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Le precedenti bonifiche non
li avevano intaccati. Erano restati nella terra che li aveva assorbiti
dopo le deflagrazioni, proteggendoli come in un'urna naturale. Solo
riapparsi solo ora, quando nuovi lavori alle pendici del Sacro Monte
hanno interessato l'area. Senza le operazioni di bonifica della zona per
la costruzione di una scala in pietra, nella zona immediatamente
sottostante Montecassino, probabilmente non sarebbero mai stati
scoperti.
Un rinvenimento
sconvolgente, quello di oltre ventiquattro residuati bellici inesplosi
pressoché integri. Di schegge e altro materiale prodotto dalle
esplosioni di bombe risalenti al Secondo Conflitto Mondiale il
territorio conserva ancora tracce diffuse e ormai quasi "usuali", ma la
scoperta effettuata nei giorni scorsi ha lasciato i tecnici addetti alla
bonifica davvero senza fiato. Un piccolo arsenale ai piedi dell'Abbazia:
bombe a mano, proiettili inglesi ed americani da 105 e 203mm giacevano
accanto ad altri residuati ancora carichi di tritolo ed altri invece già
esplosi all'epoca.
Tra i pezzi scoperti,
anche bombe incendiarie da aereo e bombe al fosforo, insieme a ordigni
illuminanti, usati più di sessant'anni fa per far luce sull'area da
colpire. Per poter consentire il recupero dei 24 pericolosi residuati è
stato necessario l'intervento degli Artificieri del 6° Reggimento di
stanza a Roma. Gli ordigni sono stati trasportati con adeguata scorta in
una cava sita tra Cervaro e Viticuso e lì fatti brillare.
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