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Quel giorno a Venafro...

Con una lodevole iniziativa, l'Associazione "Winterline Venafro" ha inaugurato il 15 marzo un monumento in memoria del tragico errore dell'aviazione Alleata che, il 15 marzo 1944, scambiò la cittadina per Cassino e rilasciò su di essa parte delle bombe destinate al punto cardine della "Linea Gustav".

 

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Li conosco di persona questi ragazzi, un gruppo molto affiatato che ha tra le sue finalità alcuni tra i concetti-principe delle attività legate alla storia: scoprire, ricordare, rievocare.

Tra loro non c'è rivalità, non esiste protagonismo...sono un "gruppo" nel vero senso della parola, nel quale potrebbe rispecchiarsi una frase forse scontata, ma che ne evoca in pieno lo spirito: "Tutti insieme appassionatamente".

E tutti insieme hanno realizzato questo gesto che, dopo la realizzazione del Museo che porta il loro nome, è un vero e proprio atto d'amore per la propria città, lasciando un segno più che tangibile del loro impegno e della loro passione a chi da lunedi scorso si troverà a passare da quelle parti.

Quel 15 marzo del 1944 l'attenzione del mondo intero era focalizzata su Cassino, obiettivo principale degli Alleati nel loro tentativo di spezzare la "Linea Gustav" tedesca e puntare così verso Roma.

E proprio quel giorno era stato pianificato un attacco, il terzo, con lo scopo di sloggiarne i difensori tedeschi e assicurarsi il controllo della vitale via Casilina. Tale operazione (denominata "Dickens") aveva come prologo il bombardamento a tappeto della città, al fine di ridurre notevolmente la capacità reattiva del nemico.

Purtroppo durante questo bombardamento si verificò un fatale e grossolano errore: verso le ore 9,30 una formazione di fortezze volanti scambiò monte Santa Croce, sotto cui è arroccata la città di Venafro, per Cassino e lanciò il suo carico micidiale di bombe; una seconda, vedendo il fumo e ritenendo che quello fosse il bersaglio, ne seguì l’esempio.

Il risultato di quell'errore fu pesante sia per i civili venafrani, sia per le truppe Alleate: i primi ebbero circa 140 vittime, mentre i militari videro colpito un ospedale da campo marocchino (circa 40 vittime) e varie postazioni di seconda schiera colà stanziate (circa 44 vittime tra gli artiglieri e gli addetti ai depositi Alleati).

A questi fatti tragici è stata rivolto il gesto dei ragazzi della "Winterline", un monumento che di certo si colloca tra le iniziative da menzionare ai fini della conservazione della memoria.
 

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