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Il 28 luglio u.s. si è spento Nicola Pignato. Per noi
appassionati di mezzi corazzati italiani è un brutto evento.
Forse sono pochi i cultori di storia militare italiana
che non conoscono Nicola Pignato ma ritengo sia opportuno evidenziare la
statura di questo studioso. Negli anni 60-70 Nicola Pignato, udinese di
nascita e poi professore in un Liceo di Taranto, incominciava a farsi
notare per diversi suoi interventi sui periodici di Militaria dell’epoca
oltre che in diverse pubblicazioni modellistiche.
Nel 1976 collabora alla realizzazione della “Storia dei
mezzi corazzati” un’opera in 90 dispense della F.lli Fabbri Editori,
che, come la analoga e precedente Storia dell’aviazione sempre della
F.lli Fabbri, ebbe un successo a dir poco straordinario: i fascicoli
settimanali venivano venduti ad una media di circa 50 mila copie!
E’ dello stesso periodo la realizzazione da parte del
Prof. Pignato dell’Atlante dei Mezzi corazzati edito da Albertelli e la
sua collaborazione al periodico “Storia Modellismo: nel tempo, i suoi
studi, frutto di approfondite ricerche condotte con cipiglio
scientifico, ne hanno fanno un punto di riferimento imprescindibile per
chi si interessa della storia delle formazioni corazzate italiane.
Nel 1980 collabora alla serie Eserciti del XX secolo
edita dalla Curcio e pubblica diversi articoli sulla prestigiosa RID –
Rivista Italiana Difesa. Nel febbraio 1989 il Prof. Pignato pubblica a
Taranto una monografia dal titolo “Dalla Libia al Libano”, opera nella
quale si parla forse per la prima volta non solo dei corazzati italiani
della seconda guerra mondiale ma anche di quelli del dopoguerra: anche
questa pubblicazione riscuote un notevole successo di vendite e viene
premiata con il 1° Premio Montecuccoli.
Seguono diverse altre pubblicazioni come le monografie
edite dal Gruppo Modellismo Trentino e da Storia Militare, nonché il
trasferimento a Roma dove dal 1998 il prof. Pignato, insieme con Filippo
Cappellano, collabora con l’ufficio Storico dello Stato Maggiore
dell’Esercito Italiano, realizzando opere in più volumi sugli automezzi
e sugli autoveicoli da combattimento dell’Esercito Italiano; addirittura
l’Enciclopedia Treccani gli ha affidato il compito di redigere le
principali voci militari…e tutto questo è “solo” la bibliografia
italiana: sono infatti innumerevoli le sue opere in inglese.
Disse di lui il generale Alberto Ficuciello (a suo tempo fra l’altro
Comandante NATO del Teatro Centro Meriodionale europeo) nella
presentazione di “A century of italian armored cars”,
il maggiore storiografo italiano dell’evoluzione tecnologica e
dottrinale delle truppe corazzate” italiane
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