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Bomba a mano a S.Elia

Ennesimo ritrovamento di un ordigno bellico, stavolta a Portella, frazione di Sant'Elia Fiumerapido.

 

 

 

La bomba a mano rinvenuta nella frazione di Portella prima della sua neutralizzazione da parte degli Artificieri di Roma

 

Una vista di Sant'Elia Fiumerapido.

Paura per una bomba della Seconda Guerra mondiale rinvenuta in località Portella. Ieri sono intervenuti gli artificieri di Roma, i quali hanno provveduto a far brillare l'ordigno.

Si è conclusa così una settimana di disagi in via Stretta, una strada comunale in una zona rurale ma densamente abitata. Nei giorni scorsi infatti, dopo i lavori di manutenzione e pulizia laterale della strada da parte degli operai comunali, alcuni cittadini avevano avvistato l'ordigno. Si trattava di una bomba a mano di fabbricazione americana (una Mk.2, generalmente chiamata "Ananas") ritenuta molto pericolosa.

Segnalata alle Autorità, tempestivamente il Comune ha provveduto alla messa in sicurezza della strada con un'apposita ordinanza.
Sono pertanto intervenuti gli Agenti della Polizia Municipale guidati dal comandante Volante, che hanno transennato la via, rimasta quindi chiusa per quasi tutta la settimana sia al traffico veicolare che a quello pedonale.

Sul posto sono intervenuti anche i Carabinieri della stazione di Sant'Elia, guidati dal comandante Costantino Zona della Compagnia di Cassino.

Ieri mattina quindi, verso le 10,30, gli artificieri giunti da Roma hanno provveduto alla rimozione dell'ordigno e al suo brillamento presso una cava dismessa. A loro detta la bomba era potenzialmente pericolosa.

A destare preoccupazione dei residenti e dei cittadini anche il triste ricordo dei drammatici fatti che video nel 1978 la morte di due bambini proprio a Portella per lo scoppio di un ordigno della Seconda Guerra mondiale.

 

Il secondo conflitto mondiale coinvolse direttamente il centro e il territorio di Sant’Elia Fiumerapido, in quanto si trovava lungo la linea Gustav predisposta dai Tedeschi per sbarrare il passaggio all'esercito degli Alleati che risalivano la penisola.

Il calvario dei Santeliani cominciò la notte del 19 luglio 1943 con il bombardamento dell'aeroporto di Aquino. Nel corso della guerra le famiglie furono costrette a sfollare e si rifugiarono sui colli circostanti, cercarono riparo nelle grotte o nei ricoveri scavati nella roccia, nella frazione di Valleluce, negli anfratti esistenti lungo il Canale. Il primo bombardamento aereo si ebbe l'8 dicembre. 

I Tedeschi trovarono su Monte Cifalco la collocazione ideale per le loro postazioni, alcune tuttora visibili.

Nel territorio di Sant’Elia Fiumerapido operarono i francesi, soprattutto lungo il vallone di Portella, il Secondo Corpo Polacco e il Decimo Corpo Inglese.

Dopo la conquista di Montecassino da parte dei soldati Polacchi, il 18 maggio 1944, i Santeliani tornarono mestamente nel paese distrutto e ricominciarono con coraggio la ricostruzione. La guerra lasciò come retaggio la malaria, la scabbia, i pericolosi residuati bellici. Le vittime di tale sciagura furono 350 civili, 50 militari e 116 feriti.

 

 

 

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