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Domenica
16 maggio, presso il monumento della "Campana della Pace" sulle rive del
fiume Rapido (Gari) si è tenuta la consueta manifestazione in onore dei
caduti americani della 36ª divisione "Texas".
Presenti le principali
Autorità civili e militari di Cassino e con la partecipazione di
rappresentanze militari di Stati Uniti, Germania, Polonia e
Commonwealth, la cerimonia ha visto due momenti distinti, rappresentati
il primo dalla posa di corone di fiori e onori militari al cippo sito al
centro di S.Angelo in memoria della 36ª divisione "Texas" e il secondo
dalla commemorazione vera e propria sulle rive del Rapido (Gari), presso
il monumento della "Campana della Pace".
Qui hanno preso la parola,
tra gli altri, il Brigadiere Generale John F.Nichols, Aiutante generale
dell' Air Texas National Guard e Comandante del Q.G. della Texas Air
National Guard Camp di Mabry ad Austin, Texas.
Particolarmente emozionante,
il momento del lancio nelle acque del fiume di petali di fiori e di
corone da parte della popolazione di S. Angelo, che ogni anno partecipa
numerosa a questa cerimonia, quasi a sentirla "propria".
Su questo fiume, ricordiamo,
il 20 gennaio del 1944 la 36ª divisione di fanteria "Texas"
dell'esercito degli Stati Uniti tentò il primo vero attacco alle difese
di Cassino, pianificato di concerto con lo sbarco di Anzio che sarebbe
avvenuto due giorni più tardi.
L'Azione sarebbe dovuta
servire da diversivo, in modo da attirare quante più forze tedesche
possibile dall'area di Roma e rendere l'operazione "Shingle" sulla costa
laziale più agevole.
Ma, come gli storici e gli
appassionati sanno bene, fu quella un'operazione in cui tutto andò nel
peggiore dei modi, facendo emergere alcune lacune già nella fase di
preparazione.
L'attraversamento
doveva essere tentato mediante l'uso di barche in legno e in gomma, da
trasportare a mano per circa due chilometri fino alle rive del fiume a
cura degli stessi soldati che avrebbero tentato l'assalto. Inoltre la
zona di avvicinamento non era stata del tutto sgombrata dalle numerose
mine tedesche e, durante la fase di approccio ai punti di
attraversamento, l'artiglieria tedesca aprì il fuoco.
Quella che seguì fu la
cronaca di un disastro militare: molte delle imbarcazioni, molte delle
quali arrivarono sulla riva alleata già fuori uso, si rovesciarono nel
momento in cui furono messe in acqua e pochi elementi furono in grado di
passare il fiume (in piena e profondo a fronte delle copiose piogge).
Tutti i tentativi di gettare
dei ponti Bailey per alimentare la piccola testa di ponte fallirono a
causa del preciso fuoco dei cannoni tedeschi e il susseguente
contrattacco portato da elementi della 15ª Panzer Grenadier division
frustrarono tutte le speranze di successo.
Il bilancio fu disastroso: i
due reggimenti (il terzo era stato tenuto in riserva) della divisione
persero in tutto circa 1600 uomini tra morti, feriti e dispersi, al
punto che passarono mesi prima che la gloriosa 36ª potesse essere
riutilizzata in combattimento come unità organica. |