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La "verde canneto"

Fu una delle uniformi più apprezzate dalle forze armate tedesche della Seconda Guerra mondiale, data la sua leggerezza e la sua praticità d'uso. E' oggi uno dei capi più a buon mercato nel campo del collezionismo di militaria.

   

Una "verde canneto" primo tipo, con tasche a soffietto e pattine a punta.

 

Il secondo modello, privo di soffietti alle tasche.

 

Il terzo e ultimo modello della "verde canneto". Come si può notare, le tasche sono del tipo senza soffietto e con la pattina di chiusura dritta, come per le M.43 in panno.

 

La giacca leggera "Drillich" (o H.B.T. Herring Bone Twill, per dirla all'anglosassone) fu introdotta per la prima volta in servizio il 1° aprile del 1933, ma era ben lontana dall'indumento da combattimento che siamo abituati a vedere addosso ai militari tedeschi nel periodo bellico.

Innanzitutto era un capo studiato e realizzato come uniforme da fatica e per il servizio in caserma, nonché per l'addestramento basico al combattimento.

Solitamente era prodotta in colore bianco o neutro, i primi tipi addirittura senza tasche (successivamente ebbero due tasche inferiori prive di pattina). Non portava né gradi, né emblemi di nazionalità (aquila) e tantomeno spalline.

I bottoni erano fissati attraverso degli anelli a forma di "S" che si fissavano in un foro della stoffa all'interno della giacca.

A fronte della favorevole accoglienza da parte delle truppe, il 12 febbraio 1940 fu realizzata la colorazione del tessuto in verde (da qui la denominazione di "verde canneto", donatagli anche dal particolare tessuto spigato in cui era costruita) e ordinata la produzione di massa per le truppe al fronte.

Il primo modello era in tutto e per tutto simile nel taglio all'uniforme M.36 in panno e, come quest'ultima, prevedeva sia l'emblema nazionale (l'aquila) che le mostrine e le spalline, come pure la "tresse" argentata per i sottufficiali.

Le mostrine erano del tipo generico "grigio topo", senza waffenfarbe (la specialità del soldato era data dal colore della profilatura delle spalline). Per quanto riguarda le spalline, per anni è rimasta aperta una diatriba sul fatto se fossero o meno state mai prodotte spalline in tessuto verde canneto.

Pare che la risposta definitiva sia "no", o almeno se sono state fabbricate il loro numero è stato così esiguo da non essere rilevante ai fini dell'esatta soluzione alla discussione. Pertanto, pare proprio che la dotazione standard di spalline per questa giacca prevedesse le stesse in panno utilizzate per le giacche M.36, M.40, M.41; M.43 e M.44.

Le tasche erano quattro, provviste di pattina a punta e con soffietto. Nel secondo modello di questa giacca fu abolito il soffietto, mentre nel terzo e ultimo modello la pattina era dritta, come per la M.43 in panno.

L'emblema nazionale era in tessuto BeVo; successivamente fu adottata un'aquila a sfondo triangolare. Esistono tuttavia testimonianze fotografiche che attestano l'utilizzo di vari modelli di aquile, anche con sottopannate.

Per gli ufficiali poi tutta la mostreggiatura era quella identica a quella per le giacche in panno. In tutti e tre i modelli, i bottoni frontali erano sei (più quattro per le altrettante tasche esterne) mentre all'interno erano presenti una fodera in Rayon (nelle giacche tarde fu utilizzato anche il cotone) e vari rinforzi (es. sotto le maniche) nello stesso materiale. Era prevista anche la tasca interna per il pacchetto di medicazione e le stringhe di fissaggio dei ganci reggi-cinturone (esistono giacche che ne erano tuttavia prive).

All'interno del colletto erano presenti tre piccoli bottoni in carta pressata per fissare il salvacollo (krakebinde).

Le giacche "verde canneto" furono realizzate anche per la Luftwaffe, per le Waffen SS e per la Marina, così come anche esisteva una versione a giacchino per le unità Panzer. Erano previsti naturalmente anche dei pantaloni nello stesso materiale.

 

 

 

 

La versione per truppe corazzate della "verde canneto" Al posto delle mostrine di tipo generico potevano essere presenti anche quelle con i teschietti metallici.

 

Dall'alto: aquila in BeVo tradizionale e aquila in BeVo su sfondo triangolare, utilizzata a partire dal secondo modello della "verde canneto.

 

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