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Memorial Day a Nettuno

Claudio Morino invia il suo reportage della toccante cerimonia svoltasi presso il Cimitero Militare americano di Nettuno

 

 

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Il 30 maggio 2011 si è celebrato il Memorial Day al cimitero americano di Nettuno. Il cimitero raccoglie i militari statunitensi caduti in territorio italiano nella seconda guerra mondiale a partire dallo sbarco in Sicilia del 1943, lo sbarco di Salerno, i combattimenti per la Winter Line e Cassino, lo sbarco di Anzio e la presa di Roma. Ma il Memorial Day è dedicato a tutti caduti di tutti le guerre. A Nettuno, un grande spazio ben curato e gestito in modo esemplare accoglie tante croci di soldati, tra cui moltissimi e troppi sono giovani e giovanissimi ma tutti caduti per un ideale in cui credevano ed acui dobbiamo tutti dire grazie se oggi riusciamo a vivere la nostra vita.

All’evento erano presenti autorità civili (sottosegretario alla Difesa Cossiga, la presidente della regione Lazio Renata Polverini, i sindaci di Anzio e Nettuno).

Di spicco la presenza dell’ambasciatore americano a Roma e quella del Comandante (USA) de l comando navale del Sud Europa (COMNAVSOUTH). Molte le autorità militari italiane compresa la presenza di un picchetto armato interforze (esercito marina Aeronautica e carabinieri) e la gradita presenza della Banda del Comando artiglieria Controaerei di Sabaudia.

Il ricordo dei caduti ha richiamato anche la presenza degli ormai sempre meno veterani. Un reduce della  1st Special Service Force,  un reduce dell36 divisione di fanteria USA “Texas”, un reduce della 4ª fallschirmjager division. Proprio quest’ultimo è stato protagonista di due giorni di ricordi.

Wilhelm Millonigg  è il veterano oggetto di questo articolo. Un ufficiale della Luftwaffe, all’epoca sottotenente appartenente alla 3^ kompanie, 10 regiment, 4^ fallschirmjager division sul fronte di Anzio nel 1944. La divisione era comandata dal Gen. Trettner ed il reggimento dall'Oberst Fuchs.

Il nostro Wilhelm era già stato ad Anzio a gennaio durante le celebrazioni per l’anniversario dello sbarco. In quell’occasione aveva portato la sua bella giacca da Ufficiale Luftwaffe. Qualche giorno fa mi ha contattato in considerazione della profonda conoscenza delle zone del campo di battaglia di Anzio e dintorni chiedendomi di visitare e ritrovare i luoghi dove aveva combattuto. Così Domenica mattina il sottoscritto, Wilhelm e accompagnato dalla Jeep degli amici Silvia e Fabrizio, siamo andati al fronte di Anzio Beachhead - Fosso della Moletta. 

Wilhelm era molto eccitato e contento di essere lì perché nessuno prima era stato in grado di portarlo veramente sul posto giusto. Stavolta avevo fatto centro. Dopo qualche occhiata alle mie mappe dei posti oggetto di combattimenti trovammo il posto. Era proprio quello che lui cercava. Solo la casa comando che lui ricordava era ormai “sepolta” in mezzo a tante nuove abitazioni. Wilhelm senza ausilio di strumenti alcuni ha potuto anche trovare qualche scheggia e qualche pezzo  d’epoca arrugginito dal tempo.  La sua vitalità ed agilità nel bosco ha impressionato tutti (92 anni). La mattinata si è conclusa al porto di Anzio davanti ad un piatto di pesce tipico della cittadina costiera.

Oltre al Battlefield tour, obiettivo del Sig. Millonigg era anche quello di presenziare al memorial day di Lunedì 30 maggio. Alle 10.00 in punto era lì scattante insieme ad un pugno di altri veterani alleati.  La cosa più bella è stata vedere con quale familiarità, affetto ed amicizia si sono ritrovati i nemici di ieri e fratelli di oggi.

Da lontano Wilhelm ha visto il nostro Alfredo Rinaldi (all’epoca aggregato allaV armata)….”Alfredo…” ha gridato, attirando l’attenzione (e le foto) di tutti i presenti. Poi un abbraccio caloroso tra i due. La cerimonia è stata poi formale ma significativa, suggellata da una salva d’onore a salve da parte di un picchetto dell’esercito Italiano.

Grazie Wilhelm, grazie ai ragazzi del ’44, grazie ai caduti di ogni nazione e di ogni battaglia e grazie anche agli oltre 3.000 soldati USA che ancora non hanno una croce ma solo un nome scritto in un sacrario in un bel cimitero posto a migliaia di chilometri dalle loro case.

Di Claudio MORINO e foto di Francesco PETRILLI.

 

 

 

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