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LA BATTAGLIA D'INGHILTERRA

 

 

 

 

Dopo l'evacuazione britannica di Dunkerque e la resa francese del giugno 1940, i tedeschi erano incerti sulla mossa successiva. Hitler credeva che la guerra fosse di fatto finita e che i sudditi di Sua Maestà, sconfitti sul continente, avrebbero cercato un accordo entro breve tempo.

Le sue aspettative furono frustrate dall'intransigenza britannica. Sebbene ci fosse una corrente di pensiero, nell'opinione pubblica e nella classe politica, favorevole ad una pace negoziata con la Germania, il Primo Ministro Winston Churchill rifiutò di prendere in considerazione l'ipotesi di un armistizio con i nazisti.

Il suo abile uso della retorica riuscì a rafforzare nell'opinione pubblica il rifiuto di una soluzione pacifica e preparò i britannici ad una lunga guerra. Nel suo discorso del 18 giugno 1940 alla Camera dei Comuni, affermò: "Quella che il generale Weygand ha chiamato la battaglia di Francia è finita. Mi aspetto ora che stia per iniziare la battaglia d'Inghilterra".

Il rifiuto delle proposte di pace tedesche da parte britannica fu netto. Nel tentativo di terminare la guerra ad occidente e di spingere il governo di Londra a trattare la pace, il 16 luglio Hitler ordinò di preparare un piano d'invasione delle isole Britanniche.

Il piano fu preparato dall'OKW (lo stato maggiore delle forze armate). L'operazione, battezzata (Seelöwe -Leone Marino-), venne pianificata per la metà settembre 1940 e prevedeva sbarchi lungo la costa meridionale dell'Inghilterra, appoggiati da lanci di paracadutisti nell'entroterra. I preparativi dovevano essere completati entro la metà di agosto.

L'operazione Leone Marino era un progetto gravemente carente: soffriva di mancanza di risorse (specialmente navi per il trasporto truppe e materiali, per non parlare dei mezzi da sbarco) e di gravi divergenze tra la Marina e l'Esercito.

Con la minacciosa presenza della Royal Navy ad un sol giorno di navigazione dalla Manica, sembra, col senno di poi, molto improbabile che il piano avrebbe mai potuto funzionare. Su una cosa tutti i servizi tedeschi concordavano: era irrealizzabile se prima la Luftwaffe non conquistava la superiorità aerea.

Col predominio nei cieli, la Royal Navy poteva essere distrutta e le difese terrestri sconfitte. Così, il primo compito da assolvere era la distruzione della Royal Air Force (RAF) come forza combattente. Venne perciò ideato un piano per attaccare gli aeroporti

ed i centri di produzione aeronautica.

Il comandante della Luftwaffe, Reichmarshall Hermann Göring, battezzò il piano Adlerangriff (Attacco dell'Aquila) e l'inizio delle operazioni fu stabilito per l'11 agosto 1940 (Adlertag, giorno dell'aquila) con un attacco in forze.

L'Adlertag fu preceduto da un mese di attacchi ai convogli in navigazione lungo la Manica. Questo periodo, chiamato dai tedeschi Kanalkampf (battaglia del Canale), fu usato come occasione per saggiare le difese della RAF ed attirare i suoi caccia in combattimento. La RAF data l'inizio della battaglia con i primi attacchi ai convogli: il 10 luglio 1940.

 

 

 

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