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Nisei!

Furono i soldati piu "strani" utilizzati dagli Alleati sul fronte di guerra italiano, ma anche i più valorosi.

 

   

Il "Patch" del 442th Regimental Combat Team

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il 442° Reggimento di Fanteria, (conosciuto anche come 442° Regimental Combat Team) dell’esercito degli Stati Uniti era una unità composta da molti giapponesi naturalizzati americani prima del 7 dicembre 1941, ovvero l’attacco a Pearl Harbour, che combatté in Europa durante la Seconda Guerra mondiale.

Molte delle famiglie dei militari che lo componevano erano state sottoposte a internamento subito dopo l’entrata in guerra degli Stati Uniti in quanto di chiara origine nipponica.

Il 442 era una forza militare autosufficiente, essendo dotata sia di fucilieri che di uomini dei servizi e combatté distinguendosi in Italia, in Germania e in Francia. L’unità è la più decorata della storia delle Forze Armate americane, avendo ricevuto nel corso della sua vita operativa ben 21 Medaglie d’Onore e una cifra considerevole di encomi, decorazioni e onorificenze varie, tanto da essere soprannominata “The Purple Heart Battalion” (la “Purple Heart” era la medaglia che veniva assegnata ai militari americani feriti in battaglia).

Molti degli uomini che componevano questa unità erano “Nisei”, ovvero Nippo-americani nati negli Stati Uniti; tuttavia, appena dopo l’attacco giapponese all’installazione di Pearl Harbour del 7 dicembre 1941, gli appartenenti a questo ceppo etnico furono catalogati “4C” e quindi non arruolabili nelle file delle Forze Armate statunitensi.

Il 19 febbraio 1942, il Presidente Franklin D. Roosevelt firmò l’ordine Esecutivo numero 9066, autorizzando le Autorità militari “A definire zone militari in luoghi e di estensione determinabile dalle Autorità militari stesse, dalle quali è possibile escludere l’accesso alle persone e nelle quali comunque il diritto di entrare, sostare o uscire può essere soggetto alla discrezione del comandante militare locale”.

Anche se nell’ordine non si evince chiaramente alcun riferimento a popolazioni di origine giapponese, è altrettanto vero che questa fu una legge “ad hoc” al fine di consentire l’internamento di persone di discendenza giapponese.

Nel marzo del 1942, il Tenente Generale John L. Dewitt, comandante della difesa occidentale, emise il primo di ben 108 proclami militari che portarono alla deportazione e alla custodia in appositi campi (che il governo americano definì con un’acrobazia lessicale “Campi di delocalizzazione”) di circa 110.000 persone di origine giapponese sulla West Coast.

Nello stesso periodo, nelle Hawaii fu imposta la legge marziale e il coprifuoco. Una larga fetta di popolazione era di origine giapponese (150.000 persone nel 1937), ma per motivi economici non era possibile internare una quantità così elevata di persone. Quando, allo scoppio della guerra, il Dipartimento della Difesa decise di rimuovere dalle file delle Forze Armate tutti i militari di origine giapponese a partire dai primi mesi del 1942, il generale Delos C. Emmons (comandante dell’US Army di quel settore) sciolse la Guardia Nazionale delle Hawaii, mantenendo in servizio solo circa 1300 soldati dei reggimenti di fanteria 298 e 299.

A quel punto quasi tutti i militari della Guardia Nazionale congedati chiesero con una petizione al generale Emmons di poter comunque contribuire allo sforzo bellico americano. Per tutta risposta fu concesso loro di formare delle squadre di volontari per la costruzioni di installazioni e strutture militari in attesa di un’ipotetica invasione giapponese delle Hawaii.

Tuttavia Emmons era preoccupato circa la fedeltà dei Nippo-americani in caso questa invasione dovesse davvero verificarsi e quindi chiese al Dipartimento della Guerra di organizzare tutti i militari rimasti in servizio dei reggimenti 298 e 299 in un “Battaglione Provvisorio” da trasferire però negli Stati Uniti.

La richiesta di Emmons fu accettata e il 5 giugno 1942 il nuovo Battaglione sbarcò a Oakland. Sette giorni più tardi l’unità si trovò a Camp McCoy, nel Wisconsin, dove tre giorni dopo ricevette la denominazione di 100° Battaglione Fanteria.

Le performances in addestramento del 100° Battaglione furono valutate così positivamente che il 1° febbraio 1943 il Governo americano rivide la sua decisione circa l’impiego in servizio attivo di personale oriundo e ordinò la creazione di una unità combattente Nippo-americana. Qualche giorno più tardi, lo stesso governo sottopose i componenti del 100° Battaglione ad un questionario che intendeva valutare la fedeltà dei militari. Alla domanda numero 27 si poteva leggere: “Sei disposto a servire nelle Forze Armate degli Stati Uniti d’America?”.

La domanda numero 28 invece citava: “Giurerai fedeltà senza riserva agli Stati Uniti d’America e fedelmente difenderai la Nazione da qualsiasi attacco da qualsiasi forza straniera o nazionale e rinuncerai a qualsiasi forma di ossequio o obbedienza all’Imperatore del Giappone o a qualsiasi altra potenza, stato o organizzazione?

Circa un quarto dei Nisei rispose “No” ad entrambe le domande; alcuni lasciarono i campi in bianco.

Tuttavia, l’esito del questionario dimostrava che almeno il 75% degli uomini del 100° erano disposti a giurare fedeltà agli Stati Uniti d’America e così l’Esercito americano chiese ai distretti di reclutamento circa 5000 uomini, da reclutare in parte nelle Hawaii e in parte sulla terraferma, ovvero negli Stati Uniti.

Dalle Hawaii giunsero circa 10.000 domande, mentre dagli Stati Uniti solo 1500, ma questo è comprensibile a fronte del fatto che erano domande pervenute a fronte di questionari fatti compilare all’interno dei campi di internamento, dove le future reclute erano rinchiuse assieme ai loro familiari.

Alla fine furono selezionati circa 3000 uomini dalle Hawaii e 800 dal territorio nazionale americano, con i quali venne formato il 442° Regimental Combat Team che adottò per motto la frase “Go for broke” (Vai per rompere).

Il 100° Battaglione era stato nel frattempo ridislocato a Camp Shelby, nel Mississippi. Con l’arrivo delle 3800 reclute si venne a formare una forza combattente del tutto indipendente, formata da 1°, 2° e 3° Battaglione (successivamente 100° in luogo del 1°), il 552 Battaglione Artiglieria da campo, la 232 Compagnia del Genio, una Compagnia anticarro, una della Sanità e i vari servizi che normalmente componevano le unità a livello reggimentale (tra cui anche una banda musicale, denominata 206ª Army Band).

Inizialmente sussisteva una certa tensione tra i Nisei provenienti dalle Hawaii e quelli reclutati invece negli Stati Uniti, i quali non si vedevano reciprocamente di buon occhio, ma successivamente le autorità militari riuscirono a placare, o quantomeno contenere, questa rivalità etnica in seno alla grande unità.

L’unica limitazione imposta ai Nisei consisteva nel divieto di essere inviati a combattere nel teatro del Pacifico contro i giapponesi. Queste limitazioni erano del tutto assenti invece verso gli americani di chiara origine italiana o tedesca relativamente ai teatri africano, italiano ed europeo in genere, ma più che altro per una questione di praticità, visto che se tale divieto fosse entrato in vigore sarebbero venuti a mancare al fronte decine di migliaia di soldati (gli oriundi italo-americani o tedesco-americani erano tantissimi a quel tempo negli Stati Uniti).

Tuttavia molti uomini del 442° furono trasferiti nei Servizi di Intelligence per servire come spie o come interpreti nel teatro del Pacifico. Altri vennero inviati alla Scuola di Lingue a Camp Savane, nel Minnesota, al fine di migliorare la loro conoscenza del giapponese e ricevere una formazione di intelligence militare.

 

IMPIEGO OPERATIVO DEL 100° BATTAGLIONE

Mentre il 442 Combat team finiva il suo addestramento nel Mississippi, il 100° Battaglione fu inviato ad Orano, nell’Africa del Nord, dove giunse il 2 settembre 1943.

Inizialmente il suo impiego operativo fu semplicemente quello di fornire gli uomini di guardia ai depositi e ai trasporti militari nell’intera area.

Nessuno dei Nisei era contento di questo compito, che relegava il 100° a compiti quantomeno noiosi e meno di tutti lo era il suo  comandante, Colonnello Farrant L. Turner, che insistette presso l’Alto Comando per una destinazione qualsiasi ma in teatro di guerra.

Il Battaglione fu di conseguenza aggregato l’8 settembre 1943 al 133° Reggimento di fanteria della 34ª Divisione “Red Bull”, dove andò a sostituire il 2° Battaglione che era stato assegnato come Unità di Sicurezza del Quartiere Generale delle Forze Alleate ad Algeri.

Il 100° salpò così dalle coste del Nord Africa con 1300 uomini il 19 settembre 1943 e sbarcò nella baia di Salerno il 22 successivo, con le truppe ormai ben all’interno della costa. Il 29 l’unità ebbe la prima perdita in azione: il sergente Shigeo Takata della Compagnia B. Quello stesso giorno, ma qualche ora più tardi, perse la vita anche il soldato semplice Keichi Tanaka.

Dopo aver ottenuto il suo primo obiettivo (la conquista del paese di Montemiletto, in provincia di Avellino), il 100° fu trasferito sul fronte di Cassino, dove soffrì numerose perdite (nel febbraio 1944 poteva schierare non più di 520 uomini). Tale indebolimento portò al trasferimento dell’unità sulla testa di ponte di Anzio fino al maggio successivo.

Con l’offensiva di primavera, scattata il 23 e tesa a sfondare l’anello tedesco che chiudeva l’area di sbarco per poi riunirsi alle altre forze Alleate in arrivo dalla Linea Gustav, i Nisei del 100° ripresero l’avanzata, ma furono fermati a soli 10 km da Roma (i maligni affermano che ciò accadde per non dare soddisfazione ai Nisei, che comunque non erano americani, di entrare in una delle Capitali dell’Asse).

 

IMPIEGO OPERATIVO DEL 442° REGIMENTAL COMBAT TEAM

Il 442 Combat team nel nel frattempo stava per essere spedito al fronte, ma prima che ciò accadesse il 1° Battaglione fu staccato dall’unità per essere destinato a rimanere in patria come unità addestrativa dei rimpiazzi (molti dei suoi componenti avevano inoltre rimpiazzato le perdite del 100° Battaglione che nel frattempo combatteva in Italia).

L’unità salpò da Hampton Roads, Virginia, il 1° Maggio del 1944 e sbarcò ad Anzio il 28 successivo, raggiungendo il 100° Battaglione presso il porto di Civitavecchia il 1° giugno. Le due unità furono quindi unite e tornarono entrambi in seno alla 34ª Divisione di Fanteria. Il 10 agosto tale unione divenne ufficiale, mentre il battaglione rimasto negli Stati Uniti fu ridenominato 171° Battaglione di Fanteria il 5 settembre 1944.

L'unità ha continuato ad avanzare verso il nord Italia, ora aggregata alla 88ª Divisione di Fanteria, per poi partecipare all'invasione del sud della Francia, dove partecipò alla lotta per liberare Bruyères, passando poi alla 36ª Divisione di Fanteria, “Texas”. In seno ad essa si distinse per aver salvato 211 uomini del I Battaglione 141° Fanteria, i quali erano stati accerchiati dai tedeschi nei Vosgi. Dal 26 ottobre al 30 ottobre 1944, il 442° soffrì la perdita di quasi la metà degli uomini, oltre 800 vittime, compresi 121 morti.

Il 28 novembre 1944 l’unità fu inviata al confine franco-italiano per sostituire la First Special Service Force di prossimo scioglimento e in questa zona gli uomini sono rimasti fino al 25 marzo 1945, quando furono trasferiti nuovamente in Italia e aggregati alla 92ª divisione di Fanteria USA.

Il 442° Combat Team ritorna in azione il 7 aprile 1945 presso Monte Belvedere e partecipa alla presa di Carrara il 10 aprile successivo. Il 552° Battaglione di Artiglieria rimane nel nord della Francia e combatte in Germania per tutto il 1945. Una sua unità di esploratori è tra le prime truppe Alleate ad entrare nel campo di concentramento di Dachau.

Le stime ufficiali delle Forze Armate americane citano che l’unità soffrì in combattimento perdite (morti, feriti e dispersi) pari al 314% (ovviamente contando i rincalzi in rapporto agli effettivi iniziali; praticamente è come se il 442° fosse stato completamente annientato più di tre volte). Questi dati sono relativi alle 9.486 “Purple Heart” assegnate (la medaglia per le ferite riportate in guerra), molte delle quali assegnate durante i combattimenti nei Vosgi.

A fonte di questi dati, il 442° è l’unità delle Forze Armate americane più decorata della storia militare USA, contando le 7 Citazioni dal Presidente degli Stati Uniti d’America e le 18.143 decorazioni totali assegnate, le quali includono:

 

21 Medals of Honor

(assegnate ai seguenti soldati)

 

Barney F. Hajiro

Mikio Hasemoto

Joe Hayashi

Shizuya Hayashi

Daniel K. Inouye

Yeiki Kobashigawa

Robert T. Kuroda

Kaoru Moto

Sadao Munemori

Kiyoshi K. Muranaga

Masato Nakae

Shinyei Nakamine

William K. Nakamura

Joe M. Nishimoto

Allan M. Ohata

James K. Okubo

Yukio Okutsu

Frank H. Ono

Kazuo Otani

George T. Sakato

Ted T. Tanouye

 

e inoltre:

 

52 Distinguished Service Crosses

1 Distinguished Service Medal

560 Silver Stars

22 Legion of Merit Medals

15 Soldier’s Medals

4,000 Bronze Stars

9,486 Purple Hearts

 

DOPO LA GUERRA

Il 442 Regimental Combat Team fu sciolto a Honolulu nel 1946 e riattivato nel 1947 in seno all’US Army Reserve. Fu mobilizzato nel 1968 all’interno della Riserva Strategica durante la Guerra del Vietnam.

Oggi il 100° Battaglione ha il suo Quartier Generale a Fort Shaker, nelle Haway, con unità sparse a Hilo, Samoa, Saipan e Guam.

Nell’agosto del 2004 il battaglione fu mobilitato per il servizio in Iraq e stanziato presso il Logistics Support Area nella città di Balad, 50 miglia a nord-est di Baghdad. Nel gennaio del 2006 l’unità fece ritorno a casa (tranne un centinaio di elementi) ma lasciò sul campo quattro dei suoi effettivi, deceduti nel corso degli attacchi delle forze ribelli irachene.

Oggi la California ha ben tre autostrade dedicate alla memoria dei soldati nippo-americani: State Route 23 tra la U.S. Route 101 e la  State Route 118 e chiamata “The Military Intelligence Memorial Freeway” ; la State Route 99 tra Fresno e Madera chiamata “The 100th Infantry Battalion Memorial Highway” e la State Route 99 tra Salida e Manteca, chiamata “The 442nd Regimental Combat Team Memorial Highway”.

 

 

 

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