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Erano 548 le croci di
cemento bianco delle dimensioni di metri 1,20 x 0,60, con targhetta
metallica recante le generalità del caduto, quelle che fino al 31
ottobre 1959 individuavano all'interno del cimitero comunale di Ortona
il reparto dei militari tedeschi caduti nell'inverno del 1943.
Per le generazioni di quanti
hanno vissuto quelle vicende belliche e di coloro che sono nati nel
decennio successivo, tale presenza ha rappresentato una tolleranza
contrastante con i diversi sentimenti provati da chi aveva perso i
propri affetti ed i beni materiali proprio per colpa di una guerra
combattuta casa per casa e voluta dagli stessi tedeschi.
Per me, nato nella metà
degli anni '60 la riscoperta di tale notizia ha suscitato grande
meraviglia e curiosità miste alla significativa circostanza che proprio
quello stesso cimitero è stato l'ultimo baluardo difensivo dei
paracadutisti tedeschi prima di abbandonare la città.
Dall'analisi della ricca
documentazione gelosamente conservata fino al 1994 presso il cimitero di
Ortona e messami gentilmente a disposizione dal custode dell'epoca,
Gabriele Costanzo, ebbi modo di localizzare la posizione di tale reparto
individuato in quel tratto che si affaccia sulla strada statale verso il
mare, subito dopo le scale che dalla monumentale struttura con archi
(Sacrario), porta verso la prima zona d'espansione, negli anni 1960-70,
del cimitero comunale.
Diversi elenchi redatti in
periodi diversi che individuavano il nominativo del caduto, la data e il
luogo di nascita, la matricola, il reparto di appartenenza, la data
della morte ed il luogo della sepoltura.
Il lavoro di sistemazione
delle salme dei caduti tedeschi nel cimitero di Ortona, già iniziato
subito dopo i combattimenti, venne organizzato in maniera definitiva nel
giugno del 1948 su indicazioni del Ministero della Difesa italiano -
Ufficio Centrale Cure Onoranze Salme Caduti di Guerra, con l'ausilio di
un funzionario tedesco, tale Kurt Hielscher.
Nel corso di questi
sessant'anni numerosi sono stati i ritrovamenti di resti umani
attribuiti a caduti tedeschi nelle campagne e nella cinta urbana:
l'ultimo risale al 16 aprile 1991, quando a seguito di alcuni lavori
edili al centro, sono stati individuati i miseri resti del caporal
maggiore Hubert Pogrzeba, nato il 18 febbraio 1913, appartenente alla
14ª Compagnia mitragliatrici del 497 battaglione Granatieri della
riserva. L'identificazione è stata possibile grazie alla presenza della
piastrina di identificazione.
Negli anni molte richieste
sono giunte all'Amministrazione di ortona da parte dei familiari dei
militari che risultavano ancora dispersi. Tra queste, una lettera datata
29 marzo 1949 a firma Hans Gocking, che sollecitava la risposta ad una
precedente missiva , in nome di una vedova, per conoscere le sorti del
proprio figlio, caduto o disperso e forse sepolto ad Ortona. Tale
convinzione era nata a fronte di una dichiarazione di un commilitone il
quale, tornato dalla prigionia, aveva dichiarato che il giovane era
stato ferito alla testa nei combattimenti nelle strade della città il 23
dicembre del 1943. Il militare si chiamava Ernst Neuper ed era nato in
Baviera nel 1924.
La lettera, corredata da una
fotografia, si conclude: "Si suppone pure che sia forse smemorato
(...). Vi sarei molto grato se voleste rispondermi perchè sua madre mi
domanda già varie volte sull'esito della mia ricerca".
La risposta è datata 23
aprile 1949 e conferma il seppellimento del militare ad Ortona, nella
tomba numero 329: era un caporale paracadutista del II Battaglione 3.
Reggimento paracadutisti: i protagonisti della battaglia di Ortona.
Al fine di evitare
spiacevoli commenti sfavorevoli e dannosi al nostro Paese, le Autorità
trasmettevano spesso circolari e missive al Comune di Ortona per
chiedere di conoscere lo stato di manutenzione di questi luoghi,
disponendo anche le modalità in cui doveva essere assicurata la
manutenzione delle tombe.
Dal 1957, in seguito agli
accordi tra Repubblica Federale Tedesca e Repubblica Italiana, si
riconosceva direttamente alla Volksbund Deutsche Kriegsgraberfursorge
(l'Ente preposto per le onoranze ai caduti germanici), il compito di
aiutare i congiunti nella ricerca delle tombe dei caduti, a far
depositare fiori, ad eseguire le fotografie ad accompagnare i congiunti
sui luoghi della sepoltura.
Tale Ente, ancora operativo,
ha contribuito alla costruzione di molti cimiteri di guerra, tra cui
quello di Cassino, inaugurato il 3 giugno 1961 che raccoglie le spoglie
di 20,047 soldati germanici caduti nell'Italia del sud (Sicilia
esclusa).
Anche i caduti di
Ortona, dopo essere stati esumati dal cimitero comunale alla fine del
1959, oggi riposano a Cassino. Ad Ortona e nel territorio fino al giugno
1944, i militari tedeschi caduti sono stati oltre le ottocento unità;
per molti di loro, grazie al piastrino di riconoscimento e alla pietosa
opera di recupero, è stato possibile individuare l'identità e l'ultima
dimora come sola consolazione per quei padri, madri, fratelli e sorelle
che li avrebbero perduti per sempre. |