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UNA RIFLESSIONE PERSONALE
C'ero anche io domenica al
Cimitero polacco, sfidando il freddo e la pioggia di un insolito maggio
italiano. C'ero anche io...e c'erano circa un centinaio di persone che,
come me battevano i denti a 500 metri di altezza, in quell'immenso
catino di travertino bianco che raccoglie le salme di tanti sfortunati
giovani venuti a morire in Italia in nome di un ideale di libertà.
Sarebbe facile a questo
punto cadere nella retorica (e forse l'ho già fatto), ma quello che
voglio raccontare è un'altra cronaca, lontana dai comunicati ufficiali
come quello che avrete di certo letto sopra. Quello che voglio
raccontare è la sensazione spiacevole di aver trascorso un'ora e mezzo
lassù sentendo intorno a me parlare quasi esclusivamente in polacco...di
vedere un picchetto d'onore polacco, politici polacchi, giovani
polacchi, quasi come se quella commemorazione fosse un "fatto privato"
polacco.
Nessuno ha pensato di far
intervenire un picchetto del nostro esercito (ricordo a quanti non lo
sapessero, che a Cassino è stanziato l'80° Reggimento, mentre era
presente un picchetto della 36ª divisione americana "Texas"), i politici
locali erano rappresentati da una sparuta rappresentanza che si perdeva
in mezzo alle cariche civili e militari straniere. Addirittura c'era una
delegazione abbastanza numerosa dell'Associazione di Promozione Sociale
Cesenate "Polonia".
Personalmente penso e sono
convinto che quei ragazzi polacchi che riposano a Montecassino meritino
di più, come meritano i britannici di S.Angelo, i tedeschi di Caira, i
francesi di Venafro e, si...anche gli italiani di Montelungo, questi
ultimi negli ultimi anni riportati giustamente alla ribalta dalle
iniziative dei vari Farinosi, Orioli e Molle.
Quello che comprendo (e ciò
che mi preoccupa è che lo comprendano anche gli altri, se già non lo
hanno fatto) da questo stato di cose è che le celebrazioni per la
battaglia di Cassino sembra siano diventate per la cosa pubblica più un
"fastidio" che qualcosa da onorare ogni anno come il fatto più
importante accaduto in questi luoghi nell'ultimo secolo.
Prova ne è l'assoluta
mancanza di un organizzazione armonica di eventi che porti ad una
"celebrazione" nel vero senso della parola e non a un insieme di fatti
distaccati gli uni dagli altri, spesso messi in piedi da iniziative
private.
Pensate stia dicendo cose
non vere? Andate sul sito del Comune di Cassino e cercate un programma
delle celebrazioni...ci siete riusciti? No eh?...semplice...non c'è,
mentre invece c'è, tra le cose da visitare, la Rocca Janula, che tutti
sanno chiusa al pubblico da anni, anzi...da decenni.
So che probabilmente con
questo pezzo mi farò qualche nemico...ma domenica al cimitero polacco,
circondato quasi solo da polacchi, queste sono le cose che ho pensato e
non me ne voglia qualche amico che ho a Cassino se magari sarò stato un
pò acido.
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