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Morire sul San Martino

La vincita sull'asta on-line più famosa del mondo di uno "Sterbebild" dà origine ad una interessante quanto toccante ricerca storica.

Una vista dalla cresta del San Martino. Notare la similitudine del Monte Cifalco (leggermente a destra nella foto) con lo scatto relativo all'ufficiale tedesco più sotto nella pagina.

Il soldato in questione è l'Obergefreiter Johann Georg Brunner, nato l'11 Ottobre 1919 e caduto sul Colle San Martino (a ridosso del Monte Cifalco quindi) il 14 Marzo 1944. Stando alla disposizione delle truppe a quel tempo e secondo quanto riportato dall'interessante lavoro di ricerca condotto dall'amico Mauro Lottici, il militare in questione doveva appartenere presumibilmente al Gebirgsjäger Artillerie Regiment 95, che stazionava in zona con il compito di "punzecchiare" le truppe francesi di fronte con i propri tiri e rendere difficile, se non impossibile, la loro salita verso le quote a nord del Monastero di Montecassino, in particolar modo Colle Abate e Colle Belvedere nonchè il villaggio di Terelle.

Comunque sia, appena avuto in mano lo Sterbebild, mi sono recato presso il Cimitero Militare Germanico di Caira, trovando sul registro l'ultima dimora di Brunner, la quale risulta essere nel Blocco 2, tomba 213, in compagnia di altri due soldati: l'Obergefreiter Norbert Berneck e il Leutnant Egon Roth, come mostrato dalla foto sotto:

 

La tomba dove oggi riposa Brunner, presso il Cimitero Germanico di Caira.

Tre rare immagini del Generale Julius Ringel, comandante della 5ª Divisione Gebirgsjäger tedesca sul fronte italiano fino alla seconda metà del Marzo 1944.

 

Lo sterbebild dell'Obergefreiter Johann Georg Brunner

 

Una rarissima foto relativa ad un ufficiale delle truppe alpine sul San Martino (Archivio M. Lottici).

 

Gebirgsjäger tedeschi sulla Linea Gustav, in occasione di una piccola cerimonia da campo per il conferimento di alcune decorazioni.

 

Ancora oggi sul Colle San Martino è possibile ammirare i resti delle trincee tedesche poste a difesa (Archivio M. Lottici).

 

 

Aggirandosi sulla cresta, grazie soprattutto al fatto che questa è abbastanza fuori mano rispetto ai luoghi normalmente battuti dai "cercatori di ferri", è possibile imbattersi abbastanza facilmente nelle testimonianze della guerra. A sinistra, un piccolo deposito di bombe da mortaio "Brixia", largamente usate dai tedeschi come preda bellica dopo l'Armistizio dell'8 settembre.

Sopra invece possiamo vedere due proiettili da 20mm (probabilmente usati da un'arma antiaerea utilizzata per tiro diretto, come spesso i tedeschi facevano) e un fornelletto individuale (Archivio M. Lottici).

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