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Operazione "Diadem"

Da Cassino a Paliano al seguito della 6a divisione corazzata sudafricana (18 maggio-4 giugno 1944)

Autore: Roberto Salvatori

 

   

In direzione di Paliano. Questa foto fu presa sulla famosa strada 6 (la via Casilina, ndr) lungo la quale i sudafricani viaggiavano in direzione di Paliano. Qui, tra gelsi e siepi lussureggianti in una fertile campagna dove stava maturando il grano, un via-vai di veicoli contribuiva a spianare la strada dentro un accerchiante manto di giallo.

 

Case bombardate in via Cavour in uno scatto preso il 3 o il 4 giugno 1944.

 

Un cannone da 88 mm distrutto dagli stessi  tedeschi quando il paese di Paliano stava per essere occupato dalla fanteria sudafricana, supportata dall’artiglieria e dai blindati della 6a divisione corazzata.

 

 

Nelle foto sopra e sotto: lo stesso cannone visto da un'altra angolazione, attorniato dai militari sudafricani il giorno della loro entrata a Paliano.

 

 

I resti di un bombardiere tedesco Heinkel He.111 abbattuto dalla caccia Alleata e precipitato su Paliano, all'interno della cerchia abitata.

 

Poco tempo dopo, come si può vedere da questa foto presa dall'angolazione opposta a quella sopra, i rottami del velivolo furono accantonati al di là del piccolo muro di cinta, sull'orlo del precipizio.

 

Il generale Poole illustra l'andamento delle operazioni militari al Field-Marshall J.C. Smuth (Primo Ministro sudafricano) e al generale Pierre van Ryneveld, Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate Sudafricane.

 

Carri armati Sherman del reggimento corazzato "Pretoria" vengono oltrepassati da un contadino italiano e le sue mucche.

 

ORDINE DI BATTAGLIA3

aprile/maggio 1944

 

comandante:

Maggior Generale William H.E. Poole

 

QUARTIER GENERALE

 

11a   BRIGATA CORAZZATA

Prince Alfred’s Guard

Pretoria Regiment (Princess Alice’s Own)

Special Service Battalion

Imperial Light Horse / Kimberly Regiment

 

12a BRIGATA FANTERIA MOTORIZZATA

comandante   tenente colonnello Angus Duncan 4

1st Royal Natal Carbineers

1st City / Capetown Highlanders

Witwatersrand Rifles / De La Rey Regiment

 

ESPLORATORI CORAZZATI

Natal Mounted Rifles

 

ARTIGLIERIA

1/6 and 4/22 Field Regiments (24 25-pounders)

 reggimenti campali con 24 mortai da 25 libbre

7/23 Medium Regiment (5.5-inch Gun / Howitzer) reggimento medio con cannoni Howitzer da 5.5 pollici

1/11 Anti-tank Regiment (36/57 mm Guns; 12/17-pounders) reggimento controcarro con 36 cannoni da 57 mm. e 12 mortai da 17 libbre

1/12 Light Anti-aircraft Regiment (54/40 mm Guns) - Air Force reggimento contraerea leggera con 54 cannoni da 40 mm.  della Aeronautica militare

 

GENIO

8th and 12th Field Squadron

17th Field Park Squadron squadroni lavori campali

(trattori, bulldozer ecc.)

 

24a BRIGATA GUARDIE5

1st Scottish Guards

1st Irish Guards

5st Grenadier Guards

3rd Coldstream Guards

 

Formata il 1° febbraio 1943 e sbarcata a Taranto il 20 aprile 1944 dopo un periodo di addestramento in Egitto, la 6a divisione corazzata sudafricana, al comando del generale William Henry Evered Poole, è costituita inizialmente da due brigate: l’11a corazzata e la 12a di fanteria motorizzata, a cui ne viene aggiunta una terza: la 13a motorizzata, formata da un reggimento di fanteria, un reggimento di blindati leggeri (trasferito dall’11a brigata) e da un battaglione di mezzi corazzati esploranti. Viene completata da sei reggimenti di artiglieria, tre squadroni del genio e, dal 20 maggio, dalla 24a brigata guardie, già in linea a nord di Cassino col X corpo inglese del generale Richard McCreery.

Alle 23:30 dell’11 maggio, con l’attacco lungo la linea Gustav – da Minturno a Cassino – scatta l’operazione Diadem, il cui principale obiettivo è quello di travolgere la resistenza tedesca, sbarrare le vie di ritirata e accerchiare la X armata del generale Heinrich von Vietinghoff. Giunta sul fronte di Cassino, l’unità sudafricana viene posizionata, in riserva, all’estrema sinistra dell’VIII armata britannica, comandata dal tenente generale Oliver Leese, ma senza collegamento con la Va armata americana (generale Mark Clark) sulla sua sinistra. Il 18 maggio, con lo sfondamento del fronte, inizia il ripiegamento tedesco nel Lazio meridionale. Il 22 maggio, incalzate dagli alleati, le truppe del XIV panzerkorps, al comando del generale Frido von Senger, arretrano sulla linea Hitler, tra Terracina, Fondi, Pico e Pontecorvo. Già il 18 e il 19 maggio i genieri sudafricani sono al lavoro per riattivare i ponti distrutti sul fiume Rapido, sminare strade e aprirne di nuove, ripristinare la viabilità sulla via Casilina distrutta dai bombardamenti e sgombrarla dalle macerie e dai relitti di automezzi.

Nel pomeriggio del 1° giugno l’8° field squadron del genio libera la strada per Pofi e una deviazione a nord di essa, ad ovest del paese, dove sostano l’11a brigata corazzata e la 12 motorizzata, il genio apre due strade alternative. Il giorno seguente la brigata motorizzata sudafricana viene posta sotto il comando della 1a divisione di fanteria canadese (generale E.M.Burns) e i Witwatersrand Rifles del reggimento De La Rey hanno l’ordine di avanzare con quest’ultima verso Anagni, per dar modo al CEF, il corpo di spedizione francese, di proseguire l’avanzata sulla via Casilina e stringere l’inseguimento ai tedeschi sul fianco destro della 5a armata americana. Muovendo tra Cervaro e Pontecorvo in direzione di Ceccano, la 1a divisione canadese e lo squadrone ‘A’ degli esploratori corazzati sudafricani incalzano sulla via Casilina le retroguardie tedesche formate dal 15° e dal 67° reggimento panzergrenadieren, dalla 305a divisione di fanteria e dalla 26a divisione panzer (al comando del tenente generale Smilo von Lüttwitz) che è a corto di benzina e con alcuni veicoli cingolati fuori uso. Nella notte tra il 1° e il 2 giugno, la 26a panzer passa per Anagni in direzione di Paliano seguita dai resti della 305a, andando a rinforzare il XIV panzerkorps che intanto era indietreggiato su una nuova linea difensiva.

Il 3 giugno i canadesi, i Kings Dragons e lo squadrone ‘A’ dei Natal Mounted Rifles occupano Anagni mentre i Witwatersrand Rifles prendono posizione in una vasta area ad ovest del suo territorio. Da quel giorno il comando di tutto il settore delle operazioni passa al generale sudafricano Poole il quale, per il compito avuto da Leese di allentare la resistenza nemica davanti al XIII corpo d’armata, in particolare sulla via Prenestina e zone limitrofi, impartisce alle sue unità della 6a divisione i seguenti ordini:

 

  • alla 24a brigata guardie – con il supporto di reparti di fanteria del reggimento De La Rey – di occupare Piglio e di dirigersi verso Fiuggi per incalzare da vicino la 305a divisione di fanteria e la 26a panzer, per poi cercare di tagliare la ritirata verso Subiaco alla 90a divisione panzergrenadieren e al 1° reggimento fallschirmjäger (paracadutisti).

  • al 1° reggimento guardie scozzesi – affiancato da un plotone della compagnia ‘C’ dei Royal Durban Light Infantry (13a brigata motorizzata) e ad uno squadrone del battaglione servizi speciali (11brigata corazzata) – di dirigersi su Acuto, occuparlo e convergere con la 24brigata guardie su Fiuggi.

  • alla 12brigata di fanteria motorizzata (che sulla via Casilina aveva avanzato sul fianco sinistro dei canadesi) con l’8°, il 12° e il 17° field squadrons del genio a supporto, di spingersi a nord-ovest in direzione di Paliano.

 

Con l’appoggio della Royal Durban Light Infantry le guardie scozzesi della 24brigata occupano e oltrepassano Piglio e Fiuggi, ma il comando di divisione, non ritenendo necessaria un’azione in profondità contro i tedeschi ordina di fermarsi. Nella sua breve avanzata la brigata aveva distrutto un panzer Mark IV, catturato un carro ‘Panther’, un Mark IV, uno Sturmgeschutz, 20 cannoni controcarro da 88 mm., numerosi veicoli e dieci uomini appartenenti al  I./67° reggimento panzergrenadieren, al 26° nachrichten abteilung e al I./1027 fanteria, assorbito dalla 26panzer dopo i combattimenti di Anzio.

Nonostante strada e ponti interrotti, il 1° reggimento guardie, la compagnia ‘C’ dei Royal Durban e lo squadrone servizi speciali procedono speditamente verso Acuto che viene occupato la notte tra il 3 e il 4 giugno.

Nel primo pomeriggio del 3 giugno, dopo che alcuni esploratori dei Natal Mounted Rifles vengono presi di mira dal fuoco nemico, la compagnia ‘A’ del 1° reggimento Royal Natal Carbineers prende contatto con reparti tedeschi del I./67° panzergrenadieren (maggiore Lützow) attestati lungo la strada che da Anagni conduce a Paliano. La compagnia ‘B’ degli esploratori muove intanto per assicurarsi alcune posizioni ad ovest della strada per Paliano (località Gloria e Vico) ma le sue comunicazioni radio si interrompono, per cui resta tagliata fuori dal quartier generale del battaglione per tutto il giorno. La compagnia ‘C’ invece, portatandosi in avanscoperta a piedi, si imbatte nel nemico attestato in una zona a sud-est di Paliano e nell’area dell’antica Badia della Gloria, ma non può richiedere il supporto dell’artiglieria perché anch’essa senza collegamenti radio. Tra le località Gloria e Mole, i cui ponti sono stati fatti tutti saltare, l’avanzata sudafricana è sostenuta: da un lato, dallo squadrone ‘B’ del reggimento Prince Alfred’s Guard (tenente Charles Cooper) con i Royal Natal Carbineers, dall’altro, dallo squadrone ‘C’ del reparto esplorante, formato da un carro Stuart ‘Honey’ e da un carro Sherman (tenente J.P. Frank).

Giunti in prossimità delle case in località Gloria, l’avanguardia è costretta a fermarsi a causa del crollo del ponte più grande, la pattuglia dei mezzi corazzati va avanti avanzando di un centinaio di metri, poi si ferma e gli equipaggi, con calma, si preparano il tè. Dopo circa tre ore i tedeschi aprono il fuoco sulla pattuglia: una granata da 75 mm. centra il carro Honey’ provocando i primi morti sudafricani nella campagna d’Italia: i caporali Hunter e Milligan e ferendo gli altri due occupanti. Un colpo raggiunge anche lo Sherman, facendo esplodere le munizioni che feriscono il tenente Couchman e due genieri dell’8° field squadron, ma l’equipaggio resta illeso. Una testimonianza locale riferisce anche di un incidente occorso a due soldati in transito su una motocarrozzetta sulla strada delle Mole: poco oltre il bivio di Costacroce, i due non si avvedono che il ponte sul fosso Scifello è crollato (non visibile dalla strada perché situato proprio dietro una curva) e precipitano nella scarpata sottostante. Ma data la scarsa altezza del ponte pare che i sudafricani non abbiano riportato seri danni.

A questo punto la reazione è affidata al reggimento Prince Alfred’s Guard e ai mortai del 1/6° artiglieria che sparano sulle postazioni nemiche. Nonostante ciò, i tedeschi continuano a tenere sotto tiro le avanguardie sudafricane da alcune postazioni di mortai in località la Torretta e da un 88 mm. piazzato a Paliano dai granatieri della 26a panzer davanti alla chiesa di Sant’Anna, proprio all’ingresso del paese. Nel pomeriggio il maggiore King viene ferito ad un piede, schiacciato da un’enorme zolla di terra ricaduta dopo essere stata scagliata in aria dall’esplosione di una granata. Per risolvere questa situazione abbastanza critica viene chiamato, a supporto dell’attacco della 12a brigata su Paliano – dove già dall’una della notte precedente stava sparando una batteria del 7/64° Transvaal horse artillery1 – il 4/22° reggimento mortai proveniente da Ferentino, città che aveva oltrepassato alle ore 17:00 dello stesso giorno.

   Un testimone oculare racconta che il 2 giugno, alle ore 17:30 circa, in contrada Mole, due carri tedeschi della 26a panzer appostati uno sulla strada per Porcino e l’altro sul sentiero che da Mole risale verso la località Nome di Gesù, sono segnalati dalla ricognizione aerea e dopo circa dieci colpi sparati dall’artiglieria alleata, vengono centrati e ridotti al silenzio.

Quando comincia a far notte, tre compagnie del 1° reggimento Royal Natal Carbineers inviate in avanscoperta e poco dopo la mezzanotte raggiungono le contrade Mole e Colle Ceraso. Le compagnie ‘A’ e ‘D’ raggiungono le creste dei colli nelle località La Pigna, San Sebastiano e Santa Rosa ai Piani dei Colli. La compagnia ‘A’ ha l’ordine di raggiungere la stazione ferroviaria di Paliano sulla via Prenestina, mentre per la compagnia ‘C’ l’ordine è di prendere posizione sulla destra di Paliano.

All’alba del 4 giugno una pattuglia della compagnia ‘D’ entra a Paliano in avanscoperta, mentre i Capetown Highlanders del 1° reggimento City e i genieri dell’8° squadrone, che avevano seguito le avanguardie durante la notte, perlustrano i terreni circostanti bonificando quelli minati.

Sempre nelle prime ore del giorno i Royal Natal Carbineers occupano vaste zone di territorio a sud e a sud-ovest di Paliano, controllando praticamente tutte le strade d’accesso al paese. A questo punto, però, i sudafricani si fermano, sia perché il 4/22° reggimento mortai stava muovendo solo a quell’ora da Gloria, sia perché si sono fermati i carri e sia perché si sono interrotte le comunicazioni radio con l’artiglieria.  Solo al 7/23° è ordinato di avanzare il più possibile, dopo aver cannoneggiato per tutta la notte le linee della ritirata tedesca tra Paliano, Piglio, Acuto e distrutto alcune postazioni di batterie nemiche.

Così facendo, la 12a brigata perde il contatto con la 26a divisione panzer la quale, approfittando anche dell’assenza di interdizione aerea, si ritira quasi indisturbata. Alle ore 11:57 del mattino del 4 giugno (alcuni testimoni oculari riferiscono che già dalle ore 9 circa, i sudafricani erano in paese) i Capetown Highlanders del 1° reggimento City entrano a Paliano, primo paese italiano ‘liberato’ dalla 6a divisione corazzata e già sgombrato dai tedeschi i quali, per ritardarne l’inseguimento, hanno distrutto tutti i ponti e fatto saltare in aria un tratto di circa cento metri di strada davanti al palazzo Colonna e a via Lepanto, facendola franare in quella sottostante.

Dopo aver preso possesso del paese, il tenente colonnello Flemmer, comandante del first City, fa issare la Union Jack sulla torre del municipio e dichiara la città di Paliano sotto la giurisdizione del XIII corpo d’armata britannico. Nel frattempo i sudafricani sono raggiunti dalla 2a divisione marocchina – scortata dalla polizia militare francese – e da elementi di collegamento della VI armata americana, probabilmente della 3a divisione di fanteria, provenienti da Colleferro e dalla via Casilina. Nel frattempo altri reparti di Highlanders, che avanzano tra est e nord-est del territorio di Paliano, incalzano i tedeschi in ritirata sulla via Prenestina sotto il paese di Serrone (dove i genieri dell’8° squadrone fanno cinque prigionieri) fino al bivio per Olevano Romano, già attraversato dal II./15° reggimento della 29divisione panzergrenadieren la notte tra il 2 e il 3 giugno. Sempre il 4 giugno, mentre la 305a divisione di fanteria germanica e la 26a panzer si aprono un varco in direzione di Subiaco, Agosta, Vicovaro, Tivoli e Passo Corese, una retroguardia tenta di arginare l’avanzata sudafricana in località Colle Rosa, nei pressi della stazione delle ferrovie Vicinali di Paliano, ma è inutile: sei tedeschi vengono fatti prigionieri.

Anche i reparti del reggimento Prince Alfred’s Guard dei tenenti Hay e Clark fanno prigionieri: sono Volksdeutsche2 del I./67° reggimento della 26a divisione panzer e un raggruppamento della 305a divisione di fanteria. Alle ore 14:40 gli Highlanders si ricongiungono con la 24a brigata guardie che scende da Piglio. Lo stesso giorno gli americani entrano a Roma. Da questo momento gli ordini per la 6a divisione sudafricana sono: oltrepassare Roma da est, attraversando il Tevere a nord della capitale e imboccare la strada statale n. 3 Flaminia, in direzione di Narni.

 

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NOTE

 1 La 7batteria era un’unità di artiglieria aggregata al 4/22° reggimento durante la campagna in Italia.

 

2 Sono tutti quei tedeschi che pur risiedendo all’estero, anche da più generazioni, hanno mantenuto usi, costumi e tradizioni tedesche, e che in definitiva si sentono sempre parte del gruppo etnico germanico, tant’è che allo scoppio della guerra tornarono in Germania per arruolarsi nella Heer.

 La prima unità sudafricana a giungere in Italia, precisamente l’8 ottobre 1943, fu la 46a compagnia Survey del genio, in seguito aggregata al X corpo britannico del generale McCreery.

4   L’ufficiale cadrà durante la conquista del triangolo monte Sole-monte Caprara-monte Abelle, tra il 15 e il 16 aprile 1945.

Unità di riserva del XIII corpo d’armata britannico nel settembre 1943. Durante lo sbarco di Anzio (22 gennaio 1944) costituì la prima ondata d’assalto della 1a divisione di fanteria, ma nelle settimane successive i tre battaglioni persero l’80% degli effettivi. Il 19 febbraio venne inviata in riserva e ai primi di marzo a Napoli si ricostituì con il 3° battaglione Coldstream Guards proveniente dalla 201a brigata e inviando in Inghilterra il 1° Irish. L’11 maggio 1944, giorno d’inizio dell’operazione Diadem, la 24a brigata era attestata sulla linea Gustav con il X corpo britannico, ma dal 20 maggio fu aggregata alla 6a divisione corazzata sudafricana.

 

BIBLIOGRAFIA

AA.VV., The Campaign in Italy 1943-1945. Offficial history of the Indian Armed Forces in the Second world war. Bisheshwar Prasad, D. Litt. Edit. 1960.

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GHIGI, La tragedia della guerra nel Lazio - A Roma, Cassino, Nettuno, Anzio, Aprilia, Cisterna, Cori, Velletri… 1943-1944, attraverso i documenti, le testimonianze e  fotografie. Rimini 1995.

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www.rothwell.force9.co.uk

www.wikipedia.org/6th_Armoured_Division_(South_Africa)

 

 

 

 

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