|
E'
stato presentato a Roma, presso l'Istituto di Cultura polacco a Roma, il
volume di Marco Patricelli "Il Volontario" (leggi
qui la recensione su questo sito), storia
di
un intellettuale polacco, ufficiale di cavalleria, Witold
Pilecki, fondatore di un esercito clandestino antihitleriano, che nel
1940 affronta una missione che appare una follia: creare una rete di
resistenza e di mutua assistenza all'interno e all'esterno del lager e
far filtrare il resoconto di quello che accade.
In due anni e mezzo riesce a creare un'organizzazione di
circa 2.000 persone infiltrate.
Nel 1943 evade, combatte durante l'insurrezione di
Varsavia del 1944 e cade prigioniero fino alla fine della guerra.
Nel
corso della Presentazione, condotta dal noto giornalista Bruno Giordano,
Patricelli è stato insignito dell'Onorificenza polacca "Bene Merito", il
cui attestato reca la firma del Ministro degli Esteri polacco Radoslaw
Sikorski. E' la prima volta che questo importante riconoscimento viene
conferito ad un cittadino italiano.
A Marco,
recentemente apparso anche nel documentario "Liberate il Duce",
andato in onda su RAI 3 STORIA da poco, vada quindi tutto il mio
personale plauso e quello di tutti gli appassionati di Storia.
Colgo
inoltre l'occasione per ricordare alcune sue altre opere, tutte molto
belle e di notevole interesse storico e militare:
"Liberate il Duce". La vera
storia dell'Op. Quercia
Ed Mondadori
"La Stalingrado d'Italia"
(su Ortona)
Ed Utet
"Settembre 1943. I giorni
della vergogna"
Ed Laterza
"L'Italia sotto le bombe.
1940-1945"
Ed Laterza
ULTIMA ORA
Mentre questo articolo va
on-line, mi giunge dall'amico Andrea Di Marco la notizia che "Il
Volontario" (Ed. Laterza) ha vinto il Premio "Acqui Terme" per la
Saggistica, il quale sarà consegnato il prossimo 23 di ottobre.
Nell'importante rassegna, il
volume di Marco Patricelli era in lizza con
"Storia della Destra" di
Adalberto Baldoni (Vallecchi), "Tre giorni nella storia d' Italia" di
Ernesto Galli della Loggia (il Mulino), "I lupi e gli Agnelli" di Gigi Moncalvo (Vallecchi),
e "L'inventore del trasformismo" di Nico Perrone (Rubbettino) |