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Un soldbuch pieno di storia

Giuseppe Tulli, sempre attivissimo nel campo della ricerca storica, mi invia questa storia che lo vede protagonista in prima persona.

 

 

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All’indomani dell’interessante, e a tratti commovente, documentario andato in onda per la serie “La storia siamo noi” sulla battaglia di Stalingrado (una produzione tedesca di qualche anno fa, con interviste ai pochi veterani sopravvissuti, anche sovietici), ho pensato di vedere tra la mia collezione di Soldbuch e Wehrpass di soldati tedeschi, se per caso ce ne fosse stato qualcuno che aveva combattuto da quelle parti.

Premetto che dopo averli acquisiti non ho mai fatto ricerche approfondite su nessuno tranne per quelli già conclamati della campagna d’Italia, svariati tra la battaglia di Cassino, lo sbarco di Anzio e la linea Gotica. Dopo aver constatato che ne avevo alcuni di altre battaglie importanti, ad esempio Kursk, Smolensk, Ardenne, Kurland etc.., analizzo per la prima volta il soldbuch del sottufficiale Guido Mueller, da me acquisito nell’anno 1989 al mercatino di militaria tenutosi a Nettuno in occasione dell’inaugurazione del Museo dello sbarco alleato, pagato poche lire perché trapassato da parte a parte da una scheggia o proiettile, io propendo per la seconda ipotesi, che ha ferito il suo possessore.

Il venditore mi disse che a causa di ciò poteva abbattere (!) il prezzo del cimelio trovato da lui stesso in un viaggio in Germania da un rigattiere ed unico documento di un soldato tedesco in suo possesso ormai da alcuni anni.

A suo parere la sua cattiva manutenzione non invogliava acquirenti che di solito preferivano quelli tenuti meglio. Dopo aver velocemente calcolato che se fosse stato nuovo invece sarei stato io a non guardarlo, che il prezzo era molto conveniente, strinsi i tempi per acquistarlo, prima che si riprenda dalla sbornia e cambi idea pensai. Inoltre sarebbe stato il mio primo documento di un soldato tedesco della seconda guerra mondiale, ripromettendomi un giorno di fare delle ricerche più approfondite sul soldato, e rimase nella mia collezione da allora, senza arte ne parte, almeno fino ad oggi.

Tornando alla mia odierna ricerca il soldbuch in questione sembra a prima vista come se fosse caduto in acqua perché sono evidenti i segni lasciati sulle pagine, leggermente scolorite ma leggibili.

E’ molto vissuto e scritto, infatti risulta arruolato nel settembre del 1939, la foto del soldato è stata danneggiata dal proiettile ma risulta ben visibile e testimonia lo sguardo attento di un giovane sottufficiale di 24 anni, all’epoca dei fatti; nel retro ci sono delle macchie rosse, forse sangue, con evidenziato il foro di entrata del proiettile.

Leggendo attentamente all’interno ho potuto constatare che il 1 gennaio 1943 il sottufficiale è stato chiamato a far parte del Kampfgruppe Goebel, un gruppo da combattimento che, dalla ricerca effettuata tramite l’enciclopedia multimediale Wikipedia mi ha dato la sorprendente notizia: il gruppo da combattimento forte di 3000 uomini, è stato impiegato durante la battaglia di Stalingrado a protezione di un importante ponte sul Don, il suo comandante l’Hauptmann Goebel, decorato con Croce di Cavaliere, ed i suoi uomini, tra cui il nostro Guido Mueller, hanno resistito per settimane contro forze soverchianti nemiche, annoverando tra le proprie file un numero impressionante di Croci di Cavaliere!

 

Il Capitano Gobbel, sopravvissuto

alla guerra e deceduto nel 1993

 

Quindi oltre le mie più rosee aspettative non solo ne avevo trovato uno ma addirittura di questo calibro..!

Il nostro ragazzo rimane seriamente ferito il  30 gennaio 1943 e, venendo così evacuato, si salva dall’accerchiamento successivo della VI Armata. Farà parecchie entrate ed uscite da vari ospedali a seguito delle ferite riportate, come diligentemente riportato sul suo documento Inoltre risulta anche decorato della Croce di Ferro di 2^classe e del distintivo per ferite nero, a seguito degli eventi di Stalingrado. In seguito tornerà in azione conseguendo il distintivo per ferita in argento. Le sue notizie finiscono con l’ultima licenza fatta a casa, a Munster, dal 15 al 30 ottobre 1944. Non credo che dopo quella data in conseguenza delle ferite riportate abbia potuto proseguire il servizio attivo.

 

 

 

 

Uno Junkers Ju87 "Stuka" su Stalingrado nelle fasi iniziali della battaglia

 

Ci si prepara ad un'azione

 

Fanteria tedesca al riparo di un carro russo distrutto

 

Fanti russi attendono il nemico tra le macerie della periferia di Stalingrado

 

Un ufficiale tedesco alla periferia di Stalingrado. Tra le mani ha un mitra Ppsh.41 catturato al nemico.

 

Un soldato russo festeggia la fine della battaglia

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