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Si sa, durante una
ritirata non è che si abbia il tempo di portarsi dietro di
tutto: è il caso dell'equipaggio di questo Panzerjäger "Elefant"
del 653° Schwere Panzerjäger Abteilung, abbandonato nella piazza
di Soriano al Cimino in quanto rimasto senza carburante.
Prima di lasciarlo
indietro però, i tedeschi pensarono bene, come era pratica
comune, di sabotarlo facendo detonare all'interno una carica
esplosiva che ne compromettesse un eventuale utilizzo
successivo.
Le foto d'epoca
mostrano il pesante mezzo nel bel mezzo della piazza, con civili
locali che sembrano apparentemente incuriositi. Il terzo ed
ultimo scatto invece è stato preso dalla sovrastruttura del
carro e mostra un militare britannico che ne scruta incuriosito
l'interno.
L'Elefant proveniva
dalla zona di Roma e si trovava in ritirata dal fronte di Anzio.
STORIA CONTROVERSA
DI UN MEZZO FALLIMENTO

Un
cacciacarri "Elefant" immobilizzato da una mina sul fronte di
Nettuno viene oltrepassato dalla fanteria tedesca.
Il Ferdinand (nome derivato dal dott. Ferdinand Porsche che lo
progettò) fu un cacciacarri pesante derivato dal prototipo
VK4501 presentato al concorso per la scelta di un nuovo carro
pesante per la Wehrmacht.
Il progetto fu però scartato a favore del "Tigre" e il mezzo
ideato dal Dr. Porsche venne adattato a diventare un grosso
cacciacarri armato di cannone
PaK 43/2 L/71 da 88 mm.
La sola sovrastruttura pesava 15 tonnellate, mentre le piastre
di armatura addizionali pesanti 4.500 kg erano saldate sullo
scafo.
Sin dai primi veicoli allestiti, la destinazione furono il
653° e il 654° Schwere Panzerjäger Abteilung (ognuno
equipaggiato con 45 mezzi), chiamati a partecipare alla grande
offensiva contro il saliente di Kursk del luglio 1943.
Durante questa battaglia i Ferdinand mostrarono molteplici
limiti, quali una certa frequenza di
problemi tecnici e l'assenza di mitragliatrici per sostenere i
combattimenti ravvicinati con i cacciatori di carri sovietici.
Questi limiti comportarono la perdita di ben 40 carri e,
nell’ottobre del 1943, i mezzi sopravvissuti vennero rispediti
in fabbrica per riparazioni e modifiche.
Venne installata una MG34, l’armatura fu aumentata, vennero
montati dei cingoli più larghi, fu aggiunta una cupola comando
ed il veicolo venne ricoperto con pasta amagnetica (Zimmerit).
Le modifiche vennero completate nel marzo del 1944 ed il
Ferdinand venne ufficialmente rinominato Elefant (maggio 1944).
Circa
48 Elefant vennero raggruppati nel 653° Schwere Panzerjager
Abteilung con parziale riassegnazione al fronte italiano nel
febbraio del 1944.
Furono utilizzati in combattimento a Nettuno, Anzio e Cisterna.
I rimanenti furono inviati sul fronte orientale, ma in autunno
tutti gli Elefant risultavano raggruppati in una nuova unità: la
614a Schwere Panzerjager Kompanie e circa quattordici
rimasero in servizio sul fronte orientale fino ad inizio 1945.
Gli
ultimi quattro mezzi di questo tipo vennero impiegati nel sud di
Berlino nell’aprile 1945 nelle file del Kampfgruppe "Ritter" a
Zossen. |