|
L'Associazione
Nazionale Partigiani Cristiani ha recentemente pubblicato un
avviso, finanziato dalla Regione Lazio, per la realizzazione di
una stele o di un monumento a ricordo degli internati e delle
vittime del campo di concentramento "Le Fraschette" di Alatri.
La memoria di chi ha
vissuto quei luoghi dovrà essere rappresentata da una creazione
artistica: il bando è rivolto prevalentemente ai giovani, agli
studenti dei Licei Artistici, degli Istituti d'Arte e delle
Accademie delle Belle Arti, agli iscritti alle facoltà di
Architettura e Ingegneria del Lazio.
Grande è il valore
di testimonianza storica del campo "Le Fraschette", che era
stato progettato per accogliere prigionieri di guerra e soltanto
in un secondo tempo venne adibito all'internamento di civili
deportati.
Il campo "Le
Fraschette", dopo la Seconda Guerra mondiale fu utilizzato per
ospitare i cittadini italiani espulsi dalla Libia, dalla Tunisia
e dall'Egitto e rimase in funzione fino agli anni '70
Il titolo del
progetto è "La memoria degli internati e delle vittime del campo
di concentramento di Alatri".
I partecipanti
dovranno provvedere all'elaborazione grafica del bozzetto di una
stele o di un monumento. Tale elaborato, unitamente alla domanda
di partecipazione redatta esclusivamente secondo uno schema
allegato al bando, dovrà pervenire alla sede provinciale
operativa dell'ANPAC ad Alatri.
IL CAMPO "LE
FRASCHETTE"
Il Campo delle
Fraschette fu un campo di internamento istituito nel 1941 dalle
autorità militari del regime fascista nel territorio di Alatri,
in località Fraschette.
Entrò in funzione
il 1° ottobre 1942 e rimase attivo fino al 19 aprile 1944.
Benché progettato per ospitare prigionieri di guerra, finì per
diventare luogo di internamento di civili per lo più slavi
e greci, e delle altre popolazioni direttamente in guerra con
l'Italia.
Inizialmente accolse
780 persone di origine anglo-maltese. Prima della fine
del 1942 giunsero dall'isola di Meleda, in Dalmazia, altre 2300
persone.
All'inizio del 1943
si toccarono le 5500 unità con l'aggiunta di Croati,
Montenegrini, Albanesi e tripolini italiani.
A seguito
dell’avanzata degli Alleati dal sud della Penisola vennero
trasportati a Le Fraschette alcune decine di confinati politici
che precedentemente si trovavano nell’isola di Ustica. Molti
erano bambini, le baracche sovraffollate ed elevata la
mortalità.
Dopo l’8
settembre1943 il campo non ebbe più sorveglianza esterna.
Iniziarono i saccheggi e le distruzioni. I Tedeschi operarono
rastrellamenti in cerca dei giovani del campo.
Il 22 febbraio 1944
venne impartito il primo ordine di partenza per gli internati
rimasti nel campo. In quell’occasione i Tedeschi arrestarono 7
soldati inglesi nascosti nelle baracche.
Il 23 febbraio un
bombardamento alleato procurò 7 morti ed alcuni feriti. La sera
del 25 febbraio dalla piazza Santa Maria Maggiore di Alatri il
primo gruppo di internati partì alla volta di Roma. La loro
destinazione finale era il campo di Fossoli, presso Carpi, dove
giunsero il 2 marzo 1944.
Le situazioni
igieniche erano pessime, in parte legate al sovraffollamento, in
parte legate alla precarietà della struttura costruita in grande
fretta; anche le autorità civili e militari che gestivano le 174
baracche si macchiarono di furti ed abusi sugli internati.
Esistono però anche
testimonianze positive sul comportamento dei poliziotti
italiani, ad esempio quella di un maltese tripolino
Su questa situazione
critica intervenne anche monsignor Edoardo Facchini, vescovo di Alatri,
che si prese a cuore la sorte dei prigionieri, in particolare
delle molte donne e bambini che erano ospitati alle Fraschette.
Nel dopoguerra le
strutture vennero riconvertite per dare momentanea accoglienza
ai profughi italiani di Istria, Dalmazia ed Africa.
|