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All’indomani
dell’interessante, e a tratti commovente, documentario andato in onda
per la serie “La storia siamo noi” sulla battaglia di Stalingrado (una
produzione tedesca di qualche anno fa, con interviste ai pochi veterani
sopravvissuti, anche sovietici), ho pensato di vedere tra la mia
collezione di Soldbuch e Wehrpass di soldati tedeschi, se per caso ce ne
fosse stato qualcuno che aveva combattuto da quelle parti.
Premetto che dopo averli
acquisiti non ho mai fatto ricerche approfondite su nessuno tranne per
quelli già conclamati della campagna d’Italia, svariati tra la battaglia
di Cassino, lo sbarco di Anzio e la linea Gotica. Dopo aver constatato
che ne avevo alcuni di altre battaglie importanti, ad esempio Kursk,
Smolensk, Ardenne, Kurland etc.., analizzo per la prima volta il
soldbuch del sottufficiale Guido Mueller, da me acquisito nell’anno 1989
al mercatino di militaria tenutosi a Nettuno in occasione
dell’inaugurazione del Museo dello sbarco alleato, pagato poche lire
perché trapassato da parte a parte da una scheggia o proiettile, io
propendo per la seconda ipotesi, che ha ferito il suo possessore.
Il venditore mi disse che a
causa di ciò poteva abbattere (!) il prezzo del cimelio trovato da lui
stesso in un viaggio in Germania da un rigattiere ed unico documento di
un soldato tedesco in suo possesso ormai da alcuni anni.
A suo parere la sua cattiva
manutenzione non invogliava acquirenti che di solito preferivano quelli
tenuti meglio. Dopo aver velocemente calcolato che se fosse stato nuovo
invece sarei stato io a non guardarlo, che il prezzo era molto
conveniente, strinsi i tempi per acquistarlo, prima che si riprenda
dalla sbornia e cambi idea pensai. Inoltre sarebbe stato il mio primo
documento di un soldato tedesco della seconda guerra mondiale,
ripromettendomi un giorno di fare delle ricerche più approfondite sul
soldato, e rimase nella mia collezione da allora, senza arte ne parte,
almeno fino ad oggi.
Tornando alla mia odierna
ricerca il soldbuch in questione sembra a prima vista come se fosse
caduto in acqua perché sono evidenti i segni lasciati sulle pagine,
leggermente scolorite ma leggibili.
E’ molto vissuto e scritto,
infatti risulta arruolato nel settembre del 1939, la foto del soldato è
stata danneggiata dal proiettile ma risulta ben visibile e testimonia lo
sguardo attento di un giovane sottufficiale di 24 anni, all’epoca dei
fatti; nel retro ci sono delle macchie rosse, forse sangue, con
evidenziato il foro di entrata del proiettile.
Leggendo
attentamente all’interno ho potuto constatare che il 1 gennaio 1943 il
sottufficiale è stato chiamato a far parte del Kampfgruppe Goebel, un
gruppo da combattimento che, dalla ricerca effettuata tramite
l’enciclopedia multimediale Wikipedia mi ha dato la sorprendente
notizia: il gruppo da combattimento forte di 3000 uomini, è stato
impiegato durante la battaglia di Stalingrado a protezione di un
importante ponte sul Don, il suo comandante l’Hauptmann Goebel, decorato
con Croce di Cavaliere, ed i suoi uomini, tra cui il nostro Guido
Mueller, hanno resistito per settimane contro forze soverchianti
nemiche, annoverando tra le proprie file un numero impressionante di
Croci di Cavaliere!
Il Capitano Gobbel, sopravvissuto
alla guerra e deceduto nel 1993
Quindi oltre le mie più
rosee aspettative non solo ne avevo trovato uno ma addirittura di questo
calibro..!
Il nostro ragazzo rimane
seriamente ferito il 30 gennaio 1943 e, venendo così evacuato, si salva
dall’accerchiamento successivo della VI Armata. Farà parecchie entrate
ed uscite da vari ospedali a seguito delle ferite riportate, come
diligentemente riportato sul suo documento Inoltre risulta anche
decorato della Croce di Ferro di 2^classe e del distintivo per ferite
nero, a seguito degli eventi di Stalingrado. In seguito tornerà in
azione conseguendo il distintivo per ferita in argento. Le sue notizie
finiscono con l’ultima licenza fatta a casa, a Munster, dal 15 al 30
ottobre 1944. Non credo che dopo quella data in conseguenza delle ferite
riportate abbia potuto proseguire il servizio attivo.
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Uno Junkers Ju87 "Stuka"
su Stalingrado nelle fasi iniziali della battaglia
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Ci si prepara ad un'azione
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Fanteria tedesca al riparo
di un carro russo distrutto

Fanti russi attendono il
nemico tra le macerie della periferia di Stalingrado
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Un ufficiale tedesco alla
periferia di Stalingrado. Tra le mani ha un mitra Ppsh.41 catturato al
nemico.

Un soldato russo festeggia
la fine della battaglia |