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Formata
il 1° febbraio 1943 e sbarcata a Taranto il 20 aprile 1944 dopo un
periodo di addestramento in Egitto, la 6a divisione corazzata
sudafricana, al comando del generale William Henry Evered Poole, è
costituita inizialmente da due brigate: l’11a corazzata e la
12a di fanteria motorizzata, a cui ne viene aggiunta una
terza: la 13a motorizzata, formata da un reggimento di
fanteria, un reggimento di blindati leggeri (trasferito dall’11a
brigata) e da un battaglione di mezzi corazzati esploranti. Viene
completata da sei reggimenti di artiglieria, tre squadroni del genio e,
dal 20 maggio, dalla 24a brigata guardie, già in linea a nord
di Cassino col X corpo inglese del generale Richard McCreery.
Alle
23:30 dell’11 maggio, con l’attacco lungo la linea Gustav – da
Minturno a Cassino – scatta l’operazione Diadem, il cui
principale obiettivo è quello di travolgere la resistenza tedesca,
sbarrare le vie di ritirata e accerchiare la X armata del generale
Heinrich von Vietinghoff. Giunta sul fronte di Cassino, l’unità
sudafricana viene posizionata, in riserva, all’estrema sinistra
dell’VIII armata britannica, comandata dal tenente generale Oliver
Leese, ma senza collegamento con la Va armata americana
(generale Mark Clark) sulla sua sinistra. Il 18 maggio, con lo
sfondamento del fronte, inizia il ripiegamento tedesco nel Lazio
meridionale. Il 22 maggio, incalzate dagli alleati, le truppe del XIV
panzerkorps, al comando del generale Frido von Senger, arretrano sulla
linea Hitler, tra Terracina, Fondi, Pico e Pontecorvo. Già il 18
e il 19 maggio i genieri sudafricani sono al lavoro per riattivare i
ponti distrutti sul fiume Rapido, sminare strade e aprirne di nuove,
ripristinare la viabilità sulla via Casilina distrutta dai bombardamenti
e sgombrarla dalle macerie e dai relitti di automezzi.
Nel
pomeriggio del 1° giugno l’8° field squadron del genio libera la strada
per Pofi e una deviazione a nord di essa, ad ovest del paese, dove
sostano l’11a brigata corazzata e la 12a
motorizzata, il genio apre due strade alternative. Il giorno seguente la
brigata motorizzata sudafricana viene posta sotto il comando della 1a
divisione di fanteria canadese (generale E.M.Burns) e i
Witwatersrand Rifles del reggimento De La Rey hanno l’ordine di
avanzare con quest’ultima verso Anagni, per dar modo al CEF, il corpo di
spedizione francese, di proseguire l’avanzata sulla via Casilina e
stringere l’inseguimento ai tedeschi sul fianco destro della 5a
armata americana. Muovendo tra Cervaro e Pontecorvo in direzione
di Ceccano, la 1a divisione canadese e lo squadrone ‘A’ degli
esploratori corazzati sudafricani incalzano sulla via Casilina le
retroguardie tedesche formate dal 15° e dal 67° reggimento
panzergrenadieren, dalla 305a divisione di fanteria e dalla
26a divisione panzer (al comando del tenente generale Smilo
von Lüttwitz) che è a corto di benzina e con alcuni veicoli cingolati
fuori uso. Nella notte tra il 1° e il 2 giugno, la 26a panzer
passa per Anagni in direzione di Paliano seguita dai resti della 305a,
andando a rinforzare il XIV panzerkorps che intanto era indietreggiato
su una nuova linea difensiva.
Il 3
giugno i canadesi, i Kings Dragons e lo squadrone ‘A’ dei
Natal Mounted Rifles occupano Anagni mentre i Witwatersrand
Rifles prendono posizione in una vasta area ad ovest del
suo territorio. Da quel giorno il comando di tutto il settore delle
operazioni passa al generale sudafricano Poole il quale, per il compito
avuto da Leese di allentare la resistenza nemica davanti al XIII corpo
d’armata, in particolare sulla via Prenestina e zone limitrofi,
impartisce alle sue unità della 6a divisione i seguenti
ordini:
-
alla 24a brigata guardie – con il supporto
di reparti di fanteria del reggimento De La Rey – di occupare Piglio
e di dirigersi verso Fiuggi per incalzare da vicino la 305a
divisione di fanteria e la 26a panzer, per poi
cercare di tagliare la ritirata verso Subiaco alla 90a
divisione panzergrenadieren e al 1° reggimento fallschirmjäger
(paracadutisti).
-
al 1° reggimento guardie scozzesi – affiancato da un
plotone della compagnia ‘C’ dei Royal Durban Light Infantry
(13a brigata motorizzata) e ad uno squadrone del
battaglione servizi speciali (11a brigata corazzata) –
di dirigersi su Acuto, occuparlo e convergere con la
24a brigata guardie su
Fiuggi.
-
alla 12a brigata di fanteria motorizzata
(che sulla via Casilina aveva avanzato sul fianco sinistro dei
canadesi) con l’8°, il 12° e il 17° field squadrons del genio a
supporto, di spingersi a nord-ovest in direzione di Paliano.
Con
l’appoggio della Royal Durban Light Infantry le guardie scozzesi
della 24a brigata occupano e oltrepassano Piglio e Fiuggi,
ma il comando di divisione, non ritenendo necessaria un’azione in
profondità contro i tedeschi ordina di fermarsi. Nella sua breve
avanzata la brigata aveva distrutto un panzer Mark IV, catturato un
carro ‘Panther’, un Mark IV, uno Sturmgeschutz, 20 cannoni controcarro
da 88 mm., numerosi veicoli e dieci uomini appartenenti al I./67°
reggimento panzergrenadieren, al 26° nachrichten abteilung e al I./1027
fanteria, assorbito dalla 26a panzer dopo i combattimenti di
Anzio.
Nonostante strada e ponti interrotti, il 1° reggimento guardie, la
compagnia ‘C’ dei Royal Durban e lo squadrone servizi speciali
procedono speditamente verso Acuto che viene occupato la notte tra il 3
e il 4 giugno.
Nel
primo pomeriggio del 3 giugno, dopo che alcuni esploratori dei Natal
Mounted Rifles vengono presi di mira dal fuoco nemico, la compagnia
‘A’ del 1° reggimento Royal Natal Carbineers prende contatto con
reparti tedeschi del I./67° panzergrenadieren (maggiore Lützow)
attestati lungo la strada che da Anagni conduce a Paliano. La compagnia
‘B’ degli esploratori muove intanto per assicurarsi alcune posizioni ad
ovest della strada per Paliano (località Gloria e Vico) ma le sue
comunicazioni radio si interrompono, per cui resta tagliata fuori dal
quartier generale del battaglione per tutto il giorno. La compagnia ‘C’
invece, portatandosi in avanscoperta a piedi, si imbatte nel nemico
attestato in una zona a sud-est di Paliano e nell’area dell’antica Badia
della Gloria, ma non può richiedere il supporto dell’artiglieria perché
anch’essa senza collegamenti radio. Tra le località Gloria e Mole, i cui
ponti sono stati fatti tutti saltare, l’avanzata sudafricana è
sostenuta: da un lato, dallo squadrone ‘B’ del reggimento Prince
Alfred’s Guard (tenente Charles Cooper) con i Royal Natal
Carbineers, dall’altro, dallo squadrone ‘C’ del reparto esplorante,
formato da un carro Stuart ‘Honey’ e da un carro Sherman (tenente
J.P. Frank).
Giunti
in prossimità delle case in località Gloria, l’avanguardia è costretta a
fermarsi a causa del crollo del ponte più grande, la pattuglia dei mezzi
corazzati va avanti avanzando di un centinaio di metri, poi si ferma e
gli equipaggi, con calma, si preparano il tè. Dopo circa tre ore i
tedeschi aprono il fuoco sulla pattuglia: una granata da 75 mm. centra
il carro Honey’ provocando i primi morti sudafricani nella
campagna d’Italia: i caporali Hunter e Milligan e ferendo gli altri due
occupanti. Un colpo raggiunge anche lo Sherman, facendo esplodere le
munizioni che feriscono il tenente Couchman e due genieri dell’8° field
squadron, ma l’equipaggio resta illeso. Una testimonianza locale
riferisce anche di un incidente occorso a due soldati in transito su una
motocarrozzetta sulla strada delle Mole: poco oltre il bivio di
Costacroce, i due non si avvedono che il ponte sul fosso Scifello è
crollato (non visibile dalla strada perché situato proprio dietro una
curva) e precipitano nella scarpata sottostante. Ma data la scarsa
altezza del ponte pare che i sudafricani non abbiano riportato seri
danni.
A
questo punto la reazione è affidata al reggimento Prince Alfred’s
Guard e ai mortai del 1/6° artiglieria che sparano sulle postazioni
nemiche. Nonostante ciò, i tedeschi continuano a tenere sotto tiro le
avanguardie sudafricane da alcune postazioni di mortai in località la
Torretta e da un 88 mm. piazzato a Paliano dai granatieri della 26a
panzer davanti alla chiesa di Sant’Anna, proprio all’ingresso del
paese. Nel pomeriggio il maggiore King viene ferito ad un piede,
schiacciato da un’enorme zolla di terra ricaduta dopo essere stata
scagliata in aria dall’esplosione di una granata. Per risolvere questa
situazione abbastanza critica viene chiamato, a supporto dell’attacco
della 12a brigata su Paliano – dove già dall’una della notte
precedente stava sparando una batteria del 7/64° Transvaal horse
artillery1
– il 4/22° reggimento mortai proveniente da Ferentino, città che aveva
oltrepassato alle ore 17:00 dello stesso giorno.
Un
testimone oculare racconta che il 2 giugno, alle ore 17:30 circa, in
contrada Mole, due carri tedeschi della 26a panzer appostati
uno sulla strada per Porcino e l’altro sul sentiero che da Mole risale
verso la località Nome di Gesù, sono segnalati dalla ricognizione aerea
e dopo circa dieci colpi sparati dall’artiglieria alleata, vengono
centrati e ridotti al silenzio.
Quando
comincia a far notte, tre compagnie del 1° reggimento Royal Natal
Carbineers inviate in avanscoperta e poco dopo la mezzanotte
raggiungono le contrade Mole e Colle Ceraso. Le compagnie ‘A’ e ‘D’
raggiungono le creste dei colli nelle località La Pigna, San Sebastiano
e Santa Rosa ai Piani dei Colli. La compagnia ‘A’ ha l’ordine di
raggiungere la stazione ferroviaria di Paliano sulla via Prenestina,
mentre per la compagnia ‘C’ l’ordine è di prendere posizione sulla
destra di Paliano.
All’alba
del 4 giugno una pattuglia della compagnia ‘D’ entra a Paliano in
avanscoperta, mentre i Capetown Highlanders del 1° reggimento
City e i genieri dell’8° squadrone, che avevano seguito le
avanguardie durante la notte, perlustrano i terreni circostanti
bonificando quelli minati.
Sempre
nelle prime ore del giorno i Royal Natal Carbineers occupano
vaste zone di territorio a sud e a sud-ovest di Paliano, controllando
praticamente tutte le strade d’accesso al paese. A questo punto, però, i
sudafricani si fermano, sia perché il 4/22° reggimento mortai stava
muovendo solo a quell’ora da Gloria, sia perché si sono fermati i carri
e sia perché si sono interrotte le comunicazioni radio con
l’artiglieria. Solo al 7/23° è ordinato di avanzare il più possibile,
dopo aver cannoneggiato per tutta la notte le linee della ritirata
tedesca tra Paliano, Piglio, Acuto e distrutto alcune postazioni di
batterie nemiche.
Così
facendo, la 12a brigata perde il contatto con la 26a
divisione panzer la quale, approfittando anche dell’assenza di
interdizione aerea, si ritira quasi indisturbata. Alle ore 11:57 del
mattino del 4 giugno (alcuni testimoni oculari riferiscono che già dalle
ore 9 circa, i sudafricani erano in paese) i Capetown Highlanders
del 1° reggimento City entrano a Paliano, primo paese italiano
‘liberato’ dalla 6a divisione corazzata e già sgombrato dai
tedeschi i quali, per ritardarne l’inseguimento, hanno distrutto tutti i
ponti e fatto saltare in aria un tratto di circa cento metri di strada
davanti al palazzo Colonna e a via Lepanto, facendola franare in quella
sottostante.
Dopo
aver preso possesso del paese, il tenente colonnello Flemmer, comandante
del first City, fa issare la Union Jack sulla torre del
municipio e dichiara la città di Paliano sotto la giurisdizione del XIII
corpo d’armata britannico. Nel frattempo i sudafricani sono raggiunti
dalla 2a divisione marocchina – scortata dalla polizia
militare francese – e da elementi di collegamento della VI armata
americana, probabilmente della 3a divisione di fanteria,
provenienti da Colleferro e dalla via Casilina. Nel frattempo altri
reparti di Highlanders, che avanzano tra est e nord-est del
territorio di Paliano, incalzano i tedeschi in ritirata sulla via
Prenestina sotto il paese di Serrone (dove i genieri dell’8° squadrone
fanno cinque prigionieri) fino al bivio per Olevano Romano, già
attraversato dal II./15° reggimento della 29a divisione
panzergrenadieren la notte tra il 2 e il 3 giugno. Sempre il 4 giugno,
mentre la 305a divisione di fanteria germanica e la 26a
panzer si aprono un varco in direzione di Subiaco, Agosta,
Vicovaro, Tivoli e Passo Corese, una retroguardia tenta di arginare
l’avanzata sudafricana in località Colle Rosa, nei pressi della stazione
delle ferrovie Vicinali di Paliano, ma è inutile: sei tedeschi vengono
fatti prigionieri.
Anche i reparti del reggimento Prince Alfred’s Guard dei tenenti
Hay e Clark fanno prigionieri: sono
Volksdeutsche2
del I./67° reggimento della 26a divisione panzer e un
raggruppamento della 305a divisione di fanteria. Alle ore
14:40 gli Highlanders si ricongiungono con la 24a
brigata guardie che scende da Piglio. Lo stesso giorno gli americani
entrano a Roma. Da questo momento gli ordini per la 6a
divisione sudafricana sono: oltrepassare Roma da est, attraversando il
Tevere a nord della capitale e imboccare la strada statale n. 3
Flaminia, in direzione di Narni.
o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o-o
NOTE
La
7a batteria era un’unità di artiglieria aggregata al 4/22°
reggimento durante la campagna in Italia.
4
L’ufficiale cadrà durante la
conquista del triangolo monte Sole-monte Caprara-monte Abelle, tra il 15
e il 16 aprile 1945.
5
Unità di riserva del XIII
corpo d’armata britannico nel settembre 1943. Durante lo sbarco di Anzio
(22 gennaio 1944) costituì la prima ondata d’assalto della 1a
divisione di fanteria, ma nelle settimane successive i tre battaglioni
persero l’80% degli effettivi. Il 19 febbraio venne inviata in riserva e
ai primi di marzo a Napoli si ricostituì con il 3° battaglione
Coldstream Guards proveniente dalla 201a brigata e
inviando in Inghilterra il 1° Irish. L’11 maggio 1944, giorno d’inizio
dell’operazione Diadem, la 24a brigata era attestata
sulla linea Gustav con il X corpo britannico, ma dal 20 maggio fu
aggregata alla 6a divisione corazzata sudafricana.
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