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Caro
Marco,
prendendo spunto dal tuo
fortunato rinvenimento intriso di storia di un cinturone tedesco della
Luftwaffe denazificato, ma a mio avviso per questo non meno fascinoso di
uno integro, volevo mostrare a te ed agli amici del sito il mio
rinvenimento, epocale in quanto non credevo mai di riuscire manco a
vederne uno se non in fotografia, di un cinturone con la fibbia dei
paracadutisti italiani defascistizzato!
Non
ti dico lo stupore, provocato dal prezzo, ma anche dalla mancanza del
fascio sotto i piedi dell’aquila subito però sopraffatto dalla immediata
consapevolezza della rarità dell’oggetto. Infatti, come riferitomi dal
possessore del cimelio, il veterano, di cui conosco il nominativo ed ora
purtroppo passato a miglior vita, lo aveva conservato in quella maniera
per la propria sicurezza nell’immediato dopoguerra tempestoso come
sappiamo per i reduci della RSI manche credo per poterne disporre nei
frequenti raduni. Mi risulta che continuò ancora per parecchi anni, dopo
la guerra, a paracadutarsi indossandolo.
Credo
un cimelio originale dell’epoca, anche se modificato dall’uomo o dal
tempo trascorso, sia sempre meglio di un falso nuovo e di bell’aspetto,
come siamo purtroppo abituati oggi a vedere sempre più spesso a nostro
discapito.
Volevo
inoltre renderti partecipe per primo di un'altra acquisizione epocale,
per quanto mi riguarda s'intende. Come in un tuo articolo recente dove
dicevi che finalmente si avverava il desiderio di trovare un distintivo
parà tedesco, oggi mi associo con un oggetto che ritenevo al giorno
d'oggi ormai impossibile da trovare: l'aquila da ufficiale SS italiane!
Invece no con un
sacrificio economico che ti lascio immaginare eccone una...ti mando la
foto..
Giuseppe Tulli

Il parà italiano esposto
alla mostra dei "Warriors at Anzio" con il cinturnone illustrato
nell'articolo. |