli ancora in vita almeno) che in quella circostanza, in un
clima di terrore ed indicibili sofferenze, barattarono del pane, della
farina ed alcuni marchi, per procurarsi una croce, delle catenelle ed
una lapide da collocare sulla tomba di Mafalda.
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