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IL BATTAGLIONE HOCHGEBIRGSJÄGER

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1942 l’Alto Comando della Wehrmacht prese la decisione di formare dei battaglioni indipendenti di truppe Alpine che avessero in tutto e per tutto l’organizzazione di quelli in seno alle divisioni Gebirgsjäger. Il personale di queste unità era costituito da alpinisti e sciatori esperti, addestrati successivamente alle operazioni in alta quota.

In tutto ne furono formati quattro, denominati rispettivamente “Hochgebirgs battalion 1,2,3,4”. I primi tre, vista la successiva inutilità di avere battaglioni indipendenti di alpini, furono sciolti e gli uomini ridistribuiti in seno alle “Gebirgsjäger divisionen” esistenti. Uno solo di loro, il 4°, rimase attivo fino alla fine della guerra

 

IL 4 BATTAGLIONE

Dalle scarne notizie disponibili, il 4 battaglione fu addestrato dal 20 nov. 1943 in Dalmazia sotto il comando del Maggiore Franz von Ruffin. Una parte dell’unità proveniva dal I./Gebirgsjäger Regiment 98, che a quel tempo era di stanza nell’Epiro, in Grecia.

Dopo l’addestramento, il battaglione fu trasferito al Distretto Militare (Werkreis) XVIII per l’impiego in Italia (in seno al LI Gebirgskorps), dove operò sulla Linea Gustav nel settore a est del fronte.

La sua composizione si articolava su 4 compagnie + una “Gebirgs batterie”, (batteria da montagna).

Dall’ottobre del 1944 il battaglione operò nelle Alpi Marittime, con servizio attivo prettamente in Liguria e confluì a partire dal 19 dicembre 1944 nel reggimento “Meeralpen”.

Verso la fine della guerra in Italia, il 24 febbraio del 1945, il battaglione, riportato ad una forza di 410 uomini, fu assorbito dalla 232 divisione di Fanteria, che era così formata:

 

Hochgeb.Jäg.Btl. 4 = 410 Uomini
Hochgeb.Jäg.Lehr-Btl. Mittenwald = 507 Uomini
Aufkl.Abt. 114. Jäg.Div. = 400 Uomini
III./Inf.Rgt. 5 della 3. ital. Inf.Div. "San Marco" = 355 Uomini
Jäg.Rgt. 741 dalla 114. Jäg.Div. = 780 Uomini.
IV./Art.Rgt. 236 della 162. Inf.Div. (turk.) 512 Uomini

 

L’ultima sua assegnazione fu presso la 114ª divisione Jäger.

 

COMANDANTI
Major Baron Franz von Ruffin (20 Nov 1943 - June 1944)
Hauptmann Andreas Schönleben (June 1944 - end)

 

DECORAZIONI DI RILIEVO CONSEGUITE:

N°2 Croci tedesche in oro
Hauptmann Andreas Schönleben, Hochgeb.Jäg.Btl. 4, conferita il 07.04.1944

Oberleutnant Josef Aichwalder, 2./Hochgeb.Jäg.Btl. 4, conferita il 30.12.1944

ORDINE DI BATTAGLIA
Stab (comando)
1 ÷ 3. Jäger-Kp
4 Schwere Kp (compagnia pesante)
Gebirgs-Batterie (artiglieria)

 

SULLA GUSTAV

I primi impieghi di questa unità la danno nel settore della Majella, presso Guardiagrele, dove la 3 Kompanie lamenta i primi caduti il 9 dicembre del 1943. Il 15 successivo troviamo l’unità impiegata presso Orsogna, a fianco della 26ª Panzer Division. Secondo quanto riportato dal libro dedicato dopo la guerra al Battaglione, scritto da Karl Schroeder, al 30 dicembre 1943 l’Hochgebirgs Battalion ha una forza complessiva pari a: 14 Ufficiali; 102 Sottufficiali e 595 uomini di truppa, per complessivi 711 effettivi. Il loro armamento di squadra comprende a questa data 49 mitragliatrici leggere (MG.34); 8 mitragliatrici pesanti (MG.42); 15 mortai e 7 obici da montagna.

Il 20 gennaio 1944 il diario del battaglione cita la località di Pennapiedimonte, dove avvengono altri scontri armati con il nemico.Il trasferimento sul fronte di Cassino avviene alla fine di gennaio del 1944, quando l’Hochgebirgs Battalion 4 si schiera tra Colle S. Angelo e Villa S. Lucia. Una batteria con obici da montagna si attesta su Mt. Cairo, a 1669 metri di altitudine.

Le successive azioni di rilievo a cui l’Hochgebirgs Battaillon 4 partecipò sono rappresentate, la prima, dall’Operazione “Michael”, ovvero il tentativo di riprendere il controllo del Mt. Castellone (771m) che, in possesso degli americani della 36th Infantry Division, minacciava direttamente le postazioni tedesche intorno all’Abbazia di Montecassino e, attraverso Villa S.Lucia, addirittura la stessa Highway 6 Casilina.

L’attacco, inizialmente fissato per il 9 febbraio, scattò invece il 12, con due battaglioni ( I e III rispettivamente comandati dall’Hauptmann Bottler e dall’Hauptmann Heyda) del 200° reggimento Pz.Grenadieren (90ª divisione) più l’Hochgebirgs battaillon 4, il quale si sarebbe mosso da Colle S. Angelo.

L’attacco fu coronato dal successo ma, una volta conquistata la vetta di Mt. Castellone, i tedeschi furono bersagliati dalla loro stessa artiglieria (109 tra cannoni e mortai, più 28 Nebelwerfer).

Sul versante sud del Castellone l’attacco del Hochgebirgs Battalion 4 aveva avuto maggior successo; essi infatti erano riusciti a conquistare la quota 706, prendendo anche 31 prigionieri americani.
Nel diario dell’unità, intitolato “Dort wo der Adler haust” (Dove abita l’aquila) scitto da Karl Schroeder, vi è una minuziosa descrizione dei combattimenti, cruenti e sanguinosi, con ripetuti colpi di mano e contrattacchi da parte di entrambi gli schieramenti. Gli americani si erano trincerati sulla roccia, creando trincee e piccoli bunker con i sassi e pietre, che vennero sistematicamente distrutti dagli alpini. La base di partenza era Colle S.Angelo dove sul costone posto in vista della Valle del Liri, erano stati scavati ricoveri per i soldati e postazioni difensive. Ma anche questo attacco, premiato nelle prime fasi da successo, dovette fermarsi quando arrivò l’ordine di ritirata per gli esausti granatieri del 200° Reggimento.
Il combattimento si era concluso, il fallimento dell’operazione Michael era evidente; molti erano stati gli errori da parte tedesca che avevano determinato l’insuccesso; il solo 200° Reggimento aveva perso 160 uomini e 8 ufficiali; il IV Battaglione Alpini invece aveva avuto 65 morti, 154 feriti e 73 dispersi. L’Hochgebirgs Battaillon 4 lamentò dal 4 al 12 febbraio 15 morti e 40 feriti.

A questo punto il colonnello von Behr (comandante del 200° Reggimento Pz. Grenadier) mandò il maggiore medico Wauer dagli americani sul Monte Castellone a chiedere una tregua di tre ore per poter raccogliere i morti ed i feriti sul campo di battaglia; gli americani acconsentirono, era anche nel loro interesse.
La tregua iniziò alle ore 9.00 del 14 febbraio e funzionò senza intoppi; su richiesta tedesca venne allungata di altre due ore e trenta minuti, con l’approvazione del generale Walker.
Il tenente colonnello Hal Reese, dello stato maggiore della 36ª Divisione US, si incontrò con alcuni soldati tedeschi sul costone ovest del Monte Castellone. Di tale incontro, molto cordiale, testimoniato dalla famosa fotografia, vi è traccia nel diario del IV Battaglione Alpini dove uno dei tedeschi presenti ricorda:

"Il 14 febbraio (il giorno prima del bombardamento dell’Abbazia n.d.r.) alle ore 12:10, all’altezza di quota 706, da lontano riuscii a riconoscere tre elmetti non nostri ma dei nostri nemici che mi venivano incontro, lasciai subito il mio nascondiglio e gli andai incontro; così vidi che il nemico non era armato; arrivato vicino mi accorsi che erano americani che sentii imprecare nella loro lingua e usavano diverse parolacce. Il primo era un colonnello e due maggiori e non erano neanche in divisa ma erano vestiti sportivi. Scuotendo la testa dicevano che la guerra era una disgrazia e senza ragione, il colonnello (appunto Hal Reese) mi porse la sua carta da visita con il suo indirizzo, parlandomi in tedesco mi invitò ad andare in America a Philadelphia dopo la guerra".

Durante la quarta battaglia di Cassino, un “Kampfgruppe” agli ordini del maggiore von Ruffin (composto dall’Hochgebirgsbataillon 4 e dal II./GJR100), venne posto sotto il comando della 1ª divisione paracadutisti, assumendo la difesa del settore pendici di Monte Cairo-Pizzo Corno-Colle Santa Lucia-Colle Sant’Angelo-Nord della Masseria Albaneta, mentre il resto del 100° Reggimento manteneva le posizioni del Monte Cifalco.

L’11 ed il 12 maggio, nel corso dell’Operazione “Diadem”, truppe polacche della 5ª Divisione di fanteria Kresowa attaccarono le posizioni della Kampfgruppe von Ruffin, senza riuscire a superare la linea difesa dal II./100, tra la Masseria Albaneta ed il Colle Sant’Angelo. Nella notte fra il 16 ed il 17 maggio, i polacchi riuscirono a sorprendere i difensori della “Cresta del fantasma”, ma non riuscirono ad impossessarsi del Colle Sant’Angelo, difeso strenuamente nel corso della giornata del 17.

Il giorno successivo, i superstiti del II./100 abbandonarono le loro posizioni, ma il Kampfgruppe von Ruffin riuscì a resistere sul Pizzo Corno fino al 19. Gli attacchi polacchi si estesero quindi alle pendici di Monte Cairo, senza ottenere uno sfondamento delle posizioni tedesche. Tra il 18 e il 19 maggio, i Tedeschi completarono dunque la loro ritirata sulla Linea Senger che facendo perno sulla cima di Pizzo Corno (quota 945), dove si congiungeva alla Linea Gustav, scendeva lungo le falde di Monte Cairo a Nord-Ovest dell’abitato di Villa Santa Lucia fino al paese di Piedimonte San Germano, per poi tagliare la Valle del Liri davanti agli abitati di Aquino e di Pontecorvo.

Il comando del LI Corpo da montagna fece affluire a Piedimonte una compagnia del 132° reggimento della 44ª divisione di fanteria, proveniente dalla zona di Terelle, mentre le armi controcarro, comprese le torrette dei “Pantera”, erano manovrate da paracadutisti della 2ª compagnia del Panzerjäger-Abteilung 1. Più a Nord, alla quota 553, la difesa era affidata ad una compagnia del Hochgebirgsjäger-Bataillon 4, che si collegava alle posizioni di Pizzo Corno.

La sistemazione difensiva correva lungo le pendici meridionali di Pizzo Corno, risalendo il costone di quota 553 e raccordandosi da lì all’abitato, fortemente organizzato a difesa. L’andamento della linea seguiva poi le pendici del dosso di quota 546, fino a Capo d’Acqua, continuando verso il basso, fino all’incrocio tra la strada proveniente da Aquino e la Via Casilina.

Furono necessari alcuni giorni di accesi combattimenti e solo il 24 maggio Piedimonte fu libera da truppe tedesche.
In effetti il comando della X Armata emanava gli ordini per lo sgombero totale della Linea Senger, ormai travolta per quasi tutta la sua lunghezza, e per la formazione di una nuova linea di resistenza dalla confluenza tra il Liri ed il torrente Melfa, a Roccasecca ed a Sud di Colle Magno.
L’ordine coinvolgeva i reparti della 1ª divisione paracadutisti, che nella notte si eclissarono,e la compagnia del Hochgebirgsjäger Bataillon 4, che abbandonò la quota 553 per ritirarsi verso Colle S. Magno.

 

 

IL RESTO DELLA GUERRA

Nel giugno 1944 fu inviato in Valle Arroscia, sull’Appennino ligure, poi nella zona di Ventimiglia-Bordighera. Nel luglio 1944, con il Div. Füs. Batl. 34, gruppo esplorante della 34a divisione di fanteria, costituì il Gebirgsjäger-Regiments-Stab “Meeralpen”, sotto il comando del maggiore von Ruffin, impegnato in alcuni rastrellamenti in Valle Argentina, a Nord di Taggia (Imperia), dove furono bruciati i paesi di Rocchetta Nervina e Molini di Triora.

Nell’agosto 1944, dopo l’arrivo dell’Hochgebirgs-Lehr-Bataillon Mittenwald, che sostituì il gruppo esplorante 34, il reggimento “Meeralpen” si dislocò fra il Colle di Tenda ed il mare, lungo la Valle del Roja, sostenendo scontri contro i partigiani francesi e italiani  e le truppe del 100° reggimento nippo-americano. Nel novembre 1944 i due battaglioni furono trasferiti sulla Linea Gotica.

La fine della guerra vide l’Hochgebirgs Battaillon 4 arrendersi alle truppe brasiliane FEB (Força Expedicionaria Brasiliera) il 29 aprile 1945.

 

 

 

 

Aggiornamento

L'amico Davide del Giudice mi invia queste ulteriori notizie sull' Hochgebirgs Battaillon 4, che pubblico assieme ad alcune foto sempre da lui inviatemi.

 

 

 

In queste foto, alpini del Lehr Schule Bn. "Mittenwald" nella valle del Serchio,sono sullo sbarramento anticarro di Borgo a Mozzano, partecipando alla costruzione della linea gotica periodo luglio-agosto 1944.

Sono in possesso di ulteriori informazioni in merito, già pubblicate esaustivamente nei miei libri, in particolare su:
"La Linea Gotica tra la Garfagnana e Massa Carrara vol. 1" e "Temporale d'inverno" (da te recensito).
In sintesi, il IV Hoch fu la punta di diamante della nota offensiva in Garfagnana "Temporale d'inverno" del Natale 1944, era all'epoca comandato dal Capitano Schonsleben ed aveva come simbolo una testa d'aquila.
Poi, nell'aprile 1945 fu impiegato nel tentativo di arginare l'offensiva del 442° RCT Nisei, sulle montagne a nord di Carrara e in Lunigiana, subendo la perdita quasi totale della 4ª Compagnia sul Monte Grugola.
Il Lehr Battallion "Mittenwald" invece fu impiegato nel periodo giugno-inizio agosto 1944 sulle Alpi Apuane e in Grafagnana, effettuando diversi scontri contro i partigiani (noti quello del Monte Rovaio e del Monte Altissimo. Ti allego uno "Sterbelbild" di un alpino del IV caduto nell'offensiva in Garfagnana.

 

 

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