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Lo Sten fu senza dubbio una delle armi portatili più "rustiche" della Seconda Guerra mondiale e proprio a questa caratteristica deve il suo successo. Semplicità, facilità d'uso e produzione non complicata ne fecero uno dei protagonisti dei campi di battaglia. |
Il sistema di scatto dello Sten MkI
Uno Sten MkII disassemblato
La dotazione standard dello Sten, con calciolo opzionale in profilato metallico
Un militare britannico si fa strada all'interno di un paese italiano. Notare l'impugnatura inferiore del suo Sten
Un paracadutista inglese con Sten dotato di baionetta
Paracadutisti britannici nell'area di Caen, pronti con i loro Sten in posizione di fuoco
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Dopo l'evacuazione di Dunkerque, alla metà del 1940, l'esercito britannico aveva un impellente bisogno di armi leggere e, nel tentativo di riarmare le proprie truppe, fece una richiesta urgente di armi portatili automatiche che potessero essere prodotte in grandi quantità in tempi brevissimi.
Lo Sten MkII fu una delle pistole mitragliatrice più usata dalle truppe Alleate. Di aspetto rozzo ma pratica, poteva essere smontata con facilità ai fini di occultamento.
La nuova arma fu dovuta a due progettisti: il Maggiore R.V.Shepherd e H.J. Turpin, i quali lavorarono presso la Small Arms Factory di Enfield Lock. La denominazione Sten si deve proprio alle iniziali dei tre nomi. Lo Sten MkI venne considerata una delle armi più brutte di tutti i tempi. Progettata per essere prodotta il più rapidamente possibile anche su impianti non specializzati, essa era costituita da tubi di acciaio, lamiera stampata e parti di facile produzione; il tutto tenuto assieme da saldature, perni e bulloni. Il castello era un tubo in acciaio; la canna anch'essa era costituita da un tubo d'acciaio trafilato con due o sei rigature tracciate grossolanamente. Il caricatore era in lamiera stampata e, sullo Sten MkI, il congegno di scatto era immesso direttamente nel calcio in legno. Vi erano poi una rudimentale impugnature anteriore in legno e uno spegnifiamma. Tale modello fu prodotto in misura di circa 100.000 esemplari, tutti consegnati nell'arco di qualche mese. Per il 1941 fu pronto anche la versione MkII (ancora più semplice dello MkI), successivamente considerato come lo Sten "classico"., in versione completamente metallica. Il calcio in legno era sparito, sostituito da un tubo con un calciolo all'estremità. La canna era stata riprogettata ex novo in modo da poterla svitare per sostituirla e l'alloggiamento del caricatore, con il caricatore ad astuccio laterale sulla sinistra, era diventato un dispositivo semplice, che poteva essere ruotato verso il basso una volta sfilato il caricatore per evitare l'ingresso nel meccanismo di sparo da parte di polvere e/o altre impurità. Il calcio stesso poteva essere rimosso con facilità per procedere alla pulizia di otturatore e molla. Quando le esigenze iniziali delle forze armate furono soddisfatte dai vari impianti sorti nel territorio del Regno Unito e del Commonwealth (compreso Canada e Nuova Zelanda), lo Sten continuò ad essere prodotto in decine di migliaia di pezzi per essere fornita alle forze partigiane che combattevano contro gli occupanti nazisti nelle varie nazioni europee. Quest'ultimo fu l'impiego che le fece guadagnare un particolare posto nella storia delle armi da fuoco, perché proprio la sua semplicità e la facilità con cui poteva essere smontata e nascosta si rivelarono pregi indiscutibili. I tedeschi temettero quest'arma e i suoi effetti, imparando a proprie spese che la pallottola dello Sten era letale quanto quelle di altre armi molto più raffinate come concezione e costruzione. Una versione con silenziatore venne prodotta in un piccolo numero per i reparti di commandos e incursori e fu denominata Sten MkIIS. Successivamente apparve lo Sten MkIII, versione ancora più semplificata con canna non smontabile e incassata in un semplice manicotto di acciaio.. Di questo modello furono prodotti decine di migliaia di esemplari. Lo Sten MkIV fu un modello destinato alle truppe paracadutiste che però non venne mai messo in produzione. Si passò quindi alla versione MkV e, dato che a quell'epoca le cose andavano molto meglio per gli Alleati, il nuovo modello poté essere prodotto con un'accuratezza maggiore. La MkV fu senza dubbio il modello migliore della serie, perché fu prodotto con standard qualitativi elevati ed incorporò diversi perfezionamenti quali il calcio in legno, l'impugnatura anteriore e l'attacco per una piccola baionetta. L'arma utilizzava il mirino anteriore del fucile Lee Enfield 1MkIV e le varie parti metalliche erano rifinite diversamente (e molto meglio) rispetto alle precedenti versioni, dove il metallo era lasciato con un grado di rifinitura pressoché nullo. La MkV fu distribuita alle truppe paracadutiste e, per qualche anno dopo la guerra, rimase la pistola mitragliatrice standard dell'esercito britannico.
All'epoca in cui fu prodotto lo Sten MkV, fu possibile disporre del tempo occorrente per apportare qualche perfezionamento in un'arma ritenuta a tutti gli effetti rudimentale. Mantenuto il profilo originale, vennero aggiunti un calcio in legno, un'impugnatura anteriore e il mirino del fucile Lee Enfield N.1MkIV |
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