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Il 65° di Pontecorvo

Sabato 23 maggio si è svolta a Pontecorvo, importante caposaldo della "Linea Hitler", una solenne cerimonia di commemorazione alla presenza dei veterani canadesi che il 25 maggio del 1944 entrarono in città da liberatori.

 

   

 

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Ci sono tracce indelebili che il tempo non cancella, non riesce a cancellare.

Quelle della guerra sono ancora visibili sulla nostra terra pur se leggermente sbiadite dal tempo. Il ritorno dei veterani canadesi a Pontecorvo è stato accolto con cordialità ed entusiasmo da parte di una città intera che nella propria anima conserva ancora il dolore di quella guerra e delle conseguenze che essa portò.

E' suggestivo guardare negli occhi questi ex soldati che proprio per la grandezza della guerra a cui parteciparono si sono guadagnati l'appellativo di "Soldati per sempre".

Li puoi vedere rallentati nei movimenti dal tempo inesorabile passato sulle loro spalle, aguzzare con difficoltà occhi che un tempo erano vispi e vigili dietro ai binocoli da campagna...e ti chiedi cosa questi uomini hanno conservato di quegli anni terribili ma epici, nei quali spesso la differenza tra l'uccidere e l'essere uccisi era lieve e impalpabile come il muoversi di un filo d'erba al vento di una primavera fattasi improvvisamente quasi estate.

Già...faceva molto caldo in quella fine maggio del 1944 e le strade italiane, mai abbastanza ammodernate dal regime fascista, erano piene di polvere. Polvere che si posava su tutto...sui mezzi che avanzavano, sugli uomini che marciavano...sui cadaveri stesi al sole nei fossi e sui margini della via Casilina.

La guerra non aveva rispetto per quella splendida primavera del 1944; andava avanti e con essa continuava la mattanza di uomini e donne, militari e civili, bambini, anziani, tutti insieme come gettati in una grande ruota che ogni tanto tirava fuori un numero...e tutti a sperare non fosse il proprio.

Tutto assumeva i colori della polvere nella verde valle del Liri in quel maggio del 1944...ma presto essa sarebbe stata spazzata via dalla volontà di ricominciare a vivere delle genti, tra cui quelle di Pontecorvo.

 

 

 

 

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