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Due
batterie sono state messe in postazione al limitare del
villaggio nel quale il cronista di “Signal” Wilhelm Walz
trascorse la sua ultima notte. I pezzi, azionati elettricamente
dai serventi, vomitano fuoco contro il nemico.
Il cronista Walz a pochi passi
dai pezzi fa scattare l’obiettivo della sua Leica una, due
volte… Al terzo tentativo è riuscito a fissare un’istantanea al
500° di secondo la scena che gli interessava: una granata che
abbandona il pezzo. Egli si alza, butta la pistola automatica
sulla spalla, e con un drappello di granatieri va all’attacco.
Durante il cammino fotografa alcuni uomini addetti ad una
mitragliatrice.
Improvvisamente, quando il
drappello è già al suo posto avanzato, sibilano la pallottole.
Col ventre a terra i granatieri rimangono in attesa.
Quando si ristabilisce la calma
essi scavano rapidamente nel molle terreno dei fossati. Walz fa
ancora una fotografia – l’ultima – e poi continua a scavare con
i compagni. Un quarto d’ora più tardi, nel corso di un aspro
combattimento, viene colpito da una pallottola.
Il noto cronista di guerra
Wilhelm Otto Walz, ben conosciuto ai lettori di “Signal” per
diverse fotocronache, è caduto sul campo di battaglia.
Egli era nato nel Wurtemberg
ed entrò nell’esercito tedesco nell’estate del 1917 come
volontario. Combatté come fantaccino su diversi fronti, fino
a quando dovette abbandonare il suo reggimento a causa del
crollo della Germania. Nel 1940, egli dovette lasciare a 41
anni il suo posto di redattore per entrare a far parte di
una compagnia di cronisti di nuova formazione.
Nella sua posizione di
specialista e di cronista di guerra prese ripetutamente
parte ai combattimenti in diversi settori del fronte e
presso numerose unità.
Le croci di ferro di I e II
classe, il distintivo d’ardito. La medaglia dell’Est, la
croce d’onore per i combattimenti del fronte e il distintivo
nero per i feriti attestano le sue valorose imprese da
soldato. Wilhelm Walz, che era a perfetta conoscenza del
teatro di guerra dell’Est, sapeva benissimo che all’Est non
si decide solo il destino della Germania, ma quello
dell’intera Europa. Per questo egli offrì la sua vita.
Dedicato a
tutti i corrispondenti di guerra
che in tutti
i conflitti hanno dato la vita
per
documentare la verità e la crudeltà
della guerra
stessa.
M.Marzilli
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