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C'è una cosa che subito mi
salta agli occhi ogni volta che vivo direttamente o indirettamente uno
degli anniversari della battaglia di Cassino: il numero dei veterani che
si assottiglia sempre più di anno in anno.
Ricordo nel 1994, il primo
grosso evento a cui partecipai, che li potevi vedere sciamare per le vie
della città, sempre presenti che si fosse stati al Rapido piuttosto che
ad uno dei Sacrari che circondano la città martire. Riempivano i
ristoranti, gli alberghi...riempivano anche il cuore vedendoli così,
tutti assieme, tedeschi, britannici, polacchi a scambiarsi ricordi con
il biglietto da visita della memoria. Nemici un tempo, amici dopo che la
consapevolezza aveva riempito il loro animo con il pensiero sull'enorme
follia collettiva che era stata quella guerra.
Loro l'avevano combattuta e,
in qualsiasi parte avessero militato, avevano vinto tutti..si, perchè
potevano essere lì a raccontarla e questa era la più grande vittoria che
potevano conseguire.
Sui loro volti, nei loro
discorsi, potevi quasi vedere la delusione di aver lasciato ai posteri
un mondo che ben presto aveva dimenticato quella tragica epopea e,
appena pochi anni dopo, aveva dato inizio a nuovi conflitti, altre
guerre, come in una terribile sequenza che pare non debba avere mai fine
nemmeno oggi.
Non sono più molti quelli
che ormai tornano a Cassino...sono molti di più i parenti che li
accompagnano e i militari di oggi delle nazioni coinvolte che vengono ad
espletare i vari picchetti d'onore alle commemorazioni. E loro...loro,
assomigliano sempre più alle foglie dell'albero della vita che, anno
dopo anno, cadono nell'inverno della propria esistenza.
Fra qualche anno non ci
saranno nemmeno più questi ultimi rappresentanti di una generazione che,
si può dirlo senza timore di essere scontati, "le ha viste proprio
tutte" e il solo pensiero mi riempie il cuore di tristezza, perché ho
paura che, gestita dagli uomini di oggi, la battaglia di Cassino
sopravvivrà solo negli studi degli appassionati e nei discorsi dei
"circoli del campo di battaglia".
Un amico disse, qualche anno
fa, che "nessuno torna mai vivo dalla guerra"...probabilmente è vero,
perchè guardando negli occhi di questi uomini che si fanno di anno in
anno sempre più vacui, si ha come l'impressione che essi abbiano
riportato a casa le proprie vite, ma hanno lasciato a Cassino per sempre
le loro anime e i loro cuori.
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