La modellazione della pasta una volta applicata sullo scafo (da un manuale dell'epoca)
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Per lo studio, la catalogazione e la salvaguardia di materiale storico-militare |
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Alcuni tra i più diffusi disegni di Zimmerit osservati sui carri tedeschi della Seconda Guerra mondiale.
Il risultato del trattamento su due Panther fotografati durante la guerra e su uno Sturmgeschutz III esposto al Bovington Tank Museum britannico.
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In molte foto ritraenti carri armati tedeschi, è visibile uno strato di un materiale ruvido sopra la corazzatura. Molti sanno di cosa si tratti, ma in pochi conoscono la sua composizione. La pasta "Zimmerit" era una sorta di stucco con il quale, a partire dal 1943, quasi tutti i mezzi corazzati tedeschi vennero ricoperti. Il motivo di questa operazione risiedeva nella necessità di impedire che squadre di fanti nemici (denominate "cacciatori di carri") applicassero mine magnetiche sullo scafo del veicolo durante i combattimenti ravvicinati, eventualità molto frequente ad esempio durante la campagna di Russia. Il nome del materiale si deve alla Società che lo ideò, la C.W. Zimmer company di Berlino, la quale produceva la pasta amagnetica utilizzando la seguente formula:
25% di Acetato di Polivinile 10% di Segatura 40% di Solfato di Bario 10% di Solfato di Zinco 15% di pigmento color ocra
Le quantità necessarie per trattare alcuni tra i più diffusi carri tedeschi erano le seguenti:
Il Metodo per applicare la pasta consisteva nello stenderla su tutto lo scafo (torretta compresa) e poi praticare degli "intagli" secondo disegni preordinati. Durante il conflitto furono osservati svariati tipologie di intaglio (vedere a lato).
La modellazione della pasta una volta applicata sullo scafo (da un manuale dell'epoca) |
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