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Il cimitero polacco di Montecassino

Una serie di cartoline stampate a Roma nell'immediato dopoguerra dona lo spunto per un articolo sul luogo più caro ai polacchi fuori dai loro confini nazionali.

 

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Subito dopo la fine della battaglia, i polacchi avviarono la costruzione del Sacrario dedicato ai loro caduti. La zona prescelta fu un pianoro sito alla base di Quota 593, dove la montagna si adagia dolcemente a formare una piccola valle, prima di innalzarsi nuovamente verso la collina del Monastero. Qui, ai margini di quello che oggi è il parcheggio del Sacrario, furono impiantate numerose tende e ricoveri per i materiali occorrenti e il personale addetto alla raccolta dei poveri resti dei caduti, i quali si trovavano sparpagliati su tutta la vasta area dove i combattimenti erano infuriati (vi furono trasferiti anche i corpi dei polacchi caduti durante la battaglia di Piedimonte S.Germano). Fu un’impresa durissima, tenuto conto che spesso si dovette procedere al recupero di salme rimaste per settimane o per mesi esposte agli agenti atmosferici lungo le forre e i crepacci che costellano l’intera zona.

La presenza inoltre di moltissime mine ancora attive, di munizioni abbandonate e di ogni sorta di altro residuato bellico aggiunsero un ulteriore componente di rischio a questa pietosa opera di degna sepoltura per tanti valorosi soldati (più volte venne dato fuoco alle sterpaglie che riprendevano a crescere nella zona, al fine di provocare l’esplosione dei numerosi ordigni celati alla vista).

Il 15 marzo 1945 il Sacrario fu inaugurato alla presenza dei rappresentanti dei governi italiano, americano, inglese, francese e russo. Gli unici a mancare furono proprio i rappresentanti del governo polacco comunista.

Paradossalmente, il governo comu­nista insediatosi in Polonia subito dopo il conflitto non sostenne mai né la costruzione, né la manutenzione di questo Sacrario. Con l’avvio della guerra fredda infatti gli ex appartenenti al II Corpo divennero degli esuli a tutti gli effetti, avendo la “colpa” di aver combattuto al fianco delle potenze occidentali. Per molti anni i fondi necessari furono reperiti tra gli ex combattenti polacchi stessi, molti dei quali si erano nel frattempo stabiliti in Inghilterra, in Italia, in Francia e negli Stati Uniti d’America.

Il Cimitero accoglie 1.052 caduti polacchi, comprese le spoglie del gen. Wladislaw Anders, ivi tumulato nel 1970.

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