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IL FORTE TRE SASSI

Cronaca fotografica di una visita ad un interessantissimo museo della Grande Guerra, dove ad accogliere i visitatori e a fare da Cicerone c'era addirittura un Reenactor.

 

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Il Forte Tre Sassi o anche detto Forte Tra i Sassi (in tedesco Werk Tre Sassi, in ladino Fort 'ntra i sas) si trova presso il passo di Valparola, tra il passo Falzarego ovvero il bellunese e la Val Badia in Alto Adige. Posto tra il Sass de Stria e il Piccolo Lagazuoi. Il forte appartiene al grande comlpesso di fortificazioni austriache al confine italiano. Si ebbe inizio della costruzione del forte nel 1897, da parte dell'esercito austro-ungarico. I lavori si protrassero fino al 1901.

La funzione del forte era quella di respingere una possibile avanzata del Regio Esercito Italiano, che provenendo dalla Valle del Bòite (Cortina d'Ampezzo) o dalla Val Cordevole (Caprile) con l'obiettivo di proseguire verso la Val Badia, ovvero in Val Pusteria.

Il giorno 5 luglio 1915 il forte fu colpito da alcuni proiettili da 210 e 260 mm provenienti dalle 5 Torri, che causarono un cedimento della struttura del forte, che lo resero inutilizzabile e ne causarono l'evacuazione.

Nonostante il colpo subito, l'esercito austro-ungarico decise di illuminarlo sempre durante la notte del mese di luglio, in modo tale da rendere la fortezza un falso bersaglio per i nemici italiani. Al forte poteva essere alloggiata una guarnigione di 110 uomini con al comando 4 ufficiali.

 

IL MUSEO DELLA GRANDE GUERRA

Oggi presso il forte, dopo un appropriato restauro, sorge il Museo della Grande Guerra, che è di proprietà della regola di Cortina d'Ampezzo, ma è gestito dalla famiglia Lancedelli, la quale ha dato un valido aiuto all'allestimento della mostra perenne. Il museo ospita oltre che alle armi e agli equipaggiamenti dei soldati e del forte, anche alcuni oggetti di uso comune nel fronte dolomitico. Un particolare oggetto che è custodito dal forte è un vecchio proiettile da 305, sezionato in tre pezzi, che fu sparato da un mortaio Skoda posizionato in Armentarola, ovvero in val Badia.

Il colpo fu trovato non esploso dalla famiglia che cura il museo nella zona di Col dei Bois, nelle Tofane. Si può affermare che questo museo, assieme a tutti quelli all'aperto e non delle Dolomiti, va a formare il museo all'aperto della Grande Guerra. Nel corso del 2007-2008 è in atto un nuovo restauro del forte; i lavori hanno un costo stimato di 163.820.000 €, ed è appaltato dal comune di Cortina.

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