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Un monumento alle "Fraschette"

Un bando per realizzare un monumento in ricordo di chi è stato internato nel campo di concentramento in località "Fraschette".

 

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(grazie ad Antonio Santamaria per le foto)

 

L'Associazione Nazionale Partigiani Cristiani ha recentemente pubblicato un avviso, finanziato dalla Regione Lazio, per la realizzazione di una stele o di un monumento a ricordo degli internati e delle vittime del campo di concentramento "Le Fraschette" di Alatri.

La memoria di chi ha vissuto quei luoghi dovrà essere rappresentata da una creazione artistica: il bando è rivolto prevalentemente ai giovani, agli studenti dei Licei Artistici, degli Istituti d'Arte e delle Accademie delle Belle Arti, agli iscritti alle facoltà di Architettura e Ingegneria del Lazio.

Grande è il valore di testimonianza storica del campo "Le Fraschette", che era stato progettato per accogliere prigionieri di guerra e soltanto in un secondo tempo venne adibito all'internamento di civili deportati.

Il campo "Le Fraschette", dopo la Seconda Guerra mondiale fu utilizzato per ospitare i cittadini italiani espulsi dalla Libia, dalla Tunisia e dall'Egitto e rimase in funzione fino agli anni '70

Il titolo del progetto è "La memoria degli internati e delle vittime del campo di concentramento di Alatri".

I partecipanti dovranno provvedere all'elaborazione grafica del bozzetto di una stele o di un monumento. Tale elaborato, unitamente alla domanda di partecipazione redatta esclusivamente secondo uno schema allegato al bando, dovrà pervenire alla sede provinciale  operativa dell'ANPAC ad Alatri.

 

IL CAMPO "LE FRASCHETTE"

Il Campo delle Fraschette fu un campo di internamento istituito nel 1941 dalle autorità militari del regime fascista nel territorio di Alatri, in località Fraschette.

Entrò in funzione il 1° ottobre 1942 e rimase attivo fino al 19 aprile 1944. Benché progettato per ospitare prigionieri di guerra, finì per diventare luogo di internamento di civili per lo più slavi e greci, e delle altre popolazioni direttamente in guerra con l'Italia.

Inizialmente accolse 780 persone di origine anglo-maltese. Prima della fine del 1942 giunsero dall'isola di Meleda, in Dalmazia, altre 2300 persone.

All'inizio del 1943 si toccarono le 5500 unità con l'aggiunta di Croati, Montenegrini, Albanesi e tripolini italiani.

 A seguito dell’avanzata degli Alleati dal sud della Penisola vennero trasportati a Le Fraschette alcune decine di confinati politici che precedentemente si trovavano nell’isola di Ustica. Molti erano bambini, le baracche sovraffollate ed elevata la mortalità.

Dopo l’8 settembre1943 il campo non ebbe più sorveglianza esterna. Iniziarono i saccheggi e le distruzioni. I Tedeschi operarono rastrellamenti in cerca dei giovani del campo.

Il 22 febbraio 1944 venne impartito il primo ordine di partenza per gli internati rimasti nel campo. In quell’occasione i Tedeschi arrestarono 7 soldati inglesi nascosti nelle baracche.

Il 23 febbraio un bombardamento alleato procurò 7 morti ed alcuni feriti. La sera del 25 febbraio dalla piazza Santa Maria Maggiore di Alatri il primo gruppo di internati partì alla volta di Roma. La loro destinazione finale era il campo di Fossoli, presso Carpi, dove giunsero il 2 marzo 1944.

Le situazioni igieniche erano pessime, in parte legate al sovraffollamento, in parte legate alla precarietà della struttura costruita in grande fretta; anche le autorità civili e militari che gestivano le 174 baracche si macchiarono di furti ed abusi sugli internati.

Esistono però anche testimonianze positive sul comportamento dei poliziotti italiani, ad esempio quella di un maltese tripolino

Su questa situazione critica intervenne anche monsignor Edoardo Facchini, vescovo di Alatri, che si prese a cuore la sorte dei prigionieri, in particolare delle molte donne e bambini che erano ospitati alle Fraschette.

Nel dopoguerra le strutture vennero riconvertite per dare momentanea accoglienza ai profughi italiani di Istria, Dalmazia ed Africa.

 

 

 

 

 

 

Il Campo "Le Fraschette" nel 1944

 

"Le Fraschette" così come si presentava nel 1950

 

 

Sopra, nelle due foto a colori: il campo "Le Fraschette" come si presenta oggi.

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